Monza: è iniziato il week end dello storico GP d’Italia

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5 settembre 2014

Con le prove libere di oggi è iniziato il fine settimana del G.P. d’ Italia a Monza. Il circuito brianzolo definito il “tempio della velocità”, per le alte velocità di punta che si ottengono grazie alla sua conformazione, è dal 1922 uno degli appuntamenti fissi e più affascinanti delle corse sia in auto che in moto.

Monza è tra i circuiti più antichi del mondo, insieme a Indianapolis (1909) e Brooklands, in Inghilterra (1907), ed essendo un “tempio” nella sua storia ha dispensato glorie ma purtroppo ha richiesto anche “sacrifici”. Nei viali del parco più grande d’Italia, abbiamo assistito alla purtroppo ultima vittoria di un pilota italiano, Ludovico Scarfiotti, su una Ferrari. Il campione di Recanati vinse l’edizione del 1966 con la “312“. Altra gioia la consacrazione di Scheckter nel 1979, quando vinse il Mondiale prima del lungo “ digiuno” ferrarista durato 21 anni.

Monza, a parte il discorso Ferrari, annovera altre imprese storiche, come quella di Peter Ghetin, che nel 1971 con la B.R.M. P160 vinse il G.P. con il distacco più esiguo di tutta la storia della F.1, dove i primi cinque chiusero in meno di 1 secondo. Sempre per la leggenda ci fu il ritorno di Lauda a meno di due mesi dal terribile incidente del Nurburgring, o sconfinando nel “sacro” la doppietta, favorita da un incidente di Senna, delle Ferrari (poco competitiva in quell’anno n.d.r.) di Berger e Alboreto nel 1988 a meno di un mese dalla scomparsa di Enzo Ferrari, il quale faceva le sue rare apparizioni in autodromo solo a Monza.

Purtroppo come detto il “tempio” ha richiesto anche sacrifici, come quello di Alberto Ascari, perito in un test privato, quando chiese all’amico Castellotti di provare la Ferrari, lui che era pilota Lancia.

Altro episodio tragico fu quello del 1961 quando Wolfgang Von Trips, il giovane nobile tedesco, asso della Ferrari in lizza per il titolo, si toccò alla staccata della Parabolica con Jim Clark, finendo fra la folla e oltre a lui perirono 15 spettatori. Un altro giusto omaggio va a Jochen Rindt, schiantatosi anche lui, con la sua Lotus, alla parabolica durante le qualifiche nel G.P. del 1970 e poi diventato comunque Campione “postumo”, unico nella storia della F.1.

Anche le due ruote hanno “sacrificato all’altare del tempio monzese” diversi campioni. L’episodio forse più tragico riguarda l’astro nascente Jarno Saarinen, il finladese trovò la morte in compagnia del “guerriero” Renzo Pasolini, nel terrificante incidente al “ curvone” durante il G.P. delle Nazioni nel 1973.

Dopo questa seppur breve ma doverosa presentazione veniamo a oggi, nei due turni di libere ennesima lotta fra Rosberg ed Hamilton, i due “galletti” della Mercedes si sono alternati, primo Hamilton al mattino, primo Rosberg nel turno pomeridiano.

Le buone notizie (era ora) vengono dalla Ferrari, che nel gran premio di “casa” è obbligata a provare di salvare una stagione che come sappiamo è stata fin qui opaca. Le F14T occupano la seconda fila con Raikkonen, che sembra aver ritrovato il suo smalto,confermando la bella prestazione di quindici giorni fa a Spa, “Icemen” precede Alonso, sempre positivo. Le speranze di avere due Ferrari da podio vengono confermate dai buoni tempi ottenuti in configurazione da gara.

Attenzione alla Williams che sorniona piazza la rivelazione Bottas alle spalle delle Rosse ed alla Red Bull,che forse si è un po’ nascosta con Vettel 7° e il dominatore di Spa Ricciardo 10°. I risultati del venerdì si sa sono sempre “virtuali”, da domani con le qualifiche si fa sul serio e domenica alle 14 il verdetto definitivo sul Gran Premio d’Italia, speranzosi assistere ad un’altra gara leggendaria da aggiungere all’infinita storia del “tempio della velocità” ovvero Monza.

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