“Le colline della memoria”: serata all’Abbadia S. Tommaso per il 70° della Liberazione

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6 settembre 2014

L'artista montelabbatese Andrea Guerra

L’artista montelabbatese Andrea Guerra

MONTELABBATE – A Montelabbate “Le colline della memoria”. Questa domenica, si farà memoria del 70esimo anniversario della Liberazione con una serata all’Abbadia di San Tommaso in Foglia. Al centro della cerimonia, che si aprirà con un saluto del neosindaco Cinzia Ferri e che vedrà la partecipazione di alcuni testimoni di quei giorni, vi saranno tre matite su tavola realizzate da Andrea Guerra, giovane artista locale che dopo gli studi alla Scuola del Libro di Urbino sta perfezionandosi in incisione presso l’Accademia di Belle Arti della medesima città.

“Le colline della memoria”, questo il titolo del trittico, evocano alcuni scorci delle colline sopra Osteria Nuova in cui nella notte tra il 30 e il 31 agosto 1944, con una brillante e fulminea azione, le truppe alleate riuscirono ad aprire un varco nelle difese della Linea Gotica. Dopo essere stata esposta al pubblico nel mese di agosto, l’opera farà dunque da filo conduttore della serata commemorativa, assieme alla breve ma intensa riflessione sul valore della memoria con cui l’autore ha voluto accompagnare le tavole. La serata, che avrà inizio alle ore 21 ed è organizzata dall’Associazione Culturale “Mons Abbatis” e dal Comune di Montelabbate, sarà anche arricchita da alcuni interventi musicali del giovane violoncellista Gabriele Felici.

“In pochi sanno che le colline del mio paese parlano ancora di quella immensa tragedia che fu la Seconda Guerra Mondiale. Dai campi, dove la gente è tornata a coltivare il grano, affiorano ancora minacciosi gli spettri dei bunker che nell’estate del 1944 seminarono la morte.

Quasi nessuno ricorda che proprio in questi luoghi, nella notte tra il 30 e il 31 agosto di quell’anno, a prezzo di tante vite umane gli Alleati assaltarono la Linea Gotica e aprirono la strada verso la Liberazione.

A che servono le corone di alloro sui nostri monumenti se non siamo capaci di mantenere viva la memoria di quei giorni e di quanti – testimoni, protagonisti o semplicemente vittime – costruirono in quell’estate lontana il nostro futuro di pace?”

Andrea Guerra

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