Volley Pesaro: alla scoperta di Martina Bordignon, ricezione e difesa e “tanta voglia d’imparare per conquistare un posto in squadra”

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7 settembre 2014

PESARO – Scusate il ritardo!, ma c’è tempo per rimediare. Il titolo del film diretto e interpretato dal grande Massimo Troisi, potrebbe essere adatto alla storia di Martina Bordignon, giovane schiacciatrice approdata a Pesaro… un anno dopo.

Martina lavora con il sorriso, un atteggiamento molto positivo (Foto Corrado Belli per Volley Pesaro)

Martina lavora con il sorriso, un atteggiamento molto positivo (Foto Corrado Belli per Volley Pesaro)

“Il mio procuratore mi aveva parlato della possibilità di giocare a Pesaro già lo scorso anno. Ma i posti 4 erano coperti e non se ne era fatto niente. Io ero molto interessata, perché Pesaro è da tanto tempo una piazza importante per la pallavolo femminile italiana. Quest’anno è arrivata la proposta e non ho avuto alcun dubbio: è un onore essere qui, giocare per questa società. Inoltre sono molto contenta di fare parte di una squadra che mi mette davanti due grandi giocatrici quali sono Valentina Bellucci e Francesca Babbi. Ma io sono pronta a mettermi in gioco per conquistare il mio spazio e cercare di rubare il posto a una di loro”.

Mi diceva coach Matteo Bertini che gli era piaciuto molto il suo atteggiamento. Altre giovani avrebbero preferito andare dove il posto è garantito. Al contrario, lei ha voluto una squadra dove potrà crescere, ma lottare giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento.

“L’anno scorso, a Bari, ho fatto tanta gavetta, ma ho giocato tanto. La voglia d’imparare non mi manca e Pesaro mi sembra il luogo giusto per farlo. Ho colto la palla al balzo ed eccomi qui…”.

Dove ha trovato un Volley Pesaro completamente diverso rispetto al passato: l’anno scorso, esclusa l’esperienza di Carol Zuccarini, era squadra molto giovane. Ora può contare sulla grande esperienza di tante sue nuove compagne.

“Sì, l’anno scorso erano più o meno tutte della mia età e, con tutto il rispetto, non avrei avuto molto da imparare. Quest’anno, ho molto da apprendere da Valentina e Francesca, dalla loro grande esperienza”.

E’ un fine settimana a casa per Martina Bordignon, che potrebbe diventare testimonial di Italo, il treno veloce della NTV (Nuovo Trasporto Viaggiatori) che vive un momento di difficoltà, ma è un’aziende ben determinata a fare valere le proprie ragioni, malgrado alcuni commenti del tutto fuori luogo di Maurizio Gasparri, parlamentare di Forza Italia ed ex ministro che ha perso una buona occasione per tacere; avrebbe evitato di augurare o di annunciare che Italo chiuderà presto. Intanto, Italo ha fatto felice Martina Bordignon.

“Io vivo a Castiglione Olona, in provincia di Varese – racconta Martina – e stamattina (sabato; ndr) sono tornata a casa in treno. Purtroppo, l’ultimo treno del venerdì sera è alle 19, ma a quell’ora mi stavo allenando. Per fortuna, Italo collega Milano velocemente e alle 10,30 di oggi ero a casa. Con Italo, che ferma anche a a Pesaro, ci vuole davvero poco”.

Martina Bordignon in una strana espressione colta da Corrado Belli per Volley Pesaro

Martina Bordignon in una strana espressione colta da Corrado Belli per Volley Pesaro

Una puntata veloce, perché già lunedì il Volley Pesaro torna in palestra.

“Partirò la mattina, alle 7,45, e alle 11 sarò a Pesaro. Un orario comodo, visto che ci alleniamo il pomeriggio”.

Piccoli sacrifici affrontati con il sorriso, anche pensando che lo scorso campionato la distanza da casa era decisamente superiore.

“Una lontananza più pesante: giocavo a Bari e sono tornata a casa solo quattro volte, forse cinque, a esagerare”.

Da Bari a Pesaro, come si trova nella sua nuova città?

“Bene. L’ambiente mi sembra molto serio, la squadra pure, la città è bella. Non potevo avere di meglio”.

Con chi condivide – logisticamente – la nuova avventura?

“Sono in appartamento con Isabella Di Iulio e Gaia Concetti, che dovrebbe arrivare il 10 settembre. Una scelta voluta dal destino: io e Isabella siamo nate lo stesso giorno, il 26 novembre… Io del 1994, Isabella del 1991”.

Ho letto che a lei piace cucinare, quindi dovrà preparare la torta per festeggiare il doppio compleanno.

“Non credo, non mi sono cimentata mai nei dolci, preferisco il salato… la pasta”.

Come va la convivenza con Isabella e la sua gatta?

“Ah ah ah… Diciamo che non è una gatta, ma un essere umano nel corpo di un gatto. Dorme, mangia e ha capito tutto della nuova vita a Pesaro. Esce sia di giorno sia di notte, ma non riesce a saltare dal balcone; così ha trovato il modo per farsi aprire: si presenta davanti a una porta in vetro, inizia a miagolare e dobbiamo aprire. E’ già la padrona di casa”.

Vent’anni da compiere, la giovane lombarda è alla terza esperienza lontano da casa.

“La prima volta a Vercelli, che non è lontana da Castiglione Olona; la seconda a Bari, davvero lontana. Adesso Pesaro…”.

Cosa si sente di dare alla squadra? Attaccante di posto 4, come se la cava in ricezione e in difesa?

“Diciamo che sono i miei fondamentali migliori. Devo migliorare in attacco. Forse sono troppo buona di carattere e il mio gioco ne risente. Devo acquisire la cattiveria agonistica per attaccare i punti importanti, per mettere giù le palle decisive. E’ una mia carenza, ma conto di rimediare osservando le mie compagne più esperte. Avendo davanti a me Babbi e Bellucci, dovrò tirare fuori il meglio”.

Come sono andate le prime due settimane di lavoro?

“Sono state pesanti, abbiamo faticato abbastanza. Però pensavo di essere messa peggio, che sarei stata più stanca fisicamente, invece le gambe reggono abbastanza bene, la spalla anche… Sono contenta”.

Le basi tecniche di Martina sono buonissime, sviluppate a Orago, in quella grande scuola di volley che è la società allenata da Giuseppe Bosetti, papà di Caterina e Lucia.

“La società di Orago è rinomata per il settore giovanile. Io sono molto contenta di averne fatto parte, di essere cresciuta con Bosetti, dal quale ho imparato tutto. Sono andata a Orago quando avevo 13 anni, sono stata lì fino ai 18 anni, vincendo tutto quello che c’era da vincere”.

Che cosa rappresenta la pallavolo per lei?

“Prima era il mio divertimento, adesso è diventata anche il mio lavoro, che svolgo con grande passione, altrimenti non lo farei. Non giocherei mai se fosse un obbligo”.

Solo pallavolo o anche studio?

“Mi sono iscritta all’Università di Urbino, alla facoltà di Scienze della Comunicazione”.

Martina tifa Milan e ama il film Invictus, diretto da Clint Eastwood, con Morgan Freeman nel ruolo di Nelson Mandela e Matt Damon nel ruolo di François Pienaar, capitano della nazionale sudafricana di rugby.

“E’ un film bellissimo!”.

Qualche sua compagna preferisce essere cauta, altre – come Isabella Di Iulio – non hanno dubbi: sono arrivate per vincere il campionato. Lei che dice?

“E’ l’obiettivo principale, espresso anche dalla società. Io concordo, assolutamente. Chiaro che la prima cosa è fare bene, ma se arrivano le vittorie è meglio”.

Lo sa che Perugia ha annunciato il ritorno agli allenamenti di Mirka Francia, che vinceva il campionato mondiale quando lei non era ancora nata?

“Me l’ha detto Isabella, ma io non la conoscevo proprio. Beh, sarà il caso di dimostrare che possiamo vincere anche contro Mirka Francia!”. Niente male come carattere… Fossi al posto di Valentina o Francesca, incomincerei a guardarmi alle spalle.

 

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