“Nuovo divieto di balneazione a Fano, qui si continua ad affrontare l’emergenza e non la causa. Serve il collettore in via Pisacane”

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9 settembre 2014

Hadar Omiccioli, Marta Ruggeri, Roberta Ansuini*

Non prendiamoci in giro per la prossima stagione estiva, se vogliamo mantenere la bandiera Blu e essere certi della salute dei nostri mari, almeno lungo la costa. Ci sono due problemi da affrontare: gli scolmatori e, principalmente, il torrente Arzilla (stesso discorso vale per Rio Crinaccio)

Per gli scolmatori il Sindaco metterà una toppa per il prossimo anno: un’ordinanza “perenne” che, al primo segnale di Aset dell’attivazione degli scolmatori, farà scattare immediatamente il divieto di balneazione. Saranno poi le analisi dell’Arpam a confermare o a far rimuovere il divieto. Si affronta l’emergenza ma non la causa. Cioè un accumulo incontrollato, in caso di pioggia, di acque miste che dalla città arrivano a costa. Occorre al più presto realizzare il collettore fognario di Via Pisacane, in modo che le acque della zona possano essere intanto separate in acque scure e chiare, queste ultime inviate verso il fiume Metauro.

 

 

FANO – Altro caso è il torrente Arzilla. Dal 1 giugno al 15 luglio è stato effettuato da Arpam uno studio che potesse correlare le condizioni meteo-marine con i valori di balneabilità, visto che nel 2013 le acque erano state inserite in classe di qualità “scarsa”. Purtroppo si evince che la ricerca non offre nuove conoscenze riguardo al fenomeno di diffusione e presenza di inquinamento delle acque, legato, come si sa, essenzialmente a precipitazioni meteo e correnti marine. Non viene, pertanto, assicurato quello che la legge impone, vale a dire un’informazione chiara ai cittadini, l’individuazione delle cause e la rimozione delle stesse. Come agire allora? Possiamo consigliare al nostro Sindaco di prendere subito contatto con Arpam affinché venga realizzato un nuovo studio: analisi giornaliere alla foce, a 30, 80, 130, 200 metri di distanza dalla stessa. Il tutto nel mese di aprile (ricco di piogge), associando questi dati con le condizioni meteorologiche sulla costa e nell’entroterra, controllo dei principali parametri marini (correnti e temperatura acqua) e quantificazione dello sversamento delle acque fluviali tramite flussimetro alla foce. Stessa procedura dovrebbe essere ripetuta nel mese di giugno (povero di piogge). Ciò potrebbe permettere di ricostruire un modello predittivo dei valori oltre la soglia a seconda delle condizioni meteo-marine e di flusso, in modo da poter operare con ordinanza preventiva a seconda di alcuni parametri predittivi. Poi saranno le analisi batteriologiche da parte di Arpam a confermare o rimuovere il divieto. Ma ciò che più conta è risalire alla cause dell’inquinamento. Lo si può fare solamente operando un’indagine completa degli scarichi, con l’analisi chimica e batteriologica delle acque rispettivamente riversate nel torrente. Tutto ciò può essere fatto unicamente coinvolgendo tutti i Comuni dove il torrente scorre. Agire per rimuovere le cause, sarà l’ultima fase. Per un Sindaco che fa del confronto e della collaborazione la sua bandiera di governo, non dovrebbe essere un problema attuare queste azioni. Ce lo auguriamo e controlleremo che tutto ciò venga fatto nel più breve tempo possibile. Anche perché sono a disposizione dei fondi europei che potrebbero essere destinati ad interventi di potenziamento dei depuratori e del collettamento di scarichi abusivi, come ad esempio il Piano di sviluppo rurale (PSR 2014 – 2020). Il Sindaco dovrebbe aprire un tavolo di progettazione partecipata con i Comuni dell’entroterra i quali, come già evidenziato dalla stampa locale, hanno anch’essi problemi di scarichi abusivi che stanno compromettendo seriamente la salute del fiume Metauro e di altri corsi d’acqua minori.

*Lista Civica MOVIMENTO CINQUE STELLE FANO – beppegrillo.it

 

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