Piazza Mosca, uno scrigno del dialetto

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10 settembre 2014

Per una sera, ieri, la Piazzetta Mosca si è rivelata uno scrigno del dialetto pesarese. 12 fra i migliori attori del teatro dialettale pesarese contemporaneo hanno fatto rivivere personaggi storici, le loro storie e le loro poesie. Primo fra tutti, Carlo Pagnini che ha dato voce ad Odoardo Giansanti, il nostro Pasqualon, interpretando la poesia “Contrasto storico fra l’acqua e il vino” e “Abbasso i critici”. La serata è stata organizzata da “La butega dle parol” (“La bottega delle parole”, quelle in dialetto) che ha l’impegnativo compito istituzionale di traghettare alle giovani generazioni il nostro dialetto. Sembra ci stia riuscendo, visto che fra gli attori intervenuti c’è stata anche una ragazzina (10 – 12 anni?), al secolo Giada Marinelli, che ha dato prova della sua bravura interpretando magistralmente, insieme a Maria Grazia Ballerini “La c’ghela e la furmighena” (La cicala e la formichina).

Pagnini e, sullo sfondo, Amy Rossi in piazzetta Mosca

Pagnini e, sullo sfondo, Amy Rossi in piazzetta Mosca

La piazzetta era gremita di persone che hanno riflettuto sui profondi significati di alcuni dei testi recitati e riso con gusto di altri. Franco Ferri e Paolo Capelloni sono stati all’altezza della loro fama con alcuni testi commoventi ed altri allegri. Cinzia Marasca ha ricordato, insieme a Paolo Capelloni, il commerciante poeta Nando Piovaticci. Si è riso con “Pensa par te …” di Alessandro Procacci interpretata da Anna Maria Caldari ed Elvira Montesi. Esilarante è stato il popolare Pietro Matteucci con “La telefoneda”. Stefano Magi ha letto il grazioso scioglilingua di Pasqualon “I bsei” che significa: piselli o è l’imperativo del verbo pesare. Fernando Magi ed Emilio Melchiorri hanno letto alcune loro poesie. Le macchiette pesaresi sono state passate in rassegna da questi magnifici dodici interpreti coordinati da un brillante Stefano Poderi che, conosciuto come attore, si è rivelato anche un eccellente presentatore. La serata, complice la bella cornice della piazza ed il clima mite, ha soddisfatto ampiamente gli spettatori che si sono dilungati in calorosi applausi. I pesaresi la ricorderanno come un’occasione importane in cui hanno potuto riflettere, divertendosi, sulle proprie radici.

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