Wunderbar, che meraviglia il concerto della Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin e di Anna Vinnitskaya alla Sagra Musicale Malatestiana

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13 settembre 2014

PESARO – Wunderbar! Semplicemente, meraviglioso. I Concerti Sinfonici della Sagra Musicale Malatestiana di Rimini si sono conclusi venerdì sera con un lungo interminabile applauso a Marek Janowski e alla Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin, l’orchestra sinfonica della radio della capitale tedesca.

Applausi convinti, meritati, come erano stati altrettanto convinti e meritati quelli che avevano salutato la conclusione della prima parte, protagonista la pianista russa Anna Vinnitskaya.

La splendida orchestra tedesca nell’altrettanto splendido Auditorium riminese

La splendida orchestra tedesca nell’altrettanto splendido Auditorium riminese

Eppure la serata – in un Auditorium Sala della Piazza del Palacongressi romagnolo mai così gremito – era iniziata tiepidamente. Forse sarà perché nessuno è profeta in patria, ma ci è sembrato che la platea abbia snobbato l’esecuzione dell’ouverture da La forza del destino di Giuseppe Verdi. Eppure era il genuino omaggio di una grande orchestra – tedesca – al più famoso compositore italiano. E fin dalla prima nota è stato chiaro che il timbro della RSB è decisamente di gran marca, sopraffino, nei fiati, negli archi e nei timpani. Una bella esecuzione – quella da La forza del destino – che ha fatto apprezzare l’intensità, il carisma di Marek Janowski, che lo scorso 18 febbraio ha spento 75 candeline. Una presenza fisica, la sua, davvero incredibile. Un’energia che conquista, che trascina, che impressiona.

Guidati dal Maestro, i bravissimi orchestrali della Rsb hanno accompagnato con passione il secondo brano in programma, la Rapsodia su un tema di Paganini in la minore op. 43 di Sergej Rachmaninov, che ha esaltato la bravura di Anna Vinnitskaya. Composta nella villa che il compositore russo aveva sul lago di Lucerna, uno dei posti più incantevoli della Svizzera, ed eseguita per la prima volta a Baltimora (7 novembre 1934), Rachmaninov si è ispirato al Capriccio op.1, n.24 di Niccolò Paganini, che aveva già catturato le attenzioni di altri grandi compositori, da Schumann a Brahms a Liszt. Ai giorni nostri, la musica composta da Rachmaninov è stata protagonista assoluta in film importanti. E’ una musica che ti conquista, che ti prende, che ti avvinghia. Immaginate come hanno vissuto l’esecuzione di Anna Vinnitskaya e della Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin gli spettatori della Sagra Musicale Malatestiana: inebriati. Al posto dell’alcol le note di Rachmaninov, le mani della pianista russa sulla tastiera, quelle di Marek Janowski a ispirare l’orchestra. Meraviglioso. Wunderbar.

L’applauso di tutto l’Auditorium ha emozionato Vinnitskaya, che ha regalato un applauditissimo bis che ha accompagnato l’intervallo.

La seconda parte era imperniata sulla Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore op. 55 Eroica di Ludwig van Beethoven. Dura circa 50 minuti, tanto che dopo la prima esecuzione (Vienna, 7 aprile 1805), un critico di un importante quotidiano tedesco invitò Beethoven ad abbreviare la sinfonia. Peggio per lui, per il giornalista. Due anni dopo, a Lipsia, il pubblico – entusiasta – sollecitò un’immediata replica. Venne accontentato in una sola settimana.

Venerdì sera, alle 23,08, quando si è conclusa la magnifica esecuzione, un solo problema. M’attendeva il treno per riportarmi a Pesaro. E ho perso – purtroppo – il bis.

Ma dopo i cinque concerti sinfonici della Sagra Musicale Malatestiana non è un brano in più o in meno a togliere la gioia vissuta seguendo una manifestazione unica, in un impianto straordinario. Che Rimini ha, mentre a Pesaro si continua a chiacchierare, a lanciare proposte, a fare ipotesi. L’ultima è del sindaco Ricci, che vuole un ritorno al passato del vecchio palasport di Viale dei Partigiani, che potrebbe tornare a ospitare il Rossini Opera Festival oggi obbligato alla brutta periferia. Ah se i politici, gli amministratori d’allora non avessero sprecato tempo e soprattutto tanti soldi della collettività e invece di realizzare l’ibrido della Torraccia avessero puntato subito nella riqualificazione del vecchio caro hangar, luogo di trionfi del basket e di serate esaltanti con le opere di Gioachino Rossini. Ci scusi, il sindaco, che è anche presidente del Rof: Gioachino.

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