“Grazie Pesaro. Sinisha e sua moglie non dormono più in macchina!”

di 

17 settembre 2014

PESARO – “Dopo un mese di raccolta fondi e appelli di vario tipo siamo riusciti ad aiutare – seppure non con cifre risolutive – la coppia di coniugi serbi di cui il marito invalido dalla guerra dell’ex Jugoslavia”.

Inizia così un comunicato di Pesaro Povera, il gruppo di cittadini attivi riunitisi attorno a Pierpaolo Bellucci e Pino Longobardi che si prodiga per il prossimo e contro le povertà, sulla storia che anche noi di pu24.it avevamo trattato tempo fa (rileggi gli articoli qui e qui). “Un pesarese – continua la nota – ha messo a disposizione gratuitamente la propria casa in campagna – in zona Villa Fastiggi – per accogliere la coppia, senza pretendere nemmeno il pagamento delle utenze, e abbiamo consegnato a Sinisha i 400 euro frutto della raccolta fondi. Siamo in contatto con gli organismi competenti per la regolarizzazione dei documenti e siamo riusciti a finanziare un viaggio in Serbia per permettere ai coniugi di rivedere i propri figli e parenti. Grazie Pesaro! Approfittiamo per chiedere fondi non per Sinisha, ma per gli altri assistiti di Pesaro Povera, in quanto le nostre casse sono a zero e il mese di ottobre si sta avvicinando. Per contribuire: bonifico intestato ad “Associazione Acu Marche Consumatori Utenti” coordinate bancarie IT 36 S 05018 02600 000000164518, causale “fondo Pesaro Povera”.

Info su www.facebook.com/pesaropoverapesaropovera@gmail.com – 339.4294670 / 373.8393274.

Un commento to ““Grazie Pesaro. Sinisha e sua moglie non dormono più in macchina!””

  1. BRUSCO 54 scrive:

    Che bella notizia e che piacere leggere che una famiglia pesarese ha messo a disposizione gratuitamente la sua casa di campagna per il signor Sinisha e sua moglie.
    Grazie, grazie anche a Pesaro Povera che ha portato all luce il caso. La tenerezza dell’uomo che chiedeva aiuto al semaforo di via Solferino mi aveva commosso, ma soprattutto mi commuoveva il suo modo di ringraziarti quando gli donavi una moneta. Mi colpivano i suoi occhi tristi, mi colpiva la sua forza e volontà nel districarsi con tanta fatica in mezzo alle macchine. E qaundo tu mettevi una moneta nel cappello che ti porgeva, lui ti accennava un leggero sorriso di gratitudine e con grande dignità ti spezzava il cuore dicendo “grazie signore”. Grazie a lei signor Sinisha che ogni volta ci faceva capire quanto siamo fortunati senza rendercene conto, e noi non chiudiamo gli occhi, io per primo, di fronte a tanta sofferenza.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>