Il re del Ranch, Vale Rossi, battuto dall’invitato speciale Marc Marquez. Ma attenzione: Vale è furbo, molto furbo

di 

17 settembre 2014

Tanti piloti al ranch di Tavullia

Tanti piloti al ranch di Tavullia

TAVULLIA – Che i piloti moto siano delle “simpatiche canaglie” è un dato di fatto, che Vale Rossi e i suoi seguaci siano dei goliardi della prima ora specializzati nella super-manfrina pure, ma fin che c’è Radio Tavullia International c’è speranza. La speranza è quella di venire a conoscenza di fatti che, altrimenti, rimarrebbero confinati al Ranch o chissà dove.

Succede che ieri mattina al bar, al secondo caffè di giornata, un signore che stava leggendo sulla Gazzetta dello Sport l’articolo che avevamo scritto il giorno prima riguardante la sfida tra Vale e Marquez al Ranch ci riconosce apostrofandoci così: “Giusto quello che hai scritto, ma non è vero che i ragazzi (inteso come piloti) siano andati a spasso: hanno fatto una gara vera”. Un attimo di silenzio poi, capito che aveva catturato l’attenzione dei pochi presenti, prosegue sicuro: “Io ero lì e ho visto”.

Incassato il colpo di fortuna senza battere ciglio, il cronista spara la domanda “assassina”. “Allora se eri lì, sai dirmi chi ha vinto la gara?” “Certo – risponde lui sorridendo – all’ultima sfida, quella che chiamano “all’americana” e che si è disputata sul far della sera, ha vinto Marquez che peraltro in tutto il pomeriggio è stato molto veloce”.

La fortuna del cronista mattiniero non finisce qui perché il tizio, per far vedere che lui la sa lunga, prosegue nel racconto: “Ad un certo punto Marquez è pure caduto, una scivolata innocua, certo, ma aveva allungato la frenata per fare “lo sborone” perché un avversario lo aveva superato”.

Ma no? “Ma sì – risponde – l’ho visto io”.

E chi era l’avversario, Valentino? “No, non credo fosse Valentino, ma è accaduto tutto in un attimo e non troppo vicino a me, però in men che non si dica lo spagnolo, per fortuna, era già in piedi. Ma non è caduto solo lui, ne sono caduti parecchi ma nessuno si è fatto male”.

Bene, allora significa che i ragazzi – chiediamo – gli hanno dato del gran gas? “Di più – è la risposta – pensa che Marquez e il suo amico Rabat avevano scaricato da internet le caratteristiche della pista. Sapevano tutto del Ranch, quelli sono professionisti non scherzano mica e poi Marquez si era portato la sospensione posteriore e anche la forcella della Honda”.

Sì, questo lo abbiamo scritto – glissiamo – ma Marquez ha cominciato ad andare forte subito oppure…? “No, no – ci interrompe con foga – i primi giri si è messo dietro Vale (e mima l’inseguimento con le mani, ndr) per imparare dove mettere le ruote e poi, dopo quattro o cinque giri, ha spalancato la manetta: sembrava un folletto. Quel ragazzino va forte da far paura”.

Più di Vale? “Questo non lo so ma credo che Rossi lo abbia fatto giocare”.

Però ha battuto Vale? “Sì – è la risposta – ma Vale è furbo e lo ha studiato per benino, secondo me Rossi ha capito in quel pomeriggio quale è il vero limite di Marquez”.

Ah sì, è qual è? “E’ che il ragazzo vuole stare davanti, a tutti i costi, ma così la scivolata è sempre in agguato e infatti è caduto anche al Ranch”.

L’interlocutore quindi mette le mani in tasca si avvicina alla cassa e dice: “Pago il mio caffè e anche quello del giornalista”.

Ringraziamo, salutiamo con un arrivederci e una stratta di mano pensando: la giornata comincia proprio bene, pur consapevoli che da quel momento inizia per noi il duro e lungo lavoro di verifica della notizie e, il tutto, si concluderà a tarda sera.

Il bilancio è comunque positivo: il tizio non ha detto delle sciocchezze, ci sta quasi tutto con una precisazione su quel “mi sa che Vale lo ha fatto giocare”.

Affermazione che, tradotta, significa che Vale, furbo come una volpe, abbia invitato Marquez a Tavullia per conoscerlo meglio.

Per capire, per identificare il lato debole dell’avversario, in un contesto completamente diverso da quello dei circuiti dove Marc sembra imbattibile. In un’atmosfera amica forse è più facile cogliere le debolezze umane.

Vale martedì al Ranch ha capito che con Marquez la sua sottile ironia – che da sola bastava a devastare i suoi avversari di un tempo – con lui non funziona, ha capito che ci vuole altro per “fargli chiudere la vena” e probamente ora il Dottore sa cosa ci vuole e presto lo “metterà in terapia”.

Praticamente Marc è, nel senso buono del termine, uno “sborone” quando è in sella. E’ uno sfrontato (di più di Vale agli esordi che è tutto dire) che lo scorso anno a Laguna Seca lo ha voluto superare dove Rossi aveva passato Stoner con una manovra quasi impossibile, che a Misano domenica non voleva sorpassare Vale in un posto qualsiasi del circuito, lo voleva superare davanti alla tribuna dove erano assiepati i fan del 46 ed è lì che è andato a gambe all’aria.

Sarà una “cura”, quella di Rossi a Marquez, non troppo breve perché il soggetto è tosto ma Vale l’ha già iniziata e non ha fretta perché  il Dottore il decimo Mondiale lo vuole vincere il prossimo anno e intanto al Ranch lo ha fatto contento: gli ha concesso la rivincita.

Un commento to “Il re del Ranch, Vale Rossi, battuto dall’invitato speciale Marc Marquez. Ma attenzione: Vale è furbo, molto furbo”

  1. Joe Bar scrive:

    La conferma è arrivata dal solito e puntuale maledetto Brusco. Rossi vuole la seconda Laurea. È innegabile che quello che abbiamo quest’anno è un dottore d’annata il quale, dopo alcuni anni dedicati a curare la meccanica della Ducati (studi a lui non congeniali), con l’intento di conseguire la seconda Laurea, ha ripreso a studiare la disciplina a lui più cara e cioè Psicologia (quella dei suoi avversari). In passato nella sua clinica sono passati personaggi illustri come Biaggi, Gibernau e Stoner tanto per citarne alcuni. Però con il passare degli anni si sono sviluppati virus sempre più aggressivi e l’ultimo in ordine di tempo si chiama Marquez il quale necessita di una cura antibiotica non convenzionale. Ora il dottore ha ripreso a studiare e vedremo nel proseguo del campionato se riuscirà a sviluppare una nuova terapia. Attenti comunque a Lorenzo per il quale a mio avviso il dottore di Tavullia non ha mai trovato una cura definitiva.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>