Bombe chimiche nel nostro mare, pronti un esposto e una interrogazione per un numero verde. FN vuole vederci chiaro anche sulla NATO. Intanto si studia anche la Grande Guerra

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18 settembre 2014

Una delle tante mine ancora sommerse

Una delle tante mine ancora sommerse

Bombe non bombe? Il professor Alessandro Lelli ha annunciato che farà un esposto alla Procura della Repubblica e per “SiAmo Pesaro” l’ex candidata sindaco Roberta Crescentini proporrà un’interrogazione in Consiglio per attivare un numero verde per la denuncia in caso di ritrovamento o avvistamento.  Tutto questo è uscito dall’incontro, organizzato dal Movimento 5, che aveva come riferimento il  libro di Gianluca Di Feo sui veleni abbandonati nei fondali italiani, a partire dalle bombe chimiche che dalla Seconda Guerra Mondiale giacerebbero anche nel mare pesarese, come a Molfetta o come nel lago di Vico Ronciglione.

Forza Nuova interviene in merito all’esposto presentato nei giorni scorsi dal professor Alessandro Lelli riguardante le bombe tedesche risalenti alla seconda guerra mondiale che si troverebbero a largo delle coste di Pesaro.
“Accogliamo positivamente il lavoro di ricerca svolto dal Professor Lelli sulla presenza di ordigni scaricati in mare a largo di Pesaro fine alla seconda guerra mondiale-afferma Davide Ditommaso, coordinatore regionale di Forza Nuova. La presenza di ordigni nel nostro mare è sicuramente un problema sottovalutato e la bonifica è un obiettivo irrinunciabile.
Dobbiamo però constatare come nella ricerca, almeno per quanto riguarda la parte diffusa dai mezzi di informazione, manchi totalmente ogni riferimento alle tonnellate di veleni scaricati dalla Nato nel corso degli ultimi 20 anni, in particolare alla fine dell’evento bellico nella ex Jugoslavia. Non è infatti un segreto che nel vicino 1999 aerei del Patto Atlantico abbiano scaricato tra Rimini e Lussino e tra Pesaro e Zara centinaia di ordigni che a tutt’oggi giacciono sul fondale a pochi metri, rappresentando una minaccia ben più grave di quelli risalenti al secondo conflitto mondiale, attribuibili sia all’esercito tedesco che a quello alleato. Una presenza a dir poco inquietante nelle nostre acque, visto che la NATO viene accusata da più fronti di utilizzare armi vietate dai trattati internazionali come bombe a grappolo, sostanze chimiche e fosforo, senza parlare del diffuso e accertato utilizzo di uranio impoverito. Fatto ancor più grave è come gli ordigni NATO siano stati sganciati senza minimamente avvisare il governo italiano, facente parte dello stesso sciagurato Patto. È bene ricordare che a fronte di un danno incalcolabile in termini sanitari ed ambientali l’italia abbia ricevuto solo delle ridicole scuse rivolte all’allora ministro degli esteri Lamberto Dini.
Di fatto la NATO ha utilizzato l’Adriatico come discarica per i propri veleni, infischiandosene delle conseguenze sull’ambiente e soprattutto sulla popolazione, come da usuale arroganza di questa organizzazione. Forza Nuova chiede che vengano immediatamente aperte ricerche serie ed indipendenti che facciano luce sull’accaduto al fine di avviare una richiesta di risarcimento nei confronti della NATO, nonché l’uscita da una coalizione che non potrà mai rappresentare interessi italiani.
Sembrerebbe una richiesta utopica-conclude Ditommaso-ma lo è senza dubbio meno che chiedere danni alla Wehrmacht per fatti di 70 anni fa “.

 

 

 

Sabato 20 settembre alle ore 10.00 si terrà nel Salone Metaurense della Prefettura la prima di quattro conferenze dedicate alla Grande Guerra.

L’incontro dal titolo “Verso la Grande Guerra: l’assassinio dell’arciduca d’Austria Francesco Ferdinando” sarà tenuto dal Prof. Gilberto Piccinini, Presidente della Deputazione di Storia Patria per le Marche.

Le successive conferenze si terranno il 27 settembre, il 4 e il 25 ottobre prossimi. L’iniziativa, strettamente legata alla Mostra “L’Europa in fiamme” attualmente in corso in Prefettura e che ha registrato finora più di 3.000 visitatori, si configura tra quelle promosse per celebrare la ricorrenza del Centenario della Prima Guerra Mondiale.

Per l’alto livello didattico culturale degli appuntamenti la Prefettura ha deciso di far coincidere le date delle conferenze con l’apertura delle scuole e ha procrastinato la Mostra al 9 novembre prossimo. A tale proposito, a partire dal mese di ottobre, ha coinvolto l’Ufficio Scolastico Provinciale nella programmazione un calendario di visite guidate per gli studenti delle classi quinte degli Istituti Superiori della Provincia.

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Tale iniziativa si è potuta realizzare anche grazie al prezioso contributo dell’UNUCI e delle altre Associazioni d’Arma e di Volontariato che hanno messo a disposizione i propri iscritti per i servizi di assistenza, oltre che negli orari pomeridiani della Mostra, anche nelle mattinate concordate per le visite delle scolaresche.

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