Torneo calcio a 7 Uisp, partecipa anche il “resto del mondo” della cooperativa “IL Filo della Gioia”

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25 settembre 2014

PESARO – La Cooperativa Sociale IL FILO DELLA GIOIA, che da un anno e mezzo ospita minori richiedenti asilo, parteciperà al Torneo di calcio a 7 UISP. Una squadra multietnica formata da minori con regolare permesso di soggiorno provenienti da Gambia, Costa d’Avorio, Mali, Guinea, Senegal e Nigeria.

Fin qui nulla di strano, se non che la UISP di Pesaro e Urbino ha accettato di iscrivere la squadra “ a credito”, vista la situazione economica attuale della Cooperativa.

Abbiamo parlato a lungo con i responsabili della Cooperativa, ci hanno spiegato chi sono e cosa fanno.

Abbiamo fatto appello al Sindaco e all’Assessore alla Solidarietà – spiega Gianluca Rinelli (Presidente della Cooperativa Sociale IL FILO DELLA GIOIA) – capiamo che possano esserci tempi tecnici, ma la realtà e che mentre gli addetti valutano la situazione, a noi scadono le bollette; abbiamo pagato la luce ma il Gas è ormai in riserva e i dipendenti stanno lavorando gratis con mille difficoltà.

Ogni anno facciamo varie attività integrative e ci occupiamo di smaltire la burocrazia dei Permessi di Soggiorno – continua Rinelli – perché questi ragazzi si sono fatti identificare: significa che vogliono vivere e lavorare in Italia come cittadini onesti. Frequentano un corso di Italiano all’Istituto “Olivieri” di Pesaro e come tutti gli adolescenti italiani amano il calcio; due di loro giocavano addirittura nelle giovanili nazionali in Costa d’Avorio.

Ci sono cose che non possono essere conteggiate in Euro, prima fra queste la dignità delle persone – esordisce così Alessandro Ariemma (Presidente UISP Pesaro Urbino) e lo sport UISP da sempre è aperto alle realtà del nostro territorio, anche le più complesse. È un periodo difficile per tutti gli enti, la concorrenza è spietata e non sempre leale, ma la UISP rimane un organo di Promozione Sociale oltre che sportiva e siamo orgogliosi di ribadirlo concretamente ogni volta che possiamo.

Il calcio non si esaurisce nel risultato e nel gol – continua Gianluca Rinelli – ma continua negli spogliatoi. Può sembrare una banalità se si pensa agli “scherzi da spogliatoio” o al concetto di squadra che vince o perde assieme: i ragazzi che ospitiamo però, vengono da situazioni terribili di faide e guerre ed hanno imparato, anche attraverso il gioco del calcio, a convivere serenamente ad a superare il concetto di razze ed etnie opposte.

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