Ricci: «Incontro positivo con Seri e Mezzolani, nessuna polemica: c’è il budget per Marche Nord»

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27 settembre 2014

PESARO – Più di un’ora di vertice. Poi la sintesi: «L’incontro? Positivo. Il clima è stato costruttivo. Siamo lontani dalle polemiche che qualcuno ha cercato di innescare». Per Matteo Ricci, è l’indice di «una forte collaborazione tra i due sindaci e l’assessore regionale nel ripartire». L’analisi: «Siamo soddisfatti, perché il primo punto delle nostre richieste, come da indicazione del consiglio comunale, era l’inversione di tendenza sulle risorse. Un elemento essenziale: in questi anni i tagli a Marche Nord, pesanti e maggiori rispetto ad altre realtà, hanno contribuito fortemente ad innalzare i livelli su liste d’attesa e mobilità passiva. Mezzolani ha ribadito ufficialmente il ripristino dei sei milioni di euro. E, a dimostrazione della volontà concreta, c’è stata l’approvazione della pianta organica sui dipendenti». Non solo: «A questo si aggiunge l’impegno, da qui alla fine dell’anno, per la ricerca di fondi ulteriori da destinare all’azienda. Ci sono anche investimenti, evidenziati dall’assessore, su digitalizzazione, polo endoscopico e radioterapia». Quindi: «Abbiamo raggiunto il primo obiettivo. Il budget era la precondizione per ripartire. Senza, non c’è integrazione. L’incontro odierno segna l’avvio dell’inversione di tendenza sul tema».
Integrazione. Novità anche sul fronte del modello organizzativo, su cui Ricci e Seri hanno palesato le loro perplessità: «Si è deciso che il tavolo di lavoro sull’integrazione, finora prettamente tecnico, si allarga da oggi ai due sindaci. In quella sede potremo così riportare le criticità raccolte nelle città. Ma anche sostenere, dal punto di vista amministrativo, la composizione organizzativa. In modo tale che funzioni meglio rispetto allo stato attuale». Il messaggio, per Ricci, è che «non si torna indietro sull’integrazione. Tanto che i sindaci partecipano al tavolo di lavoro e vogliono dire la loro».
Nosocomio. Resta il nodo strategico, il nuovo ospedale: «Non c’è futuro per la sanità del nord delle Marche senza l’azienda integrata. Ma per noi è fondamentale arrivare al nuovo ospedale. La Regione ci ha sottoposto il piano di fattibilità, su cui intende costruire il bando. Abbiamo ribadito i dubbi e la nostra contrarietà. A nostro avviso, il meccanismo finanziario non sta in piedi». Di qui, la notizia: «Proprio per questo, abbiamo deciso di aprire un tavolo tecnico (a cui, per il Comune di Pesaro, parteciperà Nardo Goffi, ndr). Perché vogliamo valutare, in primis, la fattibilità economica del piano. Riteniamo molto debole l’idea che si possa realizzare un ospedale con quelle modalità di project financing e di valorizzazioni immobiliari così forti, in un momento come questo».
Tavolo tecnico. Così il tavolo tecnico servirà a «sviscerare e valutare ulteriormente le nostre considerazioni, a partire dall’impostazione della Regione. Anche perché, ora, non è possibile fare nessun bando. A Fosso Sejore l’area è agricola. Servono varianti urbanistiche che, come noto, competono ai Comuni». Va avanti il sindaco: «Lo strumento di realizzazione deve essere fattibile e condiviso. Abbiamo chiesto alla Regione la comparazione delle aree: noi proponiamo Muraglia non per motivi campanilistici. Lo facciamo perché è una zona infrastrutturata, tutta pubblica e c’è già un pezzo di ospedale. E, non da ultimo, pensiamo che porti un beneficio notevole, in termini di costi. Vogliamo che sia valutata dal tavolo tecnico, così come altre aree che eventualmente Fano – ora contraria a tutte le proposte sui siti – avanzerà. Non ci sono preclusioni ideologiche da parte nostra. Ho chiesto a Seri di fare altrettanto. Ma è il tavolo che deve dare risposte su basi oggettive». Tuttavia Ricci avverte: «Il ragionamento sulle aree è secondario, viene dopo. Prima di tutto c’è la fattibilità economica della realizzazione». Conclusione: «Il confronto è stato serio. Fuori da ogni strumentalità politica. Difendiamo il diritto alla salute dei pesaresi, cercando di dare un contributo per ricreare un progetto di sviluppo della sanità provinciale. Che purtroppo, negli ultimi anni, si è interrotto. Le questioni politiche? Non c’entrano nulla. Non ho bisogno del tema dell’ospedale, su cui la politica non deve lucrare, per dire no ai sesti mandati. Le mie posizioni sono chiare a prescindere. Perciò ho apprezzato la serietà e la concretezza dell’assessore regionale e del sindaco di Fano nella discussione».

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