“Salviamo il centro antiviolenza per le donne”: appello della Cgil per bocca della segretaria Ricci

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30 settembre 2014

Simona Ricci, segretaria generale Cgil Pesaro e Urbino

Simona Ricci, segretaria generale Cgil Pesaro e Urbino

PESARO – In vista del 12 ottobre prossimo, data nella quale si svolgeranno le elezioni per il consiglio dei sindaci e per il presidente del nuovo ente Provincia, la segretaria generale della Cgil Simona Ricci lancia un appello per salvaguardare alcuni servizi realizzati con tenacia e competenza come il centro antiviolenza.

“La Provincia di Pesaro Urbino – scrive – in questi anni ha svolto anche una funzione utile e importante per le donne di questo territorio realizzando numerosi progetti a sostegno delle politiche di Pari Opportunità. Le donne impegnate nelle politiche per le altre donne lo hanno  vissuto come un valore aggiunto a ciò che ciascuna di loro, nel sindacato, nel sistema dell’istruzione, nel mondo dell’imprenditoria, nel sociale, riesce a fare. Grazie a questo terreno fertile, nel 2009 è nato, con il sostegno di norme e risorse regionali e provinciali , il centro antiviolenza di Pesaro”.

“Il centro ‘Parla con Noi’, per le donne che subiscono violenza, è un punto di riferimento importante che vive e opera non solo grazie alle operatrici della cooperativa che lo gestisce ma anche grazie alle volontarie dell’associazione  Percorso Donna – continua Simona Ricci – che collaborano attivamente e con competenza. Il Centro opera in un contesto  dove  si sono moltiplicate le richieste di aiuto da parte di donne che hanno subito e subiscono violenza, nella maggior parte dei casi dentro la famiglia o comunque all’interno di una relazione.

Il progetto è collegato ad una rete provinciale composta da istituzioni locali, associazioni e singole donne;  una rete  promossa e sostenuta dal lavoro che svolge la Provincia.

Il Centro di accoglienza non può vivere una condizione precaria, ma  va sostenuto con continuità, con le risorse adeguate e potendo contare su precise politiche attive di prevenzione, di sostegno e di creazione di una cultura rispettosa dell’identità dei generi.

“Dal 1° gennaio 2015 tutto ciò sarò rimesso alla volontà dei sindaci che governeranno il territorio. Da qui l’appello – conclude Simona Ricci – che, siamo  certi, verrà condiviso da tantissime altre donne, che, fin dal primo insediamento del nuovo consiglio, si diano certezze e garanzie al centro antiviolenza e l’ente Provincia possa continuare ad essere un punto di riferimento ed  un collante al sostegno delle politiche per le donne”.

Quando cambierà il modello di governo, cambieranno alcune funzioni e la  Cgil  chiede che si discuta al più presto del futuro dell’Ente, dei servizi e delle funzioni che continuerà ad erogare, in una condizione di bilancio già grave dentro la quale si esplicita tutto il paradosso della pubblica amministrazione italiana, e cioè quello di dover erogare gli stessi servizi senza avere le risorse per farlo. Un dialogo già avviato con il commissario Massimo Galuzzi.

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