Ma c’è una Pesaro che funziona. E cambiare casa diventa un’occasione per (ri)scoprirlo

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1 ottobre 2014

PESARO – Speso si sente dire che nella nostra “Italietta” non funziona nulla: corruzione, fannulloni pubblici e privati e la sanità in frantumi.

Non sono d’accordo, almeno per quanto riguarda la nostra Pesaro che certo non è più l’isola felice di tempo ma da noi ancora qualcosa va per il verso giusto con persone e strutture – pubbliche e private – che, per usare un concetto motociclistico, vanno ancora forte.

Quello che sto per raccontarvi è quanto mi è accaduto negli ultimi sette giorni dedicati al trasloco, al cambio di casa con mille cose da fare mentre un familiare stretto ha avuto un grave problema di salute, evento che ha notevolmente complicato una settimana già difficile di suo.

Comincio il racconto dall’ Enel, dal primo ufficio dove sono andato.

Entrando nella nuova sede alla Tombaccia, quello mi colpisce subito è l’ambiente dove la “qualità percepita” è alta già allo scorrere della porta a vetri.

Entri in una bella struttura, nuova, tecnologica, dove ci sono già in attesa, comodamente sedute sulle accoglienti poltroncine bianche, quattro persone.

Appena varchi l’ingresso arriva Giorgio, l’impiegato addetto al ricevimento, che con cortesia ti chiede cosa devi fare e quindi ti consiglia il tasto da premere per la prenotazione del biglietto.

Ringraziamo e nella attesa del nostro turno notiamo che Giorgio fa con tutti quelli che arrivano quello che ha fatto con noi.

E’ preparato, paziente e promuove con maestria e senza invadenza i “prodotti “della sua azienda.

Tocca a me e la funzionaria che mi accoglie è cortese, mi fa domande mirate e mi consiglia il miglior contatto per le mie esigenze familiari.

In circa mezz’ora abbiamo risolto il problema e uscendo non possiamo fare a meno di ringraziare Giorgio il quale, congedandoci, ci saluta con la stessa cortesia con cui ci ha accolto.

L’ufficio successivi e quello dell’Anagrafe in Comune.

Numerose persone sono in fila agli sportelli, tutti operativi, e allora da un ufficio esce una signora che, per velocizzare, inizia anche lei a fare sportello, dal suo ufficio.

E’ precisa e veloce, in pochi minuti riceve tre persone, quando tocca noi ci fornisce tutte le informazioni e i moduli necessari per il cambio di residenza con cortese professionalità. Non posso che uscire soddisfatto.

Forse è il mio giorno fortunato: in un paio di ore ho già risolto quasi tutto, manca solo Marche multiservizi per il gas.

Entrando negli uffici a fianco del “Benelli”, l’atmosfera è un po’ più cupa e meno scintillante che all’Enel, ma anche qui, dopo una attesa di una ventina di minuti, “ci prende in carico” un funzionario dall’aspetto mite: l’impressione è quella che dà un uomo che ama il suo lavoro.

Indossa un gilet che mi ricorda i travet di un tempo (quelli che usavano la stilografica) ma lui con la tastiera ci sa fare e in men che non si dica mi consiglia, in base ai miei consumi, la miglior tariffa.

Firmo, esco e appena acceso il cellulare arriva la brutta notizia: un parente è stato ricoverato d’urgenza in Utic, unità terapia intensiva coronaria, del San Salvatore. Mi fondo lì e anche in questo caso è comunque confortante constatare che il personale medico, dopo aver prestato tutte le cure del caso al parente, mi informa con cortesia, mi consiglia sul da farsi e con grande umanità mi spiega la gravità della situazione.

Ecco questo è quanto mi è capitato, l’ho raccontato perché ritengo opportuno evidenziare questa Pesaro, quella che non appare mai nelle cronache, la Pesaro che funziona.

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