Frega: “Sfratto di via Orazio Flacco: film dell’orrore o cinepanettone? Solo Sistema Italia, ora servono decisioni”

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1 ottobre 2014

Pierpaolo Frega*

La sentenza con cui il tribunale di Pesaro ufficializza alla locale Questura, lo sfratto dai locali della divisione personale ubicati in Via Orazio Flacco, causa indetta dalla Provincia di Pesaro, denota lo spaccato esatto della confusione politico amministrativa che regna nel nostro paese. Un ente, la provincia, denuncia un ministero della Repubblica, quello dell’interno, perchè dal 2008 senza adeguamenti di canone occupa degli edifici a questo punto senza più titolo non essendoci un regolare contratto di locazione; le leggi di bilancio permettono alla provincia di cartolarizzare il bene immobiliare mettendo il presunto valore nei bilanci annuali, ammortizzando o comunque alleviando i conti, un tribunale si trova costretto ovviamente a essere superpartes nella vicenda a derimere la

Controversia, convoca le parti ma all’udienza il ministero dell’interno non si presenta.
Se fosse un film non sapremmo dire se dell’orrore o una genialata da cinepanettone. Ma una trama del genere purtroppo non alberga in nessuna fantasia ma affonda le radici nel sistema Italia.
Adesso si apre una partita nuova, ove purtroppo la politica a breve deve dare risposte certe ed anche immediate, è assurdo solo pensare un ufficio immigrazione accogliere lavoratori e cittadini tra gli scatoloni o ancor peggio oggi nemmeno sappiamo dove, oppure i colleghi ospitati negli alloggi collettivi di servizio essere collocati in alberghi cittadini con un ulteriore aggravio di spesa.
L’amarezza poi aumenta se si pensa alle tante occasioni mancate nel corso di questi anni, forse decenni, in un assurdo rimpallo tra ministeri enti locali promesse vere o presunte idee assurde e finti project financing, il tutto fatto non solo sulla pelle dei lavoratori, ma sulla pelle della collettività, riaffermando , come se ce ne fosse bisogno, quella distanza che c’è tra politica e cittadini, tra politica e lavoratori.
Qualche segnale ultimamente c’era stato, c’era chi si era speso, ma anche li il muro di gomma su cui rimbalzano buone intenzioni e fattibilità delle cose ha rimandato le cose in alto mare. Non è un caso che la ventilata ipotesi della Cialdini sia durata come un battito di farfalla, e passare oggi davanti alla caserma, ove il ministero della difesa in fretta e furia si è adoperato a trovare i soldi per la sua ristrutturazione ne è la sua conferma.
Comune Provincia ma anche Prefettura e Ministero dell’interno adesso si decidano una volta per tutte mettendosi sedute ad un tavolo e partoriscano un’idea di fattibilità concreta, non le solite idee campate in aria. Non ne ha bisogno la polizia di stato, i suoi lavoratori, non ne ha bisogno la collettività pesarese. La sicurezza e la sua fattibilità passano anche per le certezze che la politica sa mettere in campo. Ad oggi notiamo solo una gran confusione che non ci ha portato a nulla se non ad una sentenza definitiva del tribunale, con buona pace di tutti quanti.

*Segretario provinciale SILP CGIL, SEGRETERIA PROVINCIALE DI PESARO E URBINO

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