Alla scoperta del nuovo campionato di basket. L’analisi squadra per squadra, parte 1

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1 ottobre 2014

Siete pronti a godervi il campionato numero 92 della pallacanestro italiana? Domenica 12 ottobre finalmente comincia lo spettacolo o quello che rimane di un basket italiano che pensa ancora di essere il secondo dopo l’Nba, ma ormai da molti anni non lo è più, travolto dalla crisi economica generale e dalla crisi interna al suo movimento, con budget sempre più risicati a disposizione dei general manager che si devono inventare ogni anno qualcosa per riuscire a restare a galla, il 2014 è stato l’anno dei rookies universitari americani, con ben 13 giocatori arrivati direttamente dai college senza passare dal via, scommesse rischiose ma che potrebbero rivelare qualche lieta sorpresa, per comprendere il livello del campionato italiano rispetto agli altri del Vecchio Continente è bene ricordare che solo i neoreggiani Darjus e Kristof Lavrinovic erano presenti ai Mondiali spagnoli del settembre scorso, quelli dominati dal Team Usa di Kyle Irving e Derrick Rose, sintomo di un malessere diffuso, con i tifosi abituati ormai a veder andare via i propri prezzi pregiati versi altri lidi, consapevoli che sono passati i tempi nei quali i procuratori usavano le squadre italiane per il giochino del rialzo degli ingaggi, adesso già a metà stagione, quando si devono porre le basi per i rinnovi, le squadre sanno che difficilmente riusciranno a pareggiare le offerte estere che arriveranno ai giocatori particolarmente abili nelle prima fase del campionato e si rassegnano a dover ricominciare ogni estate la ricerca di nuovi “fenomeni” in giro per il mondo. Purtroppo neanche i vivai stanno dando una mano alle società, con pochi giovani che riescono ad emergere una volta usciti dalla categoria juniores, guardando i roster delle 16 squadre di serie A noterete che saranno pochi gli italiani che partiranno titolari ed ancora meno gli under 21 che riusciranno a conquistare un minutaggio decente, diciamo superiore ai dieci minuti di media, altro brutto segnale per il movimento che non ricevendo linfa vitale dagli italiani, è costretto a pescare fuori dal proprio stagno, sperando di azzeccare un jolly che non sempre viene fuori dal mazzo, d’altro canto non si può neanche prendersela con i pochi italiani validi che preferiscono l’avventura fuori dallo Stivale come Pietro Aradori, ingaggiato dai turchi del Galatasaray a cifre che in Italia potrebbero permettersi solo Milano e Sassari, con i sardi bravi a scippare dalla concorrenza estera Marco Cusin, unico centro italiano di spessore internazionale.

E dovrebbero essere proprio l’Armani e il Banco di Sardegna a contendersi questo scudetto, con i campioni d’Italia lombardi che partono sicuramente in pole position e, a meno di clamorose forature durante la corsa, dovrebbero tagliare per primi la linea del traguardo verso metà giugno, grazie ad un roster di livello europeo pronto per dire la sua anche in Eurolega, Sassari proverà a rompere le uova nel paniere ai milanesi, ma si dovrà guardare dalla rampante Reggio Emilia, regina del mercato estivo, pronta a diventare una “big”, anche se forse ancora le manca quel pizzico di esperienza per riuscirci.

Dietro ci sarà una bella lotta per il quarto posto tra Brindisi, Cantù, Venezia ed Avellino, mentre Varese, Pistoia, Caserta e Roma, con il possibile inserimento della neopromossa Trento, si contenderanno l’ultimo posto utile per i playoff, senza doversi guardare alle spalle, perché a lottare per non retrocedere saranno Bologna, Cremona, Capo d’Orlando e Pesaro, tutti pronostici da prendere comunque con le molle, perché il mercato sempre aperto permette di rimediare in corsa agli errori di costruzione, mentre sono purtroppo sempre dietro l’angolo i tracolli economici societari, anche se all’orizzonte non si intravede un altro caso Montegranaro come nella stagione scorsa.

Seguendo la classifica della stagione passata, vi presentiamo le 16 formazioni che prenderanno parte al prossimo campionato, con una breve descrizione del roster, la stella del team, la possibile sorpresa e l’obiettivo massimo raggiungibile dalla squadra, in uno speciale diviso in quattro parti, cominciamo dalla formazione campione d’Italia:

E7 EMPORIO ARMANI MILANO:

L’unica incognita sarà comprendere fino a che punto i milanesi si concentreranno sul campionato, dove almeno 20 partite le potrebbero vincere schierando solamente il secondo quintetto, e quante energie conserveranno per l’Eurolega, dopo aver perso colpevolmente le Final Four del 2014 organizzate a casa loro, perché onestamente l’Armani è una squadra costruita per dominare in Italia, con 12 giocatori 12, tra i quali fatichi a trovare le “riserve”, persi Langford e Lawal, Milano ha piazzato il grande colpo con l’ingaggio di Marshon Brooks, fuoriclasse di livello assoluto, mentre da Cantù è arrivato il play Joe Ragland, da alta quota anche i rinforzi sotto i tabelloni, dove a dare una grossa mano a Samuels, Gigli e Melli, sono arrivati il lituano Linas Kleiza e l’americano Shawn James che completano un roster dove è attesa l’esplosione definitiva di Alessandro Gentile, seconda scelta Nba quest’estate. Unica nota stonata quella di Daniel Hackett, squalificato per la nota vicenda della Nazionale fino a metà aprile (anche se è sempre possibile una riduzione), schierabile solamente in Eurolega, mentre in campionato sarà l’americano Meacham il play di riserva, perché c’è sempre il rischio che, giocare con due formazioni diverse tra campionato e coppa, crei della confusione nelle gerarchie interne e che il rientro del pesarese a pieno regime potrebbe complicare un po’ le cose a coach Banchi.

 

LA STELLA: 

MARSHON BROOKS: 25esima scelta Nba nel 2011, Brooks è uno che in America ci ha giocato davvero, lasciando ottime impressioni in tutte le squadre nelle quali è militato, partendo dai Brooklyn Nets, passando per i Cavs e finendo ai Los Angeles Lakers, indossando nel 2014 per 35 volte la canotta gialloviola, guardia con tanti punti nelle mani è capace di segnare da ogni posizione, con un tiro da tre da rispettare e una fisicità che gli permette di non soccombere nelle scorribande dentro l’area colorata, uno dei candidati al titolo di MVP stagionale.

LA SORPRESA:

JOE RAGLAND: Dopo essere stato uno dei migliori playmaker la stagione passata con la maglia di Cantù, il 25enne Ragland è di fronte ad un bivio della sua carriera e se sarà bravo a sfruttarla, potrà essere un fattore anche con la maglia dell’Armani, in Brianza era l’uomo degli ultimi tiri, quello a cui i compagni si rivolgevano nei momenti delicati, a Milano non sarà più il primo violino, ma ha le qualità tecniche necessarie per essere determinante a tutti i livelli e dovrà essere bravo in campionato a sfruttare l’assenza di Hackett per conquistare il quintetto anche quando il pesarese rientrerà nei ranghi.

IL COACH:

LUCA BANCHI: Ripetersi è sempre difficile, ma Banchi ha la possibilità di aprire un nuovo ciclo vincente nella lunga storia dell’Olimpia, perché la sua Armani sembra una schiacciasassi in grado di travolgere tutti lungo il suo cammino, l’ex coach di Siena dovrà essere bravo a gestire un gruppo di stelle e portarle ai playoff con la maggior fame possibile di vittoria, specialmente se l’Eurolega non dovesse dare soddisfazioni a patron Giorgio, ma non può negare di avere per le mani la squadra da battere in Italia.

OBIETTIVO DELLA SQUADRA: Scudetto.

BANCO DI SARDEGNA SASSARI:

Nell’anno uno S.D. (Senza Diener), in Sardegna dovranno abituarsi a non vedere più nessun giocatore con il cognome Diener dietro la canotta, ma non per questo il Banco si è indebolito rispetto al passato, anzi… il presidente Sardara ha allestito una squadra in grado di non sfigurare neanche in Eurolega, dove sarà presente per la prima volta nella sua storia, affidandosi al suo nucleo storico di italiani (Sacchetti, Vanuzzo, Devecchi) ed un pacchetto di stranieri di primissimo ordine, partendo dall’ex brindisino Jerome Dyson, miglior playmaker della stagione scorsa che sarà affiancato nei suoi compiti da regista dal dominicano Edgar Sosa, di qualità anche la pattuglia americana composta da Rakim Sanders e dall’ex canturino Jeff Brooks, in un settore lunghi impreziosito dall’arrivo di Marco Cusin che, insieme al bosniaco Todic e al nigeriano Shane Lawal è in grado di dire la sua anche in Europa. A completare un roster di buonissima qualità il polacco David Logan, guardia micidiale sugli scarichi e il play Massimo Chessa per un Banco di Sardegna ambizioso che non si pone limite nella sua crescita verso i quartieri altissimi del campionato.

LA STELLA:

JEROME DYSON: Nel gioco veloce che da sempre coach Sacchetti predilige per le sue squadre, uno come Dyson sembra l’uomo ideale per far girare al massimo il Banco, con la sua velocità in campo aperto che gli permette di effettuare micidiali contropiedi conclusi in prima persona o con assist al bacio per i compagni, tiratore migliore di quello che si pensi, Jerome dovrà adattarsi a non essere l’unica punta come gli accadeva a Brindisi e rimane da valutare il suo impatto a livello europeo, ma in campo italiano rimane uno dei migliori playmaker in circolazione.

LA SORPRESA:

JEFF BROOKS: l’ex canturino è stato messo nelle migliori condizioni possibili per esprimere il suo talento, in un reparto lunghi con quattro titolari intercambiabili che gli permetterà di spendere anche qualche fallo in più, senza che la squadra ne risenta, ala grande moderna, con un tiro da fuori in grado di far male, Brooks è un’eccellente rimbalzista e in Sardegna potrebbe continuare nel suo percorso di crescita.

IL COACH: Romeo Sacchetti sa di avere tra le mani una Dinamo in grado di arrivare fino all’ultimo atto e anche senza i cugini Diener, il suo Banco rimane una delle favoritissime per la corsa al titolo, l’incognita viene dall’impatto che l’Eurolega avrà sul gruppo, poco abituato a competere a questi livelli in campo europeo, ma se a giugno non interverranno fattori imprevedibili, non stupitevi se la finale annunciata sarà anche quella reale.

OBIETTIVO: Scudetto.

Domani la seconda parte della presentazione del campionato.

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