Zaffini: “Clandestino, due vetrine infrante in 24 ore ma libero. In che paese siamo?”. Sabato conferenza FdI davanti al Tribunale di Pesaro

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2 ottobre 2014

Roberto Zaffini*

 

PESARO – Ma che paese siamo? Un giovane marocchino con decreto di espulsione perché clandestino, ospite a spese nostre a Fossosejore, dopo aver infranto due vetrine in 24 ore è libero e gli si consiglia “da qui in avanti di stare lontano dalle vetrine?” Ma che roba è? Leggere queste cose fa veramente male, malissimo.
Cosa devono pensare i normali cittadini vessati di tasse e multe di ogni tipo, nel vedere queste azioni impunite? Questa volta anche le forze dell’ordine che si impegnano con sempre meno mezzi a disposizione a consegnare alla giustizia chi commette reati non ce la fanno più a tacere e fanno trapelare tutto il malumore e la contestazione. Perché? Perché in tutti gli altri paesi europei non succede come da noi. Perché dobbiamo essere sempre ridicolizzati e dare un’immagine di assoluta mancanza di serietà? Chiediamo al giudice che ha liberato dopo il processo per direttissima questo delinquente: chi ci guadagna con questo tipo di giustizia? E’ un bel esempio per altri extracomunitari? Per i nostri giovani chi spacca vetrine è un modello ed un segnale positivo? O piuttosto un incentivo a fare queste azioni tanto … non rischiamo assolutamente nulla!
L’opinione pubblica forse è così stanca che non si scalda più di fronte a niente, fino a quando non si viene toccati direttamente ma la casualità di essere oggetto ti tali azioni aumenta sensibilmente a furia di buonismo e indulti.
Un paese che istituisce un Garante Nazionale per i Detenuti, per definirsi civile deve avere anche un Garante per i diritti delle Vittime. Oggi ci sono tutele per i rei e per chi è imputato in un processo. E’ giusto. E’ civile. Ma non lo è uno Stato che calpesta quotidianamente le vittime, la giustizia per chi se la vede rubare, la certezza che chi fa del male ai suoi simili paghi un prezzo equo e che lo Stato abbia riguardo verso chi il reato lo ha subito.
Siamo al paradosso che l’Ordinamento penitenziario prevede sostengo per i familiari dei detenuti, quando i familiari di una vittima di omicidio, per esempio, sono perfino costretti ad andare soli all’obitorio a riconoscere il corpo martoriato dei loro cari; la vittima di un pedofilo è costretta a viverci accanto; la vittima della violenza domestica deve lasciare la sua casa perché il marito violento viene messo ai domiciliari.
L’articolo 3 della Costituzione afferma che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge”, purtroppo non c’è questa uguaglianza tra i due attori del reato.
Quando ci sarà un Garante per le Vittime, quando anche loro saranno inserite a pieno titolo in una Costituzione che ha parole solo per rei e imputati, eppure è definita la più bella del mondo, allora forse saremo almeno un Paese normale. Un Paese civile.
Le sentenze non si discutono ma non possiamo non dire che anche queste ormai da tempo, contribuiscono alla inesorabile decadenza e all’anarchia del sistema italiano.
Sabato mattina alle ore 11.00 una delegazione di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale terrà una conferenza stampa davanti il Tribunale di Pesaro

*Consigliere Regionale

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