Basket, alla scoperta della prossima serie A atto quarto: focus su Bologna, Cremona, Trento, Capo d’Orlando e sulla nostra Pesaro

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4 ottobre 2014

basketPESARO – Ultimo atto della quadrilogia di Pu24 alla scoperta del prossimo campionato di serie A di basket (rileggi le puntate precedenti qui, qui e qui). Oggi sotto esame saranno la nobile decaduta Bologna, la sempre in piedi Cremona, la giovanissima Pesaro, la neopromossa Trento e l’esperta Capo D’Orlando:

GRANAROLO BOLOGNA

Scommessa rischiosa quella di affidare due posti in quintetto a due ventenni italiani come Simone Fontecchio e Matteo Imbrò, ma a Bologna non navigano nell’oro e il roster a disposizione di coach Valli non è di primissimo livello: Gaddy Abdul sarà il play di riserva in un reparto esterni che può contare anche su Allan Ray e Jeremy Hazell, con Okaro White a dividersi il minutaggio da ala piccola insieme a Fontecchio, sotto canestro il rookie Gilchrist sarà coadiuvato dai 216 cm di Cuccarolo, con Valerio Mazzola che rischia di essere il vero centro di questa Virtus dove dovrebbe trovare spazio anche la guardia Portannese.

LA STELLA
JEREMY HAZELL: Prodotto dell’Università di Seton Hall, a 28 anni ha l’occasione di scalare i vertici del basket europeo dopo qualche anno passato in campionati minori, a Bologna sarà l’uomo con maggiori responsabilità e, senza essere un fenomeno, potrebbe risultare molto utile alla Virtus nella corsa verso la salvezza, con il suo arresto e tiro dai quattro metri e una buona capacità di fare canestro nei momenti cruciali.

LA SORPRESA
VALERIO MAZZOLA: A Montegranaro è stato uno dei pochi a salvarsi la stagione scorsa, mostrando di poter tranquillamente giocare oltre venti minuti di media anche in serie A, mani delicate, ha dei buoni movimenti spalle a canestro con un buon uso del semigancio e a rimbalzo può dare il suo contributo, specialmente in fase offensiva, dovrà insegnare il mestiere al giovane Gilchrist e dal rendimento dei lunghi bolognesi passeranno le chance della Virtus di salvarsi.

IL COACH
GIORGIO VALLI: Bologna è reduce da due 14esimi posti con formazioni ben più dotate tecnicamente di quella attuale e Valli sa che il suo compito in questa stagione sarà ancora più complicato, non sarà facile convincere il pubblico bolognese che i tempi belli sono alle spalle e tornare a disputare un campionato da provinciale, probabilmente a Bologna interverranno sul mercato per rinforzare un roster che appare carente in qualche reparto.

L’OBIETTIVO DELLA SQUADRA
Salvezza.

VANOLI CREMONA

Solita Vanoli da battaglia quella allestita anche quest’anno a Cremona, dove Luca Vitali è rimasto a far da mentore a cinque americani nuovi di zecca a partire dagli esterni Jazzmar Ferguson e Kenny Hayes, il talentuoso James Bell coprirà le spalle a Vitali, fermo ai box per un infortunio fino all’inizio della stagione, mentre sotto canestro giostreranno Cameron Clark e Luca Campani, in attesa del centro titolare che prenderà il posto del tagliato Hayman, si guadagneranno minuti anche Fabio Mian, Nicola Mei e Giulio Gazzotti, italiani di medio livello in grado di garantire almeno 10 minuti sul parquet senza far rimpiangere troppo i titolari.

LA STELLA
KENNY HAYES: Reduce da un paio di buone stagioni in Israele, Hayes arriva a Cremona con l’intenzione di diventarne il miglior realizzatore, grazie a buoni fondamentali, con un tiro morbido ed efficace, anche se la selezione delle conclusioni non è proprio da manuale, in difesa può marcare anche le guardie, pur se non è il suo punto di forza.

LA SORPRESA
LUCA CAMPANI: Nel finale della scorsa stagione con la maglia della Sutor ha dimostrato di poterci stare in serie A, anche se ancora deve migliorare in alcuni fondamentali e nella lotta a rimbalzo, a Cremona partirà dalla panchina con la voglia di proseguire nel suo percorso di crescita.

IL COACH
CESARE PANCOTTO: Dopo aver conquistato l’ennesima salvezza della sua carriera, Pancotto si è meritato la riconferma, con la Vanoli chiamata anche quest’anno a salvarsi il prima possibile, non sarà un’impresa semplice perché gli americani non sono di primissimo livello e il nucleo italiano, al di là di Vitali, non possiede un talento smisurato, ma a Cremona sono abituati a soffrire e non partono certamente da ultimi della classe.

L’OBIETTIVO DELLA SQUADRA: Salvezza.

CONSULTINVEST PESARO

Dopo due penultimi posti, non è cambiata più di tanto l’aria in riva al Foglia, con la Vuelle chiamata al terzo miracolo consecutivo, l’arrivo della Consultinvest come main sponsor, non ha risolto completamente i problemi di budget, sempre tra i più bassi della compagnia, e il Direttore sportivo Stefano Cioppi si è lanciato sul variegato mondo dei college americani per pescare i cinque nuovi stranieri della Vuelle, sperando di averne azzeccati almeno tre su cinque. Il playmaker sarà Kendall Williams, buona visione di gioco e ottimo fiuto del canestro, da rivedere quando la palla scotterà nelle sue mani, affiancato nel ruolo di guardia da Anthony Myles, tiratore di striscia con buone attitudini difensive, Tommaso Raspino è uno dei pochi italiani che partiranno in quintetto in questo campionato e l’ex biellese è atteso da un compito impegnativo con Nicholas Crow a coprirgli le spalle, sotto canestro un altro paio di scommesse a partire da Wally Judge, saltatore con fondamentali da rivedere e Juvonte Reddic, ancora indietro di condizione, ma con buoni movimenti spalle a canestro e discreto rimbalzista di posizione, ad alzare l’asticella del talento dovrebbe pensarci LaQuinton Ross, in grado di ricoprire due ruoli e mezzo senza perdere d’efficacia, almeno in fase offensiva. Dalla panchina partiranno anche il capitano Bernardo Musso e il giovane playmaker di riserva Nicolò Basile, entrambi in grado per una decina di minuti di dare il loro contributo alla causa.

LA STELLA
LAQUINTON ROSS: Potrebbe rivelarsi uno dei migliori americani arrivati in Italia quest’anno, se riuscirà a calarsi in questa nuova realtà togliendosi dalla testa l’Nba, almeno fino al maggio prossimo. Ed in quel se che passeranno molte delle speranze di salvezza della Consultinvest, perché a livello di talento puro, Ross non si discute con la sua capacità di battere l’avversario diretto dal palleggio e di attaccare il canestro da qualsiasi posizione, non disdegnando di tirare giù sette o otto rimbalzi a serata, ma non sempre l’interruttore mentale è posizionato su “on” e quando è in modalità stand-by potrebbe essere la causa di un principio di ulcera del suo coach.

LA SORPRESA
ANTHONY MYLES: Tiratore mancino che in alcuni movimenti ricorda l’Henry Williams che fece la fortuna di Verona negli anni’90, Myles è il braccio armato di questa Vuelle, l’uomo che deve aprire la scatola con le sue conclusioni dai sette metri, avendo comunque la possibilità di concludere anche in penetrazione, come tutti i tiratori andrà incontro a serate no, senza comunque scoraggiarsi grazie ad un atteggiamento sempre positivo sul parquet.

IL COACH
SANDRO DELL’AGNELLO: Sa di avere tra le mani una squadra di maggior talento rispetto alla stagione precedente, ma il rischio che gli manchino dei punti fermi è concreto, essendo un gruppo molto giovane privo della necessaria esperienza per portare a casa i due punti quando il finale sarà punto a punto, Dell’Agnello dovrà trovare nel corso della stagione un paio di uomini ai quali affidarsi nei momenti più delicati, altrimenti la terza salvezza consecutiva in extremis della sua Pesaro non sarà per niente semplice.

L’OBIETTIVO DELLA SQUADRA
Salvezza.

DOLOMITI ENERGIA TRENTO

Neo promossa solo sulla carta questa Trento che ha allestito una formazione solida che difficilmente si dovrà guardare alle spalle, mentre potrebbe fare anche un pensierino ai playoff, merito di una società seria che ha tenuto parte del nucleo storico che l’ha portata in serie A, impreziosendolo con americani di buon valore, dove si potrebbero nascondere un paio di potenziali crack per il nostro campionato come l’ala Tony Mitchell e il centro Josh Owens, il settore playmaker potrebbe creare qualche insidia perché la coppia formata da Andres Forray e Marco Spanghero sembra acerba per la massima serie, ma all’occorrenza una bella mano potrà darla Jamarr Sanders, guardia in grado di fare il regista per qualche minuto, mentre Keaton Grant partirà dalla panchina insieme al centro di riserva Isaiah Armwood, settore lunghi che può contare anche sul centro della nazionale Davide Pascolo e su Filippo Baldi Rossi, decimo nelle rotazioni la guardia Diego Floccadori in grado comunque di reggere il parquet per una decina di minuti.

LA STELLA
TONY MITCHELL: Atleticamente devastante come dimostra la gara delle schiacciate vinta all’All Star game della NBDL, lega dove è stato uno dei migliori nel 2013, ha fatto anche una fugace apparizione in Nba, ma è in Europa che farà una lunga e redditizia carriera, perché ha venti punti nelle mani ogni sera, grazie al suo gioco dinamico in grado di scardinare anche le difese più arcigne, si trova a suo agio anche nella lotta a rimbalzo e dovrebbe essere la vostra ala piccola titolare nel fantabasket.

LA SORPRESA
JOSH OWENS: Arrivato a Trento dopo un’eccellente stagione con l’Hapoel Tel Aviv, è il classico centro tecnico con buoni fondamentali ed un buon uso del piede perno per gli scivolamenti a canestro, bravo anche a rimbalzo, potrebbe soffrire pivot più solidi fisicamente, ma in un pacchetto lungo di buon livello come quello trentino, non dovrebbe sfigurare.

IL COACH
MAURIZIO BUSCAGLIA: Debuttante assoluto in serie A, Buscaglia è stato confermato a furor di popolo dopo lo splendido volo che ha portato l’Aquila Basket nella massima serie, quello che difetta in esperienza lo compensa con una grande conoscenza tecnica della pallacanestro e potrebbe traghettare Trento verso una salvezza sicura, con una squadra profonda in tutti i reparti, con qualche scommessa da vincere, ma in grado di dar fastidio a chiunque.

L’OBIETTIVO DELLA SQUADRA
Salvezza tranquilla.

ORLANDINA CAPO D’ORLANDO

Mentre tutte le altre squadre si sono date da fare per ringiovanire il più possibile il proprio roster, cosa ti combina Capo D’Orlando per il suo ritorno in serie A? Conferma il 39enne Basile, ingaggia il 39enne Soragna e il 38enne Nicevic e per non farsi mancare niente prende da Pesaro il 34enne Pecile, per non poter essere accusata di non dare spazio ai giovani. A parte gli scherzi, in Sicilia hanno deciso di affidarsi a uomini di provata esperienza che nella loro carriera hanno vinto anche trofei importanti, ma l’Orlandina ha preso anche americani giovani come il play Jonny Flynn e la guardia Austin Freeman, vista tre anni fa a Forlì, mentre Dominique Archie e Bradford Burgess si divideranno il minutaggio nello spot di ala piccola, con il centro Dario Hunt che forse avrebbe bisogno di una buona riserva che lo aiuti durante la stagione.

LA STELLA
JONNY FLYNN: Scelto nel 2009 da Minnesota come sesta scelta assoluta, Flynn non è riuscito a trovare la sua strada negli States, tra prestazioni da 30 punti a serata intervallate con match totalmente anonimi, colpa probabilmente di un carattere non proprio da chierichetto che non l’ha fatto amare dai suoi numerosi allenatori. Peccato perché il talento è veramente da Nba, con una velocità di esecuzione con pochi uguali anche in America, in grado di scatenarsi in contropiede e di finire al ferro ogni azione, se in Sicilia arriverà la versione migliore di Flynn, a Capo D’Orlando hanno fatto il colpo dell’anno.

LA SORPRESA
AUSTIN FREEMAN: Molto maturato rispetto alla sua prima apparizione italiana con Forlì nel 2012, Freeman è diventato un’ala piccola di caratura internazionale, capace di interpretare il suo ruolo con efficacia anche in fase difensiva, dotato di un buon tiro, deve ancora migliorare in alcune letture tattiche, ma in Sicilia può trovare l’ambiente ideale per compiere il definitivo salto di qualità.

IL COACH
GIULIO GRICCIOLI: A 42 anni debutta in serie A dopo una buona carriera nelle giovanili e parecchia gavetta in Legadue, Griccioli sa di dover salvare l’Orlandina con un roster a metà tra rischio e scommessa, ma il materiale umano sul quale intervenire è notevole e in Sicilia lo lasceranno lavorare in tranquillità, senza guardare troppo ai risultati, se i quattro “vecchietti” terranno fisicamente e Flynn tornerà ad essere un fattore, la salvezza potrebbe essere più facile del previsto.

L’OBIETTIVO DELLA SQUADRA
Salvezza

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