“Anche il Pd pesarese è evaporante?”

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6 ottobre 2014

   PESARO – Si discute sul calo degli iscritti al Partito Democratico. Il PD pesarese è in salute? Purtroppo, da cittadino, lo vedo come un apparato distributore di piccole carriere e posti di ultimo ordine in un teatro di ambizioni e autoreferenzialità. Non è più il luogo, snodo di relazioni, dove e attraverso il quale contribuire a difendere e innovare la democrazia in cui viviamo. Una ex dirigente del PCI, PDS, PD, recentemente si è lamentata con me perché ” .. non si conta più niente … decide tutto lui …”. Mi chiedo: Cosa ha fatto la signora quando, all’interno delle stanze dei bottoni (di partito e pubbliche), occorreva intercettare il cambiamento e la partecipazione? Una cosa è certa, se per “lui” si intende il sindaco Matteo Ricci, occorre riconoscere che gli piace stare in mezzo alla gente (ascolta) e gli piace decidere (fare). Troppi anni abbiamo trascorso, nella nostra città, al balletto delle parole a vuoto. Il cantautore Giorgio Gaber, in una sua canzone, diceva: ” … se potessi mangiare un’idea, avrei fatto la mia rivoluzione …”.

Troppi parolai, troppi supponenti, troppi vanitosi, troppi autoreferenti, hanno diretto e in tanti ancora dirigono la nostra Pesaro. C’era una volta la cinghia di trasmissione che dalle sedi dei partiti (o del partito) metteva in contatto la nostra comunità ed i luoghi di governo. Oggi che hanno disperso questo patrimonio collettivo di democrazia si lagnano perché stanno perdendo il loro misero potere (non servizio politico!). Mi sembra che un altro cantautore, Gino Paoli, cantasse in passato ” … eravamo quattro amici al bar … che volevano cambiare il mondo …”. Il mondo è cambiato e la nostra classe dirigente, politica e civile, è stata a guardare. Oggi contano i voti, cari compagni, e non le tessere! La militanza può essere esercitata anche attraverso i social network; le idee, la partecipazione reale e l’arricchimento reciproco nella comprensione dei bisogni della gente possono essere raccolti in strada. Anche un vecchio come me può rigurgitare di entusiasmi e nuove passioni (qualcuno dirà “rancori”). Dicano pure, anche la rabbia di non essere stato ascoltato quando era il momento, può sviluppare energie positive! Lunga vita al Sindaco Matteo Ricci!

Per ultimo, un’invito all’autorevole stampa locale, diamogli tempo. Attendiamo di vedere se le sue idee si trasformeranno in fatti. Non accumuliamolo subito, a pochi mesi dalle elezioni in cui ha ricevuto tanto consenso, ad uno numerosi politici narcisi che tanto danno hanno arrecato alla nostra città.

Un commento to ““Anche il Pd pesarese è evaporante?””

  1. giuseppepatrone scrive:

    Caro Stefano il tuo articolo è come sempre scritto molto bene e un po malinconico, come di chi ha nostalgia dei bei dì che furono , delle idee di sinistra, della gente che ci metteva passione ma esprimeva idee personali spesso non allineate…criticava , pensava con la propria testa. capisco che ora ti senta un pesce fuor d’acqua in questa accozzaglia di soldatini allineati , senza idee ne passioni ,con il solo obiettivo di essere nel branco, di non essere tagliati fuori dalla mangiatoia, di seguire ciecamente il capo e magari morire per lui….se li guardi questi dirigenti e dirigentini politici sono tutti uguali …sorriso stampato …ottimismo sempre e comunque….giovani fuori ma tanto vecchi dentro e sopratutto privi di ogni senso critico verso il re e le sue scelte…..anche Matteo(Ricci) è un bravo ragazzo e per me , lo sai , quasi un figlio, ma la mattina è costretto a mettersi la sua uniformina e sparare proclami e astag in ogni direzione…….la situazione invece è molto grave, ideali di sinistra non ce ne sono più , si difendono sempre più i ricchi , i forti ed i prepotenti a scapito della povera gente, con le loro banche, la loro europa dei poteri forti ci massacreranno per venti anni col fiscal compact …….ci toglieranno tutti i servizi publici , il welfare sarà un ricordo, sempre più gente sarà povera….i nostri cari soldatini ci toglieranno come del resto già succede ora, l’informazione…….caro mio ti sento a disagio, lo so che non riesci a staccarti da un passato che non esiste proprio più….i compagni veri sono morti ….e si stanno rivoltando nelle tombe vedendo questa gentaglia che dice di essere di sinistra e si comporta come i peggiori fascisti…….almeno tu Stefano( ma penso anche ad altri amici) dimostrami di esserti svegliato dall’ipnosi renzusconiana e scrivi un bell’articolo urlando a squarciagola lo schifo che stiamo vivendo in questo tristissimo periodo…….ciao Ste

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