Sivilla maravilla… le prodezze dell’attaccante granata

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6 ottobre 2014

Sandro Candelora

Sivilla in azione tra due avversari

Sivilla in azione tra due avversari

FANO – Il classico colpo di fulmine. E’ stato autentico amore a prima vista. Andrea Sivilla ha fatto in fretta a conquistare la stima, l’ammirazione e l’affetto del popolo granata. Preceduto da credenziali di indubbio valore, il nostro  sta confermando sul campo tutta la sua eccellenza calcistica, che lo rende finanche sprecato in questa categoria. Attaccante di movimento quant’altri mai, svaria di continuo sull’intero fronte avanzato, senza mai offrire un punto di riferimento preciso alla retroguardia avversaria: ora infatti caracolla sulla corsia di destra, un momento dopo sfreccia sulla fascia mancina, infine piazza il dribbling secco sulla tre quarti. Non fai in tempo a localizzarlo che si è già materializzato in area, dove sa essere letale. Danza e punge, insomma, proprio come era solito fare sul ring Cassius Clay, il più grande di tutti. Intelligenza tattica, doti tecniche, facilità di corsa, senso del gol si fondono in lui in modo mirabile e sono stati riassunti, quasi immortalati, dalle fantastiche reti realizzate contro Samb e Recanatese. Giocate maestose, da mostrare ripetutamente nelle scuole-calcio per la bellezza dell’esecuzione. Un trascinatore, un idolo fin da subito, in sostanza, e a ben guardare pure un simbolo. Già, perché incarna al meglio la netta propensione offensiva di questa Alma nata a trazione anteriore in virtù di caratteristiche individuali e assortimento d’assieme. Una squadra che fin quando non avrà trovato il giusto equilibrio fra i reparti, centrato sul fulcro di una mediana finalmente in grado di interdire e proporsi, dovrà giocoforza puntare più a darle che a non prenderle. Nell’attesa che si compia la quadratura del cerchio,  la miglior difesa è l’attacco e dunque avanti tutta. All’arrembaggio e al diavolo i sofismi tattici misurati con il bilancino del farmacista. Con un Sivilla in canna tutto è possibile. Ché per uno così ‘mission imposible’ pare davvero non esistere.

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