Vuelle, il problema è l’esperienza

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6 ottobre 2014

Vuelle timeoutPESARO – Con la vittoria in Supercoppa del Banco di Sardegna è iniziata ufficialmente la nuova stagione della pallacanestro italiana ed è cominciata con una piccola sorpresa, perché la Milano destinata a vincere tutto è inciampata sul primo ostacolo, battuta da una Sassari che ha sfruttato pienamente il fattore campo per aggiudicarsi con merito il secondo trofeo della sua storia, in un match che l’ha sempre vista condurre anche con vantaggi importanti, trascinata dall’ex brindisino Jerome Dyson, Mvp della manifestazione, che per adesso non ha fatto rimpiangere troppo la partenza dei cugini Diener. Probabilmente il duello Milano-Sassari è quello che ci porteremo dietro fino al prossimo giugno, quando si assegnerà lo scudetto nella finale playoff e l’Armani ha capito che potrebbe non essere una cavalcata trionfale quella che l’aspetta nei prossimi nove mesi.

Ma se nelle parti altissime del campionato il duello sembra già ben definito, non si può dire altrettanto dei bassifondi della classifica, dove la Consultinvest è alla ricerca dell’avversaria sulla quale fare la corsa per non retrocedere, potrebbe essere Bologna anche se i venti punti subiti venerdì scorso nello scontro diretto non sono di buon auspicio, potrebbe essere Cremona, alle prese ancora con problemi di roster e si punta anche su Capo D’Orlando, neopromossa con qualche problemino d’amalgama, ma se l’anno scorso era già intuibile dalle prime giornate che la squadra retrocessa sarebbe stata una marchigiana, quest’anno non c’è più Montegranaro ad attutire i problemi biancorossi e il compito per Sandro Dell’Agnello non sembra per niente agevole.

Il coach livornese ha analizzato i problemi della sua squadra ed è difficile dargli torto quando afferma che la Vuelle manca totalmente d’esperienza a questi livelli e che se la partita prende una brutta piega, non emerge ancora l’uomo al quale affidarsi per tirarsi fuori dalla bonaccia, ma uno dei compiti dell’allenatore è proprio quello di scovarlo, avendoli sottocchio tutta la settimana, così come preparare un attacco valido alla zona tre-due, il problema è che questo gruppo avrebbe bisogno di molto più tempo per immagazzinare tutte le nozioni impartitegli, ma il precampionato è finito e con lui la possibilità di fare degli esperimenti durante le partite, perché da domenica prossima i due punti conteranno davvero.

In società si augurano che l’impatto con le partite ufficiali non sia troppo pesante e che un talento del calibro di LaQuinton Ross non accusi più quei vistosi cali di concentrazione accusati nelle 11 partite di precampionato, undici match conclusi con un bilancio di cinque vittorie e sei sconfitte, neanche malaccio se confrontato con quello del 2013, anche se in un paio di partite la Consultinvest non ci ha neanche provato a contrastare l’avversaria, ma il bello delle amichevoli è che dopo un mese non se le ricorda più nessuno, ci si dimentica dei tornei disputati davanti a 200 persone in palazzetti piccoli che non ti danno la carica per esprimerti al 100%, ci si scorda di quel americano di Legadue che ti ha fatto il mazzo e sembrava un fenomeno e le incazzature per una sconfitta assomigliano al dolore per una botta subito al gomito, dolorosissima sul momento, ma il giorno dopo non ti ricordi neanche qual era il braccio coinvolto.

Quello che ci si deve ricordare invece sono i passi avanti compiuti rispetto al primo giorno di raduno, quelle piccole migliorie che possono sembrare futili, ma che ti verranno utili al momento giusto durante l’anno, come un tagliafuori ben eseguito, uno scivolamento difensivo fatto con il giusto tempismo o un blocco cieco piazzato nella giusta direzione, il compito che attende Dell’Agnello non è per niente semplice, un po’ come quello di un professore al primo anno delle superiori con degli studenti che alle medie non sono andati benissimo e durante l’anno, devi sia ripassare le basi della materia che andare avanti con il programma, sarà in grado il “professore” livornese di far promuovere tutti i suoi giocatori il prossimo maggio? Oppure qualcuno rimarrà indietro, qualcuno verrà bollato con il classico “è bravo, ma non si applica” e si dovranno cercare dei nuovi studenti o un nuovo professore? Dalle risposte a queste domande passeranno molte delle speranze di salvezza della Consultinvest.

Un commento to “Vuelle, il problema è l’esperienza”

  1. luca scrive:

    Quante retrocedenti ci sono quest’anno?

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