Acacia Scarpetti: “Riconoscimenti al San Bartolo ma la realtà è da incubo…”

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7 ottobre 2014

Luca Acacia Scarpetti*

 

Cari cittadini, siamo alla mistificazione sistematica della realtà. Mentre sulle cronache si legge di un bel riconoscimento concesso da TRIP ADVISOR al ns parco San Bartolo (che è bello di suo, nonostante l’incuria), dopo l’altro “pezzo di carta” ottenuto a pagamento (come solo altri 30 parchi in Italia sui 156 esistenti) la CETS, proprio domenica scorsa ero costretto a rispondere ad un paio di lunghe telefonate ricevute, per aiutare alcuni giovani pesaresi a capire come trovare alcuni sentieri. Si, perché a prescindere dai riconoscimenti cartacei, dati dietro istanza, iscrizione e pagamento, la realtà è da incubo. Penso di poter affermare che siamo l’unico parco al mondo a non avere bacheche informative sulla sentieristica e planimetria lungo il parco stesso. Come comprare una bicicletta senza ruote. In verità c’erano ma sono state tolte. In compenso si sono visti centinaia di piccoli segnali bianco/rossi, tipici dei sentieri montani e della rete GEA, che indicano però al 90 % sentieri lungo le strade asfaltate. Come spacciare dei wurstel di maiale per pane integrale. Penso che siamo l’unico parco al mondo a non impiegare un euro in biodiversità concreta. Penso che siamo l’unico parco al mondo “terrestre” a spendere soldi per divulgare la conoscenza degli ambienti marini: per carità, attività nobile, ma è come se il sindaco di Pesaro investisse soldi nel comune di Rimini. Penso che siamo l’unico parco al mondo che avendo un centro di cattura ed inanellamento di fama mondiale, lo ha di fatto abbandonando destiandolo alla chiusura certa. Ci si lamenta delle poche risorse a disposizione, ma si stanno spendendo 60.000 € per un prato pascolo (giusta iniziativa), di minuscole dimensioni e si abbandona quello veramente bello, grande, didattico e concreto, che esisteva al Monte Castellaro – Monte della Croce (si pagava un affitto irrisorio). La verità è che, spendendo più soldi per aprire la porta di quanto si spende in azioni concrete si è persa un’occasione d’oro un paio di anni fa, ovvero quella di gestire sotto un unico ente regionale tutti Parchi marchigiani, come lo si è fatto per lo IACP, e come hanno fatto la maggior parte delle Regioni Italiane. Vinse la politica di borgata invece dei risparmi per economie di scala: ora sono lacrime di coccodrillo.

* Consigliere regionale Idv

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