Sblocca Italia, l’onorevole fanese Ricciatti: “Per rilanciare l’economia Confidi e marchio Stile Italiano-designed in Italy”

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7 ottobre 2014

Lara Ricciatti davanti alla Camera dei deputati

Lara Ricciatti davanti alla Camera dei deputati

ROMA – “Per rilanciare l’economia reale abbiamo bisogno di misure in grado di rimettere in moto il credito e di tutelare l’originalità dei prodotti italiani”. Lo afferma l’onorevole Lara Ricciatti, a seguito del deposito di due emendamenti al Decreto Sblocca Italia, predisposti con i colleghi di Sel Pellegrino e Zaratti.

Gli emendamenti propongono due misure che potrebbero incidere in modo consistente sul tessuto economico del nostro Paese, fatto di piccole imprese e creatività. Il primo, mira a rafforzare lo strumento dei Confidi, organismi intermediari tra banche e imprese che garantiscono l’erogazione di finanziamenti alle aziende a tasso agevolato. Secondo il gruppo parlamentare di Sel, infatti, lo sviluppo e la patrimonializzazione dei Confidi potrebbe diventare lo strumento elettivo di intervento pubblico a sostegno dell’accesso al credito delle piccole e medie imprese, in specie quelle meridionali. Ciò non per alimentare, evidentemente, una sorta di nuovo assistenzialismo, ma per riallineare il divario esistente tra il Nord ed il Sud del Paese e permettere all’economia del meridione di poter tornare ad essere competitiva.

Il fondo da destinare ai Confidi dovrebbe ammontare a 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2015, 2016 e 2017, e dovrebbe essere finanziato da una maggiore tassazione del gioco d’azzardo.

Dello stesso tenore il secondo emendamento, che mira ad istituire il marchio «Stile italiano-Designed in Italy», per tutelare il design italiano. “Mentre il marchio «Made in Italy» va usato esclusivamente per ciò che viene prodotto in Italia – afferma Ricciatti – riteniamo opportuno, per ragioni economiche legate alla realtà dei mercati, che merci ideate in Italia e prodotte in altri Paesi, caratterizzate comunque dallo ‘stile Italiano’, possano fregiarsi di un distintivo di riconoscimento. I prodotti «Made in Italy» sono prodotti di altissima qualità, riservati, tuttavia, ad una clientela ristretta. Per competere su mercati di massa – si pensi a quello cinese – è indispensabile allargare le tutele e la riconoscibilità del nostro ingegno attraverso una apposita dicitura. Una lezione che oltreoceano conoscono bene – conclude la deputata di Sel -, basti pensare al famoso ‘designed in California’ apposto sul retro di milioni di smartphone della azienda più famosa del mondo”.

Gli emendamenti in un primo momento dichiarati inammissibili, sono stati ammessi a seguito di ricorso presentato dall’On. Ricciatti al Presidente della Commissione Ambiente, sede referente per la conversione del Decreto Sblocca Italia.

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