Volley Pesaro, Matteo Bertini “sorpreso felicemente dalla qualità delle ragazze più giovani”. E che esempio da Cristina Chirichella!

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7 ottobre 2014

PESARO – Tu chiamale, se vuoi, sensazioni. Positive. Copiamo Lucio Battisti per entrare in tema. Che è un tema sportivo: la pallavolo. Nei giorni in cui ci si accorge – era ora! – che esiste anche una Nazionale, e che Nazionale!, femminile che conquista attenzioni e spazio su quotidiani che di volley si occupano il 32 d’ogni mese, pu24.it – unico organo d’informazione locale che segue direttamente, con attenzione, passione e grande spazio le vicende del Volley Pesaro – sottolinea le sensazioni positive pervenute dall’Alto Maceratese, da Serravalle di Chienti, dove le ragazze di Bertini si sono imposte nel torneo quadrangolare dedicato all’Associazione Giacomo Sintini.

“E’ stato – racconta Matteo Bertini, allenatore della squadra pesarese – un torneo interessante sotto molti aspetti. Intanto perché non è risultato semplice giocare tre partite in un giorno, soprattutto arrivando da una settimana d’allenamenti molto pesanti…”.

Volley Pesaro, una squadra che piace (dalla pagina Facebook)

Volley Pesaro, una squadra che piace (dalla pagina Facebook)

Che cosa hanno proposto le tre partite disputate tra le ore 10,30 e le 18,30?
“Tatticamente, m’aspettavo di vedere determinate cose e si sono viste. A livello di risultati, dispiace per la sconfitta mattutina con Ostia perché le ragazze, vinto il primo set, avevano in pugno anche il secondo, che conducevano 24-21, e invece abbiamo buttato via la partita che avrebbero meritato di vincere. Sulla partita con Filottrano il risultato parla da solo. Superare una squadra di categoria superiore (ricordiamo che la Lardini ha vinto lo scorso campionato di serie B1 e dominato i playoff per la promozione in A2; ndr) dimostra che non ci manca la qualità e conferma la bontà del lavoro che stiamo facendo. La terza partita non è giudicabile perché Pagliare era rimaneggiata”.

Da Serravalle solo risposte positive sotto tutti gli aspetti e la conferma – lo abbiamo scritto noi, lo ha ribadito lei – che la squadra è lunga e tutte possono offrire un contributo prezioso.
“Lo conferma la partita con Ostia. Alla fine abbiamo perso perché le ragazze hanno mollato nel tie-break, ma siamo stati noi a fare la gara, a controllare sempre il risultato, dimostrando – a livello di gioco – di reggere il confronto con una squadra che disputa il nostro girone. Quando ci alleniamo 6 contro 6, le giovani tengono bene il campo. Sotto questo aspetto, sono molto contento e devo confessare – sinceramente – che non m’aspettavo una qualità così elevata. Pensavo che potevamo faticare con chi non era titolare e sono felice di essere smentito dalle ragazze che stanno dimostrando di potersi ritagliare uno spazio importante in squadra”.

In un contesto decisamente positivo, c’è qualcosa che non la soddisfa?
“Dobbiamo migliorare i livelli d’attacco e d’intesa, i tempi d’attacco con alcune giocatrici. Siamo una squadra che ha tante soluzioni e tutte devono essere messe in condizioni ottimali per essere meno leggibili dalle difese avversarie. E’ un aspetto da curare bene. Rispetto al torneo della settimana prima a Bologna, è andata meglio la difesa. Sono soddisfatto, perché ci ha permesso di giocare veloce anche sul contrattacco. A Bologna non mi era piaciuto tanto il muro sulla palla alta, ma in settimana abbiamo lavorato bene e a Serravalle ho visto i miglioramenti auspicati. A cercare il pelo nell’uovo, non mi è piaciuto subire break dovuti a qualche pausa di troppo. Per esempio, nel primo parziale con Filottrano conducevamo 21 a 10, poi ci siamo fermate e loro sono arrivate a un passo, anche se abbiamo vinto il set. E’ un particolare su cui dobbiamo lavorare subito mentalmente per avere sempre la massima concentrazione ed evitare break che possono essere fatali soprattutto quando si gioca punto a punto. E’ vero che Filottrano ha avuto i suoi meriti, e non è un caso che sia di categoria superiore, ma dobbiamo evitare disattenzioni che possono compromettere un set, una partita”.

Sembra un film già visto, non solo nella sua squadra dello scorso campionato, ma anche in squadre di altissimo livello come quelle che stanno disputando i campionati mondiali.
“Con questo sistema di punteggio è un attimo andare in bambola e perdere 4-5 punti consecutivi in una stessa rotazione. E’ più un aspetto mentale che tecnico che cercheremo di correggere nelle ultime amichevoli precampionato. Altrettanto in allenamento, facendo determinati esercizi con punteggio. Nelle ultime due settimane che precedono l’apertura del campionato, faremo il possibile per evitare di subire break che possono fare perdere punti e set”.

Il programma delle amichevoli?
“Giovedì giocheremo a Forlì, con una squadra di A2. La settimana successiva, sempre di giovedì, ci alleneremo con Gabicce, in casa, con le rotazioni bloccate. Sono le ultime due amichevoli prima del debutto a San Giustino Umbro”.

Matteo Bertini ha fatto parte dello staff tecnico azzurro anche ai Giochi Olimpici di Londra: si sarebbe aspettato di vedere un’Italia grande protagonista ai Mondiali?
“Per la qualità della rosa scelta da Bonitta, è un risultato ampiamente meritato e comunque era alla portata. La Nazionale ha avuto qualche problema in estate, ma il Grand Prix è una manifestazione logorante; qualche infortunio non ci ha permesso di portare a termine nel migliore dei modi. Nelle ultime due partite del girone mondiale, a Bari, con Giappone e Cina, abbiamo dimostrato di avere un gruppo ampio e di grandi qualità. Vedere l’Italia nelle prime sei non è una sorpresa. E’ evidente che adesso il compito si complica perché affrontare Russia e Stati Uniti non è facile, ma le azzurre hanno dimostrato che in casa possono battere chiunque. Spinta emotiva e qualità tecnica e tattica possono aiutare a toglierci altre soddisfazioni”.

In tutta sincerità, non avrei puntato su un’Italia in grado di salire così in alto, temendo di rivedere la Nazionale del Grand Prix, ma vedere giocare Cristina Chirichella, la più giovane azzurra che sembra avere sempre disputato i Mondiali, apre il cuore a ogni speranza.
“Cristina ha un carattere che le permette di entrare subito in partita, di acquisire molto in fretta ritmi e dinamiche di squadra. La sua giovane età le regala l’incoscienza di giocare senza ansie, ma è molto brava a fare quel che le chiede l’allenatore e soprattuto è molto preparata tecnicamente. Contro la Cina ci ha messo tanto del suo per farci vincere ultimo set e partita. Cristina è molto positiva e rappresenta nel migliore dei modi il lavoro fatto nel Club Italia. E pensare che c’era chi parlava male di questo progetto… Chirichella e Diouf smentiscono facili critiche. Va riconosciuto ai tecnici del Club Italia il merito di averle portate ad alto livello. Brave loro, una volta uscite dal Club, a continuare la carriera, migliorando giorno dopo giorno. In più Cristina è un grande talento e negli ultimi due anni ha fatto tanta esperienza, prima a Pesaro, poi a Ornavasso: non è in pianta stabile in Nazionale per caso”.

Cristina Chirichella “pesarese” vista da Danilo Billi

Cristina Chirichella “pesarese” vista da Danilo Billi

Cristina Chirichella è un bell’esempio per le bambine che iniziano a giocare a pallavolo.
“Assolutamente sì. Cristina arriva da una piccola realtà (Associazione Giovanile Colli Aminei di Napoli; ndr) e per le bimbe che giocano in società poco conosciute il suo esempio è semplicemente straordinario. Di più: giocare un Mondiale in casa, da protagonista, a vent’anni (Cristina è nata il 10 febbraio 1994; ndr), è un esempio per tutti; per dirigenti e allenatori, non solo per le ragazzine. Significa che se il talento c’è e viene allenato bene, i risultati arrivano”.

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