Banca dell’Adriatico: “Cucine pesaresi -8%. Torna in negativo l’export dei distretti industriali delle Marche

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9 ottobre 2014

Dopo il debole tentativo di ripresa nel primo trimestre, al 30 giugno la dinamica delle esportazioni dei distretti industriali delle Marche è tornata in territorio negativo, con una flessione del 3,5% rispetto allo stesso periodo del 2013, in controtendenza rispetto alla media dei distretti italiani (+3,1%) e sulla scia del peggioramento delle performance in importanti mercati di sbocco per le imprese dell’area, Russia in primis.

Il principale distretto delle Marche, le calzature di Fermo, ha archiviato il secondo trimestre dell’anno con una variazione negativa delle vendite estere (-10,4%), scontando una flessione delle esportazioni sul mercato russo del 39%. Così anche le cucine di Pesaro (-8%), penalizzate dai deludenti risultati riportati in Russia, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, e le pelletterie del Tolentino (-4,7%) che hanno registrato flessioni sui principali mercati di riferimento (Romania, Russia, Francia e Regno Unito). Segno positivo invece per i distretti delle cappe aspiranti ed elettrodomestici di Fabriano (+5,1%) e delle macchine utensili e per il legno di Pesaro (+7,7%), a cui si sommano i risultati della jeans valley di Montefeltro (+2,1%) e degli strumenti musicali di Castelfidardo (+11,6%) che sono tornati in territorio positivo dopo un primo trimestre negativo.

Sono questi, in estrema sintesi, i principali risultati che emergono dal Monitor dei Distretti delle Marche curato dal Servizio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo per Banca dell’Adriatico.

“A penalizzare la performance dei distretti marchigiani sui mercati esteri nel secondo trimestre dell’anno – commenta Roberto Dal Mas, direttore generale di Banca dell’Adriatico – hanno contribuito principalmente i risultati negativi riportati sul mercato russo da tutti i distretti: la Russia, principale sbocco commerciale per le imprese distrettuali delle Marche, ha infatti registrato un calo tendenziale del 29,8% nel secondo trimestre, che si somma al -18% dei primi tre mesi dell’anno. Complessivamente le perdite nel primo semestre su questo mercato hanno raggiunto un livello pari a 50 milioni di euro in meno rispetto ai primi sei mesi del 2013 (-22,9%).”

L’analisi della dinamica delle esportazioni mostra come, al netto del contributo negativo offerto dalla Russia, l’export marchigiano nel secondo trimestre avrebbe registrato un andamento sostanzialmente stabile (+0,1%). Con riferimento all’orientamento geografico, le esportazioni dirette sui nuovi mercati sono calate del 10,3%, in linea con i due trimestri precedenti. Al contrario i flussi commerciali assorbiti dai mercati maturi crescono a un ritmo del 4,2%, evidenziando un lieve rallentamento rispetto al trimestre precedente. A determinare la flessione dei nuovi mercati, oltre alla Russia, hanno contribuito le perdite registrate in Cina e Hong Kong che, dopo un 2013 di crescita, hanno registrato complessivamente una flessione del 15,2%. Tra i mercati maturi, invece, Germania, Svizzera e Stati Uniti hanno confermato un andamento positivo, offrendo il maggior contributo alla dinamica delle vendite estere dei distretti. Calano invece le vendite sul mercato francese (-6,7%).

Sul fronte degli ammortizzatori sociali, sebbene lontano dai massimi del 2013, il numero di ore complessive di Cassa Integrazione Guadagni (CIG) nel periodo gennaio-agosto 2014 si attesta ancora su livelli elevati (7,8 milioni di ore, a fronte dei 10,9 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente e rispettivamente 6,4 e 7,4 milioni del 2011 e 2012). Sono evidenti le difficoltà che le imprese distrettuali continuano ad affrontare sui mercati internazionali e sul mercato domestico, che ancora stentano a ripartire. Nei primi cinque mesi dell’anno si sono significativamente ridotte le ore di CIG Ordinaria, a fronte di un significativo incremento della CIG Straordinaria e in misura più contenuta della CIG in deroga.

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