Fano, M5S: “Il Comune non può più essere socio della Fanum Fortunae”

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9 ottobre 2014

Oggi il M5S chiede che il Comune di Fano esca dalla società Fanum Fortunae Srl, ed ottenga la restituzione della propria quota sociale, così come chiaramente previsto dalla vigente normativa.

 

di Movimento 5 Stelle

 

FANO – Finalmente è il giorno della verità sulla società Fanum Fortunae e sulla pista dell’aeroporto. Stasera infatti in Consiglio Comunale si parlerà di due aspetti fondamentali:

Il primo riguarda la risposta che la giunta dovrà darci, una volta per tutte, sulla sua posizione per la pista dell’aeroporto.

Dopo dichiarazioni discordanti, in varie occasioni, nel consiglio dello scorso 29 settembre, avevamo presentato un’interrogazione urgente chiedendo alla giunta una risposta unica, chiara e definitiva: “Siete a favore o no alla realizzazione dell’asfaltatura della pista?”.

“Ve lo diciamo la prossima volta”, questa la risposta del sindaco.

Ed oggi ci siamo!

Il secondo aspetto è ancora più definitivo, in quanto oggi si discute la nostra mozione che richiede l’uscita del Comune di Fano dalla società Fanum Fortunae Srl

http://www.fano5stelle.it/mozioni/2014/mozione4.pdf .

Perché lo chiediamo?

Anzitutto è bene ricordare che nonostante la Società aeroportuale “Fanum Fortunae” S.r.l. sia stata costituita nel 1995 allo scopo di ottenere la gestione dell’aeroporto, non ha mai ottenuto dagli Enti competenti la prevista concessione, essendo l’aeroporto di Fano tutt’ora in gestione diretta ed esclusiva dello Stato, e, quindi, essa non gestisce l’aeroporto ma svolge di fatto solo un’attività commerciale. La legge Finanziaria 2008 (244/2007) aveva già disposto che gli Enti Locali non potessero costituire società aventi per oggetto attività di produzione di beni e di servizi “non strettamente necessari per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali, né assumere o mantenere direttamente o indirettamente partecipazioni, anche di minoranza, in tali società” essendo solo ammessa “la costituzione di società che producono servizi di interesse generale.. “

La legge finanziaria 2014 (L. 147/2013) ha stabilito inoltre che, in ogni caso, questo tipo di partecipazione “cessa ad ogni effetto” il 30 aprile 2014 e che “entro dodici mesi successivi alla cessazione la società liquida in denaro il valore della quota del socio cessato in base ai criteri stabiliti all’articolo 2437-ter, secondo comma, del codice civile”.

Ci aspettiamo quindi che l’amministrazione prenda atto di quanto detto e voti compatta la nostra mozione. Se così non fosse significherebbe che il Comune non intende ottenere la liquidazione della sua quota come previsto dalla Legge, e questa giunta sarebbe ovviamente l’unica responsabile del danno erariale che ne deriverebbe.

 

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