Ricciatti (Sel): “Serve un fondo di garanzia specifico per l’accesso al credito per le famiglie in difficoltà”

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9 ottobre 2014

Lara Ricciatti

Lara Ricciatti, deputato di Sel (foto tratta da Facebook)

ROMA – “Serve un maggior impegno da parte del Governo sulle misure per incentivare la concessione del credito da parte delle banche alle famiglie e alle imprese”. Lo afferma l’On. Lara Ricciatti (Sel), che oggi ha depositato una interrogazione parlamentare per segnalare le tante difficoltà nell’accesso al credito, riscontrate quotidianamente da famiglie e imprese.

Nel corso di questi ultimi anni sono stati diversi gli interventi a sostegno del credito, in particolare la legge di stabilità 2014 che istituisce e disciplina il Fondo di garanzia per la prima casa, finalizzato alla concessione di garanzie su mutui ipotecari o su portafogli di mutui ipotecari; ma anche il Decreto Legge 102/2013, che all’art. 6 disciplina l’intervento di Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. per sostenere l’accesso all’abitazione.

 “Nonostante la BCE sia recentemente riuscita a immettere nuova liquidità – sostiene la deputata di Sel – a quanto ci risulta – le banche continuano ad essere molto restie nel concedere credito, soprattutto nei confronti delle famiglie”.

Parzialmente differente è la condizione dell’accesso al credito per le imprese, grazie anche al Fondo centrale di garanzia che funziona con una certa efficacia anche rispetto alle start up.

La stessa Banca d’Italia ha evidenziato nel bollettino economico dello scorso luglio dei miglioramenti del credito in Italia, seppure lenti.

Tuttavia molte aziende si trovano a sostenere commissioni alte e poco trasparenti che gravano sul costo del credito, quando sarebbe necessario, invece, alleviare tali costi per permettere una maggiore competitività.

Si pensi ad esempio alla “commissione sulla disponibilità fondi”, che è la commissione che viene fatta pagare per la possibilità che la banca fornisce al cliente di avere o utilizzare un fido.

Seppure venga riportata nei Documenti di sintesi, periodicamente spediti al cliente, è poco chiaro il meccanismo di applicazione e ancor meno trasparente il conteggio eseguito dalla banca che provvede a riportarla nello scalare di conto corrente, assieme a tutte le altre competenze, oppure addebitarla direttamente in conto corrente, senza far capire la maggior parte delle volte su cosa venga calcolata.

“Ho chiesto al Governo di intervenire sulla vicenda, valutando l’opportunità di eliminare questa commissione – conclude Ricciatti -, mentre per quanto riguarda le famiglie in sofferenza economica, ho sottolineato la necessità di sviluppare ulteriori misure per sostenere il credito, anche attraverso un ampliamento degli interventi sino ad oggi attivati da parte della Cassa Depositi e Prestiti ed istituendo un apposito Fondo di garanzia per le famiglie, così come è stato fatto per le imprese”.

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