La legge sopprime il difensore civico. Il sindaco di Pesaro: “Grazie Pansini, hai fatto un ottimo lavoro”

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10 ottobre 2014

PESARO – Le radici dell’abolizione del difensore civico comunale? Affondano nella legge Finanziaria del 2010, articolo 2, comma 186. E per quello che riguarda Pesaro, è scaduto a giugno il mandato di Benedetto Pansini.

“Ha fatto un ottimo lavoro, con competenza e professionalità. Lo ringraziamo per la grande attenzione e passione con cui si è dedicato al servizio in questi anni”, commenta Matteo Ricci. Al sindaco, Pansini aveva anche palesato la volontà di andare avanti con l’incarico a titolo gratuito. “Sicuramente un gesto nobile – nota Ricci – per il quale abbiamo espresso il nostro apprezzamento. Ma la soppressione del difensore civico non deriva da una nostra scelta. E’ l’applicazione di una legge dello Stato: non possiamo fare diversamente. Secondo quanto stabilito dall’impianto normativo, in coincidenza con il termine del mandato dei difensori civici in carica, la figura deve essere eliminata dai Comuni”.

Benedetto Pansini

Il difensore civico Benedetto Pansini

Il bilancio personale di Pansini, in ogni caso, è positivo: “Ho parlato con il sindaco. Abbiamo preso atto che non si può proseguire, non ci sono i presupposti normativi. La disposizione della legge nazionale? E’ un errore: una figura così, nelle realtà comunali, è comunque necessaria”. Poi tira le somme: “E’ stata un’esperienza formativa, sicuramente costruttiva. Anni impegnativi ma gratificanti, anche sul piano umano”.

E dopo “decine di battaglie”, saluta con una massima: “L’ascolto delle persone è da recuperare a tutti i livelli”.

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