Moda e Liberty, decima giornata del Contemporaneo a Candelara

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10 ottobre 2014

L’esposizione “MODA E LIBERTY” è inserita tra gli eventi della 10a edizione della Giornata del Contemporaneo per il grande AMACI (Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani). AMACI ha scelto come immagine-logo della locandina una foto dell’artista Adrian Paci, albanese di nascita ed italiano di adozione, a testimoniare che l’arte trascende confini e nazionalità e con il suo linguaggio può contribuire al percorso di crescita e maturazione di ogni società civile. La foto rappresenta due ragazzi che ci salutano, in un gesto congelato dal fermo-immagine che trasforma la narrazione video in un’immagine fissa.

5 abiti libertyAll’interno di questo grande contenitore di promozione dell’arte contemporanea rientra anche la mostra ospitata presso la Sala del Capitano di Candelara, intitolata: “MODA E LIBERTY: interpretazioni stilistiche contemporanee”. Nella mostra la fanno da padrone creatività, fantasia e bellezza degli alunni di due classi del Liceo Artistico “Ferruccio Mengaroni” di Pesaro, sezione “Design della Moda” che sono stati guidati dalle loro professoresse: Cinzia Paccaroni, Massa Maria, Billi Barbara, Cristina Vecchioni e Tiziana Paci.

Le insegnanti hanno illustrato come gli abiti esposti siano dedicati ad un unico tema: lo studio del movimento Liberty, attraverso due percorsi differenti. Nella sala del Capitano sono esposti dieci abiti da sera, mentre nella sala dell’orologio dieci abiti artistici. Sulle pareti sono invece appese le tavole degli abiti, le quali illustrano il lavoro di ricerca di forme, decorazioni e materiali compiuti dagli alunni sapientemente guidati dai loro docenti.

La professoressa Massa, che ha seguito il progetto degli abiti di alta moda, ha tenuto sottolineare come, durante la fase progettuale, i ragazzi siano stati liberi di esprimere le loro idee; al momento della realizzazione del bozzetto c’è stata una sapiente ricerca delle stoffe, poi la loro lavorazione e decorazione ad esempio con pizzi, frange, passamaneria (pur utilizzando quella seriale che, in molti casi, è stata smontata ed assemblata). La compresenza delle tavole, dei disegni preparatori e degli abiti finiti evidenzia come spesso in corso di realizzazione ci si accorga che alcuni elementi o scelte non funzionino e si opti per soluzioni alternative.

La seconda sezione della mostra invece è stata curata dalla professoressa Paci, che ha fatto un percorso diverso con le sue alunne, le quali hanno creato i loro abiti artistici partendo da una forma base detta trapezoidale, tipica nella moda degli anni Sessanta. Il lavoro degli alunni si è concentrato principalmente nella ricerca decorativa degli abiti e dei materiali: ad esempio, ad esclusione degli abiti neri, tutte le altre stoffe sono state tinte a mano, con antiche tecniche di tintura; in alcuni casi per ottenere certi effetti è stato usato anche l’aerografo.

La mostra chiarisce il lavoro di formazione professionale ed umano che si può intraprendere frequentando il Liceo Artistico: infatti, le insegnanti hanno tenuto a sottolineare come tra i manufatti esposti ci siano i lavori di due ragazze diversamente abili e come esse siano riuscite ad esprimere attraverso il lavoro manuale la grande energia che hanno dentro.

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