Volley, c’è la storia di Pesaro in Brasile-Italia, finale per il bronzo del campionato del mondo. Manca solo uno sponsor per tornare in alto

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12 ottobre 2014

PESARO – “Ci sono partite di calcio da diecimila spettatori con i poliziotti in tenuta antisommossa mentre ai Mondiali di pallavolo non solo non c’e’ un poliziotto, ma neanche un vigile”. Parole di Giovanni Malagò, presidente del Coni, in polemica con le società di calcio che non vogliono pagare i servizi di polizia, come proposto dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, che ogni tanto ne azzecca una.

Malagò si è chiesto, anzi ha chiesto: “Perché alle partite di calcio, le forze dell’ordine sono in assetto da guerra, mentre per Italia-Inghilterra di rugby allo stadio Olimpico c’erano 82.000 spettatori e neanche un poliziotto?”.

Non è una domanda da porre a chi non ha cultura sportiva, a chi ha eletto Tavecchio presidente della Figc, a chi – in passato – ha messo Galliani al vertice della Lega Serie A.

Non è una domanda per chi ama il volley o il rugby, perché è gente che ama soprattutto lo sport, non tifa mai contro, ma a favore, rispetta gli avversari.

E’ la bellezza del volley, uno sport semplicemente meraviglioso, sia al maschile sia al femminile.

Sì, è vero, non c’è contatto fisico, ma c’è calore umano, quel calore umano che non alberga negli stadi e nei palazzi dello sport prigionieri del becerume anti sportivo, dei “devi morire” cantati agli avversari infortunati. Si sta così bene che alle partite ci si va con i propri amici, con i cani e talvolta con i gatti. Conoscete altri sport dove è possibile?

Il volley è freschezza, sensibilità, passione, rispetto. Il piacere di stare insieme – davvero – nella buona e nella cattiva sorte.

Lo dimostra, dopo ogni partita, l’invasione festosa delle giovanissime che abbracciano le giocatrici, tutte le giocatrici, le beniamine di casa e quelle che giocano in trasferta. Francesca Piccinini, capitano della splendida Italia, ha fatto più fotografie fuori che in casa.

Lo conferma la carta dei tifosi, un’iniziativa partita qualche stagione addietro dai Balusch, i sostenitori organizzati del volley pesarese.

In questo contesto ci sembra incomprensibile, addirittura ingiustificabile la mancanza di attenzione delle diverse realtà economiche locali alle sorti del Volley Pesaro.

Oggi, al Forum di Assago, la finale per la medaglia di bronzo metterà di fronte Brasile e Italia. E’ vero, speravamo fosse una sfida per l’oro, ma Stati Uniti e Cina si sono dimostrate migliori, nelle semifinali. Sembra incredibile, ma gli Usa si sono qualificati alle semifinali grazie all’Italia, che dopo averle battute 3-0 ha eliminato la Russia. E la Cina ha saputo cancellare la sconfitta patita a Bari, prendendosi una rivincita sulle azzurre, che hanno pagato – forse – la grande pressione. E’ lo sport, è il volley bellezza.

Il Brasile ha in panchina Ze Roberto; in campo, con il numero 8 Jaqueline, con il 13 Sheilla.

Nell’Italia, con il numero 3 Noemi Signorile, con il 6 Monica De Gennaro, con il 9 Nadia Centoni, con il 10 Francesca Ferretti, con l’11 Cristina Chirichella, con il 15 Antonella Del Core, con il 18 Carolina Costagrande.

Sono dieci – sì, 10!!! – nomi legati alla storia del Volley Pesaro, alla Robur pluriscudettata.

Ci pensate? L’epilogo del mondiale con nove giocatrici e un allenatore che fanno parte della storia della squadra più vincente dello sport pesarese.

Allora c’era un grande sponsor, la Scavolini. Oggi le maglie sono vuote.

E’ possibile che non ci sia un’azienda che voglia legare il proprio nome a una squadra, a una società che è nella storia e vuole tornare in alto, crescendo insieme alle sue attuali ragazze? E’ possibile che nessuno voglia entrare in un mondo che ha regalato le immagini indimenticabili dei palazzi dello sport di Roma, Bari e Milano, di tante famiglie, di tante bambine e bambini in festa?

Al Forum – a seguire semifinali e finali – ci sono i presidenti di Volley Pesaro, Barbara Rossi e Giancarlo Sorbini. Magari sono delusi per la sconfitta dell’amico Ze Roberto e per quella dell’Italia. Così a Barbara e a Sorbo auguriamo di cuore che possano contare presto sull’aiuto di un imprenditore e di un’azienda che decideranno di vivere in un mondo magico. Come racconta la storia del Mondiale che finisce oggi.

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