A Fano la stazione diventa un ring: rissa tra magrebini davanti a “spettatori” interessati sedata da carabinieri e vigili

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13 ottobre 2014

Carabinieri al lavoro

Carabinieri al lavoro

FANO – Sabato sera scoppia una rissa nel piazzale di fronte alla stazione ferroviaria di Fano. Arriva una prima chiamata al 112, una pattuglia della radiomobile della compagnia carabinieri di Fano interviene sul posto. Viene subito inquadrata la vicenda nella sua drammatica complessità. Ci sono due coppie di magrebini che si fronteggiano con calci e pugni ed un numero imprecisato di connazionali di contorno che incitano e parteggiano chi per gli uni e chi per gli altri.

La pattuglia viene accolta con ostilità. Si tratta di questioni che secondo rituali arcaici devono essere risolte con la forza. I due carabinieri non si lasciano intimidire, chiedono rinforzi e, superato il muro degli spettatori, si frappongono tra le due fazioni.

La centrale operativa della compagnia carabinieri di Fano allerta tutte le forze disponibili in quel momento. Giunge la pattuglia della stazione di Marotta e una pattuglia dei vigili urbani di Fano.

Nel frattempo i quattro non demordono reagendo all’intervento dei carabinieri. Un magrebino nella foga di colpire l’avversario travolge un militare facendolo carambolare a terra.

Grazie ai rinforzi, mutano i rapporti di forza e il pubblico prima vociante si annichilisce e poi alla spicciolata si dà alla fuga.

I quattro magrebini vengono bloccati ed ammanettati. Uno dei quattro, con il volto tumefatto e pieno di sangue, scopre di aver perso due incisivi. Portato al pronto soccorso, verrà rilasciato con una prognosi di 10 giorni.

In caserma, i militari insieme ai vigili urbani hanno cercato di ricostruire quanto accaduto. Due fratelli, S.M. 39enne e N.M. 44enne, gravati da numerosissimi precedenti penali per reati contro la persona e sottoposti all’obbligo di firma, sono entrati in colluttazione con due connazionali, S.E. 42enne e M.J. 40enne, anch’essi gravati da numerosi precedenti penali, legati a loro volta da rapporto di parentela in quanto cognati. Complice l’abuso di alcol, non è stato possibile comprendere i motivi scatenanti il gesto, sempre che ce se siano stati.

I quattro sono stati tratti in arresto e trattenuti nelle celle di sicurezza presso la compagnia carabinieri di Fano in attesa del processo per direttissima che si celebrerà davanti al giudice del Tribunale di Pesaro.

I carabinieri ringraziano per la fattiva collaborazione i vigili urbani di Fano.

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