Ladri di rame: arrestati 6 stranieri. Sequestrati 20 quintali di “oro rosso”

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14 ottobre 2014

SAN GIORGIO DI PESARO – Erano mesi che i carabinieri della stazione di San Giorgio di Pesaro seguivano un furgone con targa francese. Compariva nei fine settimana e poi scompariva per molti giorni, a volte anche un mese. In corrispondenza degli avvistamenti si moltiplicavano i furti in abitazione e, soprattutto, i furti di rame. Fabbriche chiuse venivano devastate e depredate del cosiddetto oro rosso. Denominazione derivante dalla quotazione che ha raggiunto il rame di prima qualità pari a 5,5 euro al chilogrammo. A volte venivano tranciati cavi dell’Enel e dell’illuminazione pubblica creando malfunzionamenti e disservizi all’intera collettività. In un’occasione è stato tentato il furto dei cavi che alimentano le pompe dei depuratori Aset di Baia Metauro.

Il maresciallo Antonio Russo

Il maresciallo Antonio Russo

Venerdì ricompare il furgone verde petrolio. I militari della stazione di San Giorgio, pochi ma tenaci e agguerritissimi, comandati dal maresciallo Antonio Russo, si sono messi sulle loro tracce. Dopo due giorni di difficilissimi pedinamenti, la notte a cavallo tra la domenica e il lunedì il furgone ha iniziato a muoversi lungo le zone periferiche di Fano, Saltara, Marotta e San Costanzo. Si è pensato subito che il gruppo avesse interesse ad accedere in qualche villa isolata.

L’intuizione si rilevava errata. Ad un certo punto il furgone si dirigeva in direzione della Fornace Alan Metauro in via Sant’Anna di Cartoceto. La fabbrica, sebbene abbia interrotto la produzione, ha all’interno i macchinari perfettamente efficienti. L’obiettivo erano i cavi di collegamento.

Avvicinatisi alla ditta, gli uomini del maresciallo Russo hanno scoperto che sul posto era presente un altro furgone di colore bianco. In poco tempo si radunavano ben sei uomini che velocemente caricavano sui due furgoni pesanti matasse di rame.

Sistemato il carico, i malviventi sono saliti a bordo e si sono messi in marcia. Dopo un breve inseguimento lungo la superstrada in direzione Fano, sebbene in inferiorità numerica, i militari, non avendo il tempo di attendere i rinforzi richiesti, coraggiosamente hanno bloccato i mezzi, costretti a scendere gli occupati e fatti sdraiare a terra, il tutto complicato dalle precarie condizioni di luce. Dopo pochi secondi è giunta in supporto una prima pattuglia della radiomobile della compagnia di Fano e, in rapida successione, una seconda pattuglia della stazione di Fossombrone.

Una volta ammanettati e ristabilite le condizioni minime di sicurezza, è stato effettuato un sopralluogo all’interno della fabbrica. Una devastazione: porte divelte, macchinari rovesciati e asportato tutto quello che potesse contenere l’”oro rosso”.

I carabinieri raccontano che, condotti i malviventi in caserma, sono stati identificati in:

Gli arrestati

Gli arrestati (foto fornita dai carabinieri)

Dimislav FAZLI, nato a Mitrovica (Kossovo) il 26.11.1969, residente nella città Troyes (Francia), senza fissa dimora in Italia, nullafacente, pluripregiudicato;

Seat FAZLI, nato a Mitrovica (Kossovo) il 21.06.1995, residente nella città Troyes (Francia), senza fissa dimora in Italia, nullafacente, incensurato;

Kabir BAJRAMI, nato a Mitrovica (Kossovo) il 24.11.1987  residente nella città di Bourges (Francia), senza fissa dimora in Italia, nullafacente;

Hajrudin HUSEINOVIC, nato a Mitrovica (Kossovo) il 03-11-1972, residente nella città Lorris (Francia), senza fissa dimora in Italia,  nullafacente, pluripregiudicato;

Claude IBER, nato a Montbeliard (Francia) il 25.03.1960, residente a Luce (Francia), senza fissa dimora in Italia, nullafacente;

Sandokan BAJRAMI, nato a Mitrovica (Kossovo) il 14.09.1982, residente in Troyes (Francia), pluripregiudicato.

I mezzi sono stati portati alla pesa per quantificare il rame asportato. Complessivamente il gruppo si era appropriato di poco più di 20 quintali di rame.

Ricostruendo quanto accaduto era possibile appurare che i sei, molti legati da rapporti di parentela, avevano raggiunto Fano venerdì scorso. Immediatamente sono partiti i sopralluoghi. Dopo un’accurata ricerca, prescelto l’obiettivo, la manovalanza è stata scaricata per effettuare il lavoro “sporco”. I mezzi si sono mossi per sviare i sospetti. Solo a conclusione del lavoro i due mezzi si sono concentrati presso la fabbrica e velocemente è stato effettuato il carico.

Oltre al rame, all’interno dei furgoni sono stati rinvenuti numerosi arnesi da scasso, tronchesi e un macchinario spellafili utile a suddividere la plastica dal rame.

I sei sono stati tratti in arresto e trattenuti in caserma a disposizione del pubblico ministero dottoressa Fucci.

Lunedì dopo la convalida si è celebrato il processo e il Giudice dott. Di Palma, con rito abbreviato ha giudicato i sei rispettivamente:

Dimislav FAZLI, condannato alla pena di anni 1e mesi 4 di reclusione e euro 300 di multa, pena sospesa (giudizio abbreviato);

Seat FAZLI, condannato alla pena di anni 1 e euro 2300 di multa, pena sospesa (patteggiamento).

Kabir BAJRAMI,condannato alla pena di anni 1 e euro 2300 di multa, pena sospesa (patteggiamento);

Hajrudin HUSEINOVIC, condannato alla pena di anni 1e mesi 4 di reclusione e euro 300 di multa, pena sospesa (giudizio abbreviato);

Claude IBER, condannato alla pena di anni 1 e euro 2300di multa, pena sospesa, (patteggiamento);

Sandokan BAJRAMI, condannato alla pena di anni 1e mesi 4 di reclusione e euro 300 di multa, pena sospesa (giudizio abbreviato);

I carabinieri stanno lavorando per individuare i basisti ed i canali utilizzati per rivendere il rame.

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