Contrasto alle delocalizzazioni selvagge, l’on. Ricciatti presenta un disegno di legge

di 

21 ottobre 2014

Un disegno di legge per contrastare le delocalizzazioni selvagge e per impedire che gli imprenditori che ricevono soldi pubblici possano delocalizzare e licenziare impunemente, scaricando doppiamente il costo delle loro azioni sulla collettività.

Lara Ricciatti davanti alla Camera dei deputati

Lara Ricciatti davanti alla Camera dei deputati

“Per troppo tempo la politica industriale del Paese è rimasta inerme dinanzi al fenomeno della delocalizzazione – dichiara l’On. Ricciatti all’Espresso, che ha rivelato oggi in anteprima la Proposta di Legge che vede come prima firmataria proprio la capogruppo di Sel in Commissione Attività produttive della Camera -, con questa iniziativa vogliamo lanciare un messaggio chiaro: l’Italia non è un Paese che spalanca le porte alle imprese che decidono di delocalizzare per inseguire guadagni e profitti facili”.

La Proposta di Disegno di Legge – che ha già raccolto numerose disponibilità tra le quali quella di Civati, Fassina, Fava e Di Salvo – mira a contrastare una pratica tristemente nota nel nostro Paese ed in particolar modo nel territorio marchigiano, prevedendo per le imprese che entro tre anni dalla concessione di contributi pubblici decidessero di delocalizzare in un altro Paese, con riduzione o messa in mobilità del personale, l’obbligo di restituire tali contributi.

La Proposta prevede anche pesanti restrizioni per le imprese con almeno mille dipendenti le quali non potranno delocalizzare «prima di aver trovato un nuovo acquirente che garantisca la continuità aziendale e produttiva, nonché i livelli occupazionali dell’impresa stessa».
In caso contrario, l’azienda dovrà restituire i contributi ricevuti non solo dalla data di entrata in vigore della legge ma negli ultimi cinque anni, gravati degli interessi legali e da una sanzione amministrativa pari al 2 per cento del fatturato dell’ultimo quinquennio.

“Una misura non solo a favore della collettività, ma anche e soprattutto a favore dell’imprenditoria sana” – spiega Ricciatti che negli ultimi mesi di attività parlamentare si è distinta per una serie di interventi a favore dello sviluppo economico, dalla tutela del Made in Italy ai Confidi, alla proposta di istituzione di un Marchio a favore del Design italiano.

“Per noi una impresa è un complesso di energie che comprende l’iniziativa imprenditoriale e la gestione, ma anche know how dei lavoratori e rapporto con il territorio. Per questo è necessario incentivare le aziende che producono innovazione, qualità e che investono in lavoro sano, e disincentivare le pratiche che puntano esclusivamente al profitto”.

“Non è un concetto poi così innovativo – conclude Ricciatti – il nostro territorio ha conosciuto per anni esperienze imprenditoriali di questa levatura. Temo però che la strada intrapresa dall’attuale Governo, con sgravi e incentivi indiscriminati, non favorisca questa idea di impresa”.

Si segnala il link all’articolo de l’Espresso pubblicato oggi.
http://espresso.repubblica.it/affari/2014/10/20/news/la-proposta-di-sel-delocalizzi-restituisci-i-contributi-1.184960?ref=HEF_RULLO

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>