Benelli QJ, i sindacati scrivono a Ricci e Drudi: “I cinesi mantengano le promesse, no alla riorganizzazione del personale”

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22 ottobre 2014

Da Leonardo Bartolucci, segretario provinciale della Federazione italiana meccanici della Cisl Marche, riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato sulla Benelli QJ:

Benelli QJPESARO – “Se la politica è un punto di riferimento dei vertici cinesi della Benelli QJ, al Sindaco e al presidente della Camera di commercio di Pesaro la Fim Cisl chiede di attivarsi per evitare una riorganizzazione che contenga riduzioni di personale e disinvestimenti sull’azienda pesarese”.

Non ci stupisce che la prima preoccupazione dei vertici cinesi della Benelli QJ nel presentare il loro piano di riorganizzazione sia stato quello di rivolgersi al Comune di Pesaro e al presidente della Camera di commercio di Pesaro. Anche al momento dell’acquisizione del sito pesarese avevamo assistito alle stesse dinamiche con le istituzioni sopra menzionate che si prodigavano per apparire come i fautori di una mediazione importante per garantire un futuro a quell’azienda motociclistica che rappresentava un marchio storico, sicuramente tra i più importanti dell’industria provinciale. Peccato che di quel piano industriale che i cinesi ci presentarono ben poco è stato fatto in termini di investimenti, di innovazione tecnologica, di nuovi prodotti da presentare nel mercato, di ampliamento della rete commerciale      addirittura in quell’occasione si parlava anche di un ritorno dalle gare motociclistiche per far credere ad un’idea di sviluppo tecnologico dello stabilimento di Pesaro, (nella realtà è dal 2005 che l’azienda non progetta un nuovo modello e fa solo restyling, la produzione delle moto non ha mai superato i 2.000 pezzi l’anno, al di sotto di quello previsto sul piano industriale) che invece ha visto nel tempo perdere tante professionalità importanti al suo interno, magari perché non allineate alle scelte della direzione cinese. Dall’inizio ad oggi l’utilizzo degli ammortizzatori sociali è stata una costante con la quale hanno avuto a che fare i lavoratori della Benelli QJ.

Già nel 2009 come sindacati, per superare i nostri interlocutori sul territorio, avevamo coinvolto il Comune e la Camera di commercio, in occasione di un loro viaggio in Cina, per recapitare ai vertici cinesi nella figura del presidente Lin Hua Zhong le nostre preoccupazioni sul futuro del sito pesarese rispetto a quello che stava succedendo. Anche in quell’occasione ci fu risposto che pur prendendo atto delle difficoltà del momento, avrebbe operato con “progetti di rilancio per il marchio pesarese, a partire da una più capillare rete di vendita in Europa e dall’imminente lancio di nuovi modelli”.

Oggi la Fim Cisl chiede al sindaco di Pesaro e al presidente Drudi, che come noi hanno sentito tante promesse alle quali sono seguiti pochi fatti, di attivarsi con tutti gli strumenti possibili, di cui già ci ha dato evidenza di avere, per interloquire con il presidente e con i vertici del gruppo al fine di evitare una riorganizzazione sul personale che rischia di diventare il segno evidente di un declino del sito pesarese, utile al solo interscambio commerciale con i prodotti cinesi.

Per il segretario della Fim Cisl Leonardo Bartolucci ”occorre veramente che si scommetta sull’azienda Benelli QJ di Pesaro, e non solo sul suo marchio, con un vero progetto industriale fatto di veri investimenti.

Se questo non avverrà sarà una sconfitta anche della politica pesarese, visto che dopo gli “onori” ricevuti al momento dell’insediamento di questa proprietà, oggi deve assumersi le responsabilità e gli “oneri” per evitare che un’altra azienda storica e di grande valenza simbolica si aggiunga alla desertificazione industriale del nostro territorio”.

Giovedì 23 ottobre è stata convocata l’assemblea dei lavoratori, in cui insieme alle organizzazioni sindacali Fim Cisl e Fiom Cgil, si deciderà la strategia e le iniziative di mobilitazione da intraprendere”. Il segretario generale della Fim Cisl Leonardo Bartolucci.

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