Casa mandamentale di Macerata Feltria, interrogazione della Ricciatti: “Chiuderla va contro ogni principio meritocratico”.

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23 ottobre 2014

MACERATA FELTRIA – “Si parla tanto di criteri meritocratici nel taglio della spesa, ma nella traduzione in fatti i tagli sono sempre lineari e penalizzano paradossalmente le realtà più d’avanguardia”. Usa parole dure l’On. Ricciatti (Sel) sulla prevista chiusura della Casa Mandamentale di Macerata Feltria.

Lara Ricciatti davanti alla Camera dei deputati

Lara Ricciatti davanti alla Camera dei deputati

La deputata di Sel ha presentato questa mattina una interrogazione parlamentare per chiedere al Ministro Orlando di rivedere la sua posizione, agevolando una soluzione che possa non solo salvaguardare, ma addirittura valorizzare quella esperienza.
La Casa Mandamentale di Macerata Feltria é, infatti, considerata unanimemente una delle esperienze di politica penitenziaria più avanzate in Italia, consentendo la rieducazione dei detenuti attraverso il lavoro agricolo e favorendo il loro reinserimento nella società.

La soppressione dell’istituto é stata disposta con un decreto ministeriale dello scorso marzo, a seguito del quale si sono alzate diverse voci autorevoli, tra le quali quella del Garante dei diritti dei detenuti delle Marche, Italo Tanoni, a favore del mantenimento dell’istituto.

Nella interrogazione parlamentare presentata oggi, Ricciatti chiede al Ministro di valutare la possibilità di convertire la struttura e di non disperdere gli investimenti effettuati e l’esperienza accumulata in questi anni.
Tra le ipotesi di riconversione possibili quella di trasformare la struttura in Istituto a Custodia Attenuata dedicata alle detenute madri.

“Ho ricordato al Ministro Orlando il suo stesso impegno a favore dell’introduzione del lavoro in carcere – spiega la deputata di Sel – sembra un controsenso pensare di chiudere una realtà come questa. Mi auguro che la mia interrogazione possa contribuire, insieme agli sforzi congiunti delle altre istituzioni territoriali, dei sindacati e degli addetti ai lavori, a determinare un ripensamento del Ministro. L’Italia cambia davvero se si riorganizza la spesa pubblica partendo dalle esperienze migliori, non chiudendo proprio quelle”.

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