Ricci e la variante che riduce il consumo di suolo: «109 ettari di costruito in meno»

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23 ottobre 2014

PESARO – C’è il via libero definitivo della giunta comunale per la maxi-variante sostanziale che riporta 109 ettari edificabili a destinazione agricola. Nove le aree interessate: «Un altro intervento importante per la riduzione del consumo di suolo», commenta Matteo Ricci. Segnale dei tempi? Il sindaco la vede così: «Sicuramente è un portato della crisi economica. Le richieste provengono dai cittadini. E in tanti, ora, non vogliono più pagare l’Imu per terreni su cui non partono più cantieri per residenziale, commerciale o terziario. E’ anche vero, però, che dal punto di vista urbanistico si tratta di un aspetto sano, rispetto alle previsioni eccessive schiacciate su modelli di sviluppo ormai superati». Quindi si sta tornando indietro: «E per chi, come noi, punta ad un’edilizia nuova, a costruire nel costruito e a un modello di sviluppo differente, la delibera approvata oggi è la dimostrazione che stiamo andando nella direzione giusta». Tecnicamente, la variante è ora attesa dal passaggio in consiglio comunale per l’adozione definitiva. Poi lo step finale, con l’approvazione dell’assemblea, preceduta dalla valutazione della Provincia. Tra le aree del pacchetto, il cui iter è scattato nel 2014, anche la ‘Fornace Mancini’ in via dell’Acquabona, il ‘Parco Fluviale II il Golf’ a Borgo Santa Maria e una porzione di terreno all’interno della ‘Piattaforma logistica’ di via Pertini, oltre a zone sulla Montelabbatese e in Strada Cerreto, Strada Roncaglia e Strada Ferrata. Ma in fase di controdeduzioni, la giunta Ricci ha accolto altre due delle sei richieste pervenute, per l’eliminazione di una concessione convenzionata in strada Santa Maria dell’Arzilla e per un ulteriore stralcio sull’area della Montelabbatese già considerata. Così, con questi nuovi innesti, la somma degli addendi convertiti da edificabili ad uso agricolo recita 109 ettari.

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