Consiglio, unanimità per la variante che trasforma 109 ettari da edificabili ad agricoli. Ecco le 9 aree interessate

di 

27 ottobre 2014

PESARO – In consiglio comunale passa all’unanimità l’«adozione definitiva» della maxi-variante sostanziale che riconduce 109 ettari edificabili a destinazione agricola. Un iter partito nel gennaio 2014 che ora, dopo la fase di controdeduzioni, presenta nove aree interessate, tra cui ‘Fornace Mancini’ in via dell’Acquabona e ‘Parco Fluviale II il Golf’ a Borgo Santa Maria. Oltre a una porzione di terreno all’interno della ‘Piattaforma logistica’ di via Pertini e zone su Montelabbatese, Strada Cerreto, Strada Roncaglia, Strada Ferrata, Strada Santa Maria dell’Arzilla. Nel dibattito, Remo Giacchi (Fi) si dice «scettico», perché «per la riduzione del consumo di suolo gli interventi non possono essere sporadici e occasionali. Così non si risolve il problema.

Primo consiglio comunale Matteo Ricci

Ricci vota

Il procedimento dovrebbe essere organico, ci vuole una normativa deliberata che diventi progetto comunale». E Alessandro Bettini (Fi) domanda: «Che impatto ha l’operazione per il bilancio comunale, considerando che non sarà più pagata l’Imu sulle aree? Sono comunque terreni con bassa capacità edificatoria. Non sia un alibi per concedere poi, in futuro, compensazioni su aree fabbricabili». Per l’assessore Stefania De Regis, tuttavia, «la monetizzazione non è un parametro urbanistico. Si guarda alla previsione di sviluppo». Precisa Matteo Ricci: «E’ un atto che si sposa con la riduzione del consumo di suolo e con il ‘costruire nel costruito’. Per questo lo accogliamo positivamente: rispetta la nostra impostazione, anche se è, in parte, frutto del cambiamento dei tempi e dell’andamento dell’economia. Ma contestualmente va verso un modello di sviluppo differente rispetto alle previsioni urbanistiche superate, che appartengono al passato. In futuro, verso questa direzione, daremo spazio ai Poru: per noi sono uno strumento interessante». Lo step finale per la variante sarà il nuovo passaggio in consiglio per l’approvazione, dopo la fase di valutazione della Provincia.

Cartelli. Via libera dell’assemblea alle modifiche del regolamento per l’applicazione dell’imposta sulla pubblicità (voto contrario dell’opposizione; si astiene Anna Maria Renzoni di Forza Italia). Si amplia così da 900 a 1080 metri quadrati la superficie massima prevista per gli impianti pubblicitari della dimensione di 18 metri quadrati (sei metri per tre, ndr), da concedere ai privati per affissione diretta e pubblicità. Nota il comandante della polizia municipale Gianni Galdenzi: «La vecchia misura non è sufficiente ad accogliere la domanda delle imprese». Inoltre: «Non c’è più motivo di impedire l’installazione degli impianti pubblicitari in via Montefeltro: in maniera indiretta ci sono già tanti impianti pubblicitari, è una zona densa di attività commerciali e produttive e insegne d’esercizio che non possono essere vietate. Sembrava quindi un ‘non senso’. Così andiamo incontro alle necessità degli operatori economici e a un mercato pubblicitario che cambia».
Non condivide Federico Alessandrini (M5S): «Sono altri dieci cartelli in più. Facciamo l’assessorato alla Bellezza poi mettiamo cartelli sui cartelli? Ce ne sono già tanti con spazio disponibile. Si vuole rimediare agli sbagli di programmazione ma la cartolina di Pesaro non è un cartellone pubblicitario». Matteo Ricci distingue: «In questo caso |c’è un esigenza dovuta all’evoluzione del mercato pubblicitario. Dobbiamo eliminare tutte le affissioni? Altra questione è il tema della ‘Bellezza’, che per noi resta una necessità. Abbiamo bisogno di sviluppare un progetto di arredo urbano a partire dal city brand. Sarà il marchio della città, che legherà la linea di comunicazione anche per cartellonistica e tabelloni». Marco Perugini (Pd): «Siamo a favore perché il regolamento ci tutela dalle improvvisazioni. La richiesta di modifica? Proviene dallo studio che è stato fatto sul tema».
Convenzione. Approvata all’unanimità la convenzione per tre anni con Vallefoglia destinata al trasporto degli alunni residenti a Ginestreto (investimento annuale di 10mila e 300 euro, ndr). Ceccarelli: «Rientra nella rete di collaborazioni tra Comuni, per affrontare le problematiche del trasporto relative ad alunni che frequentano scuole in Comuni diversi rispetto a quello di residenza». Si guarda, in merito, anche alla «positiva esperienza con l’ex Comune di Sant’Angelo in Lizzola» che, dal 1998 al 2014, grazie a convenzioni ad hoc, «ha provveduto al trasporto di alunni residenti a Ginestreto».
In apertura, l’interrogazione di Dario Andreolli (Ncd) e Roberta Crescentini (Siamo Pesaro) sulle spese sostenute da Pesaro Parcheggi per il progetto del parcheggio interrato di viale Trieste. Risponde Daniele Vimini: «Le spese? Ammontano globalmente a circa 96mila euro. Anche se non si è andati avanti con l’opera, il 70 per cento dell’impegno finanziario sostenuto per lo studio tornerà utile a Pesaro Parcheggi e Comune, in vista della riqualificazione dell’arredo e di una pedonalizzazione possibile e parziale della zona. In particolare il riferimento è alle indagini su terreno, viabilità e traffico». Crescentini commenta: «Soldi spesi per nulla. Per noi è mancata visione e carenza di programmazione. Pesaro Parcheggi ha 200mila euro di utili. Il 60 per cento degli incassi sui parcheggi derivano dalla sosta a pagamento blu. Riduciamo le tariffe e sosteniamo il rilancio e le politiche di accoglienza».
(f.n.)

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>