Consultinvest: c’è tanto da lavorare ma stavolta la reazione c’è stata

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27 ottobre 2014

VuellePESARO – Se avete spento il televisore o la radio dopo i primi venti minuti vi possiamo anche capire, perché il rischio di un’altra débacle come quella di Brindisi era veramente dietro l’angolo dopo un primo tempo giocato in maniera indecorosa dalla Consultinvest, surclassata da Avellino e completamente in balia delle sue insicurezze, con errori a mezzo metro dal ferro, rientri difensivi quattro contro due e nessun accenno di un basket perlomeno decoroso. Ma chi ha avuto il coraggio di rimanere davanti agli schermi di Tvrs nei secondi 20 minuti è stato premiato dalla reazione che ha avuto la Vuelle nella ripresa, nella quale ha giocato ad armi pari con l’avversaria trascinata dal talento di LaQuinton Ross e dalla solita prestazione tutta grinta di capitan Musso.

Intendiamoci, la partita è sempre stata nelle mani dei padroni di casa, ma se Pesaro non avesse completamente toppato l’impatto col match, la Sidigas non avrebbe così facilmente guadagnato i primi due punti del suo campionato, vittoria che la Consultinvest continua a inseguire e che difficilmente troverà nella prossima trasferta di sabato sera a Reggio Emilia.

La partita di Avellino offre diverse chiavi di lettura: la prima è che in questo campionato le squadre di metà classifica non sembrano così imbattibili per le formazioni di terza fascia, perché sia la Sidigas che Varese erano alla portata anche di questa versione confusionaria e “work in progress” della Consultinvest che, giocando praticamente con soli due uomini, si è trovata in Irpinia a sette punti e palla in mano a meno di tre minuti dalla sirena, in un match dove ad Avellino sono entrati anche diversi canestri in maniera rocambolesca, mentre la Vuelle ha fallito almeno tre o quattro rigori a porta vuota.

Altra chiave di lettura possibile del match: è ormai chiaro che a questa Consultinvest manchi un numero quattro di ruolo, problema acuito dall’assenza per infortunio di Crow, alle prese con una brutta infiammazione al ginocchio che rischia di metterlo fuori gioco per qualche settimana. Perché Ross è un “all around” in grado di ricoprire il ruolo temporaneamente in fase offensiva, ma in difesa non è in grado, o forse non ha voglia, di marcare efficacemente le ali grandi avversarie, e Reddic più lo vediamo giocare e meno ci convince come numero quattro, mentre da centro può diventare un’importante arma tattica. Il mercato offre Michele Antonutti, liberatosi dal contratto oneroso con Reggio Emilia e in procinto di firmare con Forlì in Legadue, ma in Romagna per poter tesserare un nuovo giocatore devono prima onorare delle vecchie pendenze economiche e Pesaro potrebbe inserirsi nella trattativa, con il vantaggio di potergli garantire una ventina di minuti in serie A.

Infine è innegabile come Kendall Williams non sia ancora calato nella realtà europea, dove al playmaker si chiede prima di produrre punti e poi di produrre gioco. Il numero doppio zero biancorosso ragiona ancora con la mentalità del college, dove il regista è al servizio della squadra, mentre in Italia devi anche segnare una quindicina di punti a serata, senza rifiutare tiri comodi per improbabili passaggi esterni ai tuoi compagni. Ad Avellino Williams, dopo aver regolarmente battuto l’avversario diretto per cinque o sei volte, con un’autostrada a tre corsie davanti a sé, invece di attaccare il ferro ha preferito scaricare il pallone ai compagni che non sono mai riusciti a finalizzare l’azione.

I PIU’…

Laquinton Ross
Dopo aver toppato le prime due uscite in maglia biancorossa, Ross tira fuori tutto il suo repertorio tecnico, con il suo gioco fatto di uno contro uno in avvicinamento al ferro, alla ricerca del contatto con l’avversario (sette falli subiti) per procurarsi tiri dentro l’area colorata, alcuni anche in maniera rocambolesca. I 23 tiri presi possono sembrare esagerati, ma Ross è quel tipo di giocatore che ha bisogno del pallone in mano per rendersi pericoloso. Un accentratore più che un finalizzatore, se magari si ricordasse ogni tanto anche di difendere potrebbe essere la vera nota positiva della stagione.

Bernardo Musso
E’ migliorato nella tecnica di tiro il capitano biancorosso, in grado quest’anno anche di prendersi tiri dietro il blocco e non solamente in transizione, bravo anche nel trovare un paio di canestri di rapina su rimbalzo offensivo.

O.D. Anosike
Quanto ci manca! 10 punti e ben 19 rimbalzi per Oderah che è apparso migliorato anche in alcuni movimenti offensivi. Contenderà fino all’ultima partita il titolo di miglior centro del campionato al milanese Samuels.

…E I MENO DELLA SFIDA AVELLINO-PESARO

Primo tempo
La Legabasket ci farà sapere se avere chiuso i primi venti minuti con una valutazione complessiva di 1 (uno) farà entrare la Consultinvest nel libro dei record negativi, ma fare peggio non era facile, con soli 21 punti segnati, il 25% dal campo e una confusione sul parquet da amichevole estiva.

Tommaso Raspino
Sbaglia due appoggi al tabellone che sembravano canestri fatti, da tre fallisce anche se completamente libero e in 17 minuti cattura un solo rimbalzo. Che non fosse un fenomeno lo sapevamo, ma Tommaso è in grado di esprimersi molto meglio di così.

Judge-Reddic
In estate avevamo detto che la coppia composta da Judge e Reddic poteva “valere” una volta e mezzo Anosike, ma il confronto diretto è stato impietoso, con il neo avellinese che ha dimostrato di poter fare reparto da solo, mentre per adesso i due lunghi pesaresi faticano a fare per uno.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Da dove si deve ripartire per risalire la china? Dalla difesa a zona, schierata magari più per disperazione che per convinzione, ma che ha dimostrato che questi ragazzi sono in grado di apprendere nuove nozioni tecniche, se messi in condizione dal loro coach. Si deve ripartire dai margini di miglioramento evidenti di una squadra che un mese fa non era ancora in grado di reagire a dei break negativi e che magari tra un mese sarà in grado di piazzarlo lei un break positivo. Si deve ripartire da un Ross finalmente propositivo, capace di far male a qualsiasi difesa con il suo gioco in avvicinamento al canestro. Si deve ripartire da una difesa che, dopo aver subito oltre 90 punti di media nelle prime due partite, è riuscita a tenere gli avversari sotto quota 70, con soli 29 punti subiti nella ripresa. Si deve ripartire dal secondo tempo di Avellino, giocato con il piglio giusto con giocate tecniche anche apprezzabili e soprattutto si deve ripartire da un coach in grado di trasmettere il maggior numero di nozioni in tempi brevissimi ad un gruppo bisognoso di apprendere, per poter esprimere sul parquet un potenziale latente che attende solo di essere innescato. Se questo allenatore sarà Dell’Agnello bene, altrimenti ci si dovrà guardare intorno il  prima possibile, perché il tempo corre e la classifica continua ad essere deficitaria.

Purtroppo l’unica certezza è che la Consultinvest dovrà ripartire dalla trasferta quasi proibitiva di sabato sera a Reggio Emilia, campo difficilissimo da espugnare, con il serio rischio di una partenza zero-quattro che la lascerebbe forse da sola all’ultimo posto, ma tanto lo sappiamo da due mesi che c’è tanto da lavorare.

DAGLI ALTRI PARQUET

In attesa del posticipo tra Sassari e Brindisi, Milano conquista il primo posto solitario dopo la netta vittoria ottenuta su Venezia con il solito Samuels grande protagonista. Nell’anticipo di sabato Reggio Emilia, in una partita infinita, aveva avuto ragione di Varese dopo tre tempi supplementari, mentre prosegue il buon momento di Cremona che vince a Pistoia la sua seconda trasferta consecutiva. Primi due punti in serie A per Trento che acuisce la crisi di Cantù, con Bologna che si impone nel match casalingo contro Caserta, lasciando i campani a quota zero insieme a Capo D’Orlando, battuta in casa nel finale dall’Acea Roma.

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