Forlani torna a parlare per Report: “Renzi? Un nipotino di Fanfani. La corruzione di oggi non è figlia della mia generazione politica”

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27 ottobre 2014

Ottantanove anni ma stessa voglia di dire solo lo stretto necessario. Diciamo “una facoltà di non rispondere” applicata alla Tv, del poter andare avanti senza dire nulla, o poco, per ore. Arnaldo Forlani, uno dei massimi esponenti della Dc pre tangentopoli, è tornato a parlare, a modo suo: a intervistarlo Milena Gabanelli per Report.  “Il mio processo? Un fatto ambiguo e che rimane avvolto nell’ambiguità quando la giustizia viene utilizzata senza critieri di obiettività, se persegue obiettivi politici non è più giustizia. Di Pietro? Personaggio avventuroso, che ha realizzato obiettivi politici finendo in una posizione di non grande interesse. In politica è necessario temperare certi giudizi, per non venire meno alle esigenze di rispetto. Per chi ci crede”.

Forlani ieri sera a Report

Forlani ieri sera a Report

La Gabanelli lo incalzato in tutte le maniere: per 35 anni è stato nella stanza dei bottoni, non si è mai accorto che giravano stecche? “No – la risposta – spesso per la lotta politica, per lo scontro dei partiti, non è che facilmente c’era chi era disposto ad ammettere di aver aiutato un parto piuttosto che un altro”. Ma non era semplice aiuto: c’era poi il tornaconto dell’imprenditore… “Che ci siano stati anche questi tentativi illegali…  è un altro problema. La vicenda delle incriminazione dei segretari dei partiti politici si riferiva a un finanziamento dato ai partiti mentre adesso, mi pare, prevalgano aspetti personali, individuali. La corruzione di oggi non è figlia delle mia generazione di politici? No, non ci sentiamo responsabili. In reatà non bisogna dimenticare che quel passato coincinde con il più grande processo di trasformazione della società italiana. Da noi in poi c’è stato sempre il disprezzo cronico del merito nei posti di potere? Non credo, sarà l’opinione pubblica a giudicare…”.

Poi, la domanda diretta: cosa ne pensa di Renzi. Forlani si sbilancia un po’ di più. “Non lo conosco. L’impressione, mi sembra, è di un nipotino di Fanfani. Rispetto al Pd mi pare si presenti come elemento di rinnovamento e stimolo. Che non è di per sé positivo. Anche il fascismo o naziolsocialsimso sono stati innovativi…”.

Caso Moro: che ruolo ebbero gli Usa nelle trattative? “E’ un’affermazione che non ha fondamento quella che Usa e Governo non volevano liberazione. Se ne occupò Cossiga, e non credo che Cossiga abbia mai dato informazioni in merito… Abbiamo fatto il possibile, forse non l’abbiamo fatto bene… Ma non ci sono elementi per giudicare il nostro comportamento doloso… Altre cose le dirò nell’altro mondo”.

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