Per il pomodoro c’è un nuovo seme: tra i premiati da Confindustria anche un biotecnologo pesarese

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27 ottobre 2014

Confindustria premia gli imprenditori di domani

Confindustria premia gli imprenditori di domani

PESARO – Un nuovo seme ibrido di pomodoro per eliminare la fase di impollinazione manuale, attuale sistema di riferimento, con il relativo taglio degli elevati costi di manodopera. E’ quello messo a punto da tre giovani biotecnologi, premiati questa mattina da Confindustria nell’ambito della seconda edizione di “E se funzionasse?”.

Il pesarese Luca Pierantoni, il forlivese Enrico Belfanti e il bolognese Luca Piersanti hanno messo a punto un progetto denominato SeminaTo che ha riscosso l’entusiasmo degli industriali. Delle 54 proposte imprenditoriali presentate, 34 erano della provincia di Pesaro e Urbino, di cui 13 selezionate per l’incontro con i finanziatori Azimut Holding, M31, JCube e The Hive Fvb. Solo 5 si sono giocate il premio finale, vinto come detto dai tre biotecnologi che hanno ideato SeminaTo.

“La parola innovazione piace così tanto che viene persino abusata quando si ferma alle buone intenzioni – il commento di Carlo Renzi, presidente del gruppo Giovani imprenditori di Confindustria – Con la nostra iniziativa, vogliamo percorrere la strada del fare: premiamo i progetti più innovativi, facendoli incontrare con i potenziali investitori, con chi è disponibile a mettere dentro risorse e non solo belle parole”.

E se funzionasse?

E se funzionasse?

Dal matching, la giuria tecnica, composta da professionisti della valutazione di startup, ha eletto come detto come vincitore un team composto da tre biotecnologi, Enrico Belfanti (Forlì), Luca Pierantoni (Pesaro) e Luca Piersanti (Bologna). Con la trasformazione in impresa del progetto SeminaTo avremo un nuovo seme ibrido di pomodoro in grado eliminare la fase di impollinazione manuale, attuale sistema di riferimento, con il relativo taglio degli elevati costi di manodopera. “Non ce l’aspettavamo – hanno detto i tre vincitori -, abbiamo iniziato quasi per gioco e poi, passo dopo passo, il nostro sogno si è avverato. Può diventare un’azienda? Lo speriamo: il nostro è un settore, tra i punti di forza italiani, che ha un mercato internazionale e dove un’azienda giovane ha maggiori possibilità di crescere”.

‘E se funzionasse?’ è stata anche l’occasione per coinvolgere imprenditori e giovanissimi potenziali imprenditori nell’assegnazione di ulteriori due premi: quello della giuria degli imprenditori è andato a Stefano Supino (Formia) e Alessandra Moscatelli (Pesaro), con il progetto Diarymed, un portale web per facilitare l’incontro tra offerta di servizi sanitari e persone che hanno la necessità di cure; il premio della giuria composta dai giovani imprenditori di domani è andato a Pietro Lo Mastro (Orbassano), con il progetto E.Horeca, un portale web per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di personale qualificato nel settore hotel, ristorazione e catering.

Per Renzi, “la qualità delle idee è in crescita rispetto all’anno scorso, quando, dentro alla crisi, pensavamo che nessuno volesse rischiare: né di lavorare a un progetto innovativo, né di finanziarlo”. “La verità è che in tanti, soprattutto giovani, tentano di spiccare il volo – aggiunge -: ci siamo trovati di fronte a decine di ‘menti aperte’, di uomini e donne pronti ad affrontare anche il rischio del fallimento della propria idea. E sono diversi anche coloro che si dicono pronti a investire in risorse economiche, entrando in gioco perché le buone idee possano avere solide fondamenta”.

 

“Nonostante gli investimenti in innovazione non siano tra i punti di forza del nostro Paese – sottolinea Massimiliano Londei, project manager di ‘E se funzionasse?’ che definisce il format di ogni edizione e coordina l’esecuzione di tutte le fasi -, siamo rimasti soddisfatti nell’esaminare idee e progetti di spessore e utilità, ognuno a modo suo, presentati da persone che non si arrendono di fronte all’idea di un’Italia il cui modello di sviluppo è in crisi da anni”.

Dieci anni fa, anche Carlo Renzi e Massimiliano Londei sono stati startupper, il primo con Daniele Prioli ha fondato Geocom e il secondo con Flavio Tonetto ha fondato Sinergia: quattro imprenditori che, in barba alla crisi, hanno colto le opportunità, quattro esempi che si spera vengano imitati da tanti altri.

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