Volley Pesaro, la soddisfazione di Matteo Bertini: “Abbiamo difeso l’impossibile”

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27 ottobre 2014

PESARO – Clima di festa a Campanara. Salvia e compagne sono prese d’assalto dai tifosi, soprattutto dalle giovanissime pallavoliste che sperano di tornare a casa con una foto ricordo. E’ la bellezza del volley, sconosciuta ad altri sport (rugby escluso), dove a fine gara si deve correre negli spogliatoi per evitare insulti e lancio d’oggetti. Qui non ci sono laser puntati sul portiere avversario o su chi s’accinge a calciare un rigore. Qui solo flash per le foto…

La concentrazione di Francesca Babbi (Dalla pagina Facebook del Volley Pesaro)

La concentrazione di Francesca Babbi (Dalla pagina Facebook del Volley Pesaro)

Mentre le sue ragazze sono circondate da tanto affetto, Matteo Bertini è attorniato dai giornalisti. Sembra di essere tornati indietro nel tempo, e non solo perché Chiara Di Iulio, fresca di vittoria in Supercoppa con Piacenza, arrivata a salutare la sorella Isabella, ricorda quando giocava a Pesaro con Ze Roberto. L’allenatore di Marotta è visibilmente soddisfatto. Ottimo l’avvio, grande la reazione alle difficoltà del secondo set.

“Nell’ultima parte del terzo set abbiamo espresso il nostro potenziale con una miriade di difese fatte bene che ci hanno consentito di giocare veloce anche in contrattacco. E’ un aspetto su cui stiamo lavorando: sono molto contento”.

Primo e quarto set davvero eccellenti. Avete concesso briciole alle fiorentine.
“Io credo che ci siano tanti meriti nostri, perché abbiamo difeso l’impossibile, tirando su qualche palla che era già a terra”. In cronaca non abbiamo sottolineato – colpa nostra – una difesa incredibile di Sara Zannini, che con Babbi e Bellucci ha cambiato volto a una squadra che – semplice constatazione, nessuna dietrologia – l’anno scorso faticava in ricezione e non sempre era puntuale in difesa.

“Secondo me – aggiunge Bertini – la difesa è stata importante, facendole innervosire, obbligandole a cambiare colpi in attacco. E di conseguenza spingendole all’errore. Non è facile cambiare colpi durante una partita, se non si è abituati a farlo”.

C’è stato un momento in cui avete sofferto uno schema toscano: l’opposta Cheli scambiava – repentinamente – posizione con la centrale e attaccava da posto 3 anziché da 2.
“Sì, vero, è una caratteristica che pure conoscevamo, ma abbiamo sbagliato un paio di scelte, perché non dovevamo marcarle in un modo che ha consentito loro di liberarsi. Se le fai giocare con la palla in mano, diventano una squadra rognosa, ostica, difficile da affrontare. E’ accaduto soprattutto nel secondo set, quando abbiamo rallentato il lavoro in battuta, consentendo a Firenze di prenderci le misure”.

La differenza tra ciò che si pensa fuori e chi agisce in campo è evidente: in tribuna stampa ci siamo detti, davanti alle difficoltà offensive del secondo set, quando faceva punti solo Mezzasoma (9), mentre faticavate da posto 4, tanto che Bellucci ha chiuso il parziale con 1 punto (a muro) e Babbi con 3, che più prima che poi avrebbe proposto Martina Bordignon, importante nel successo a San Giustino. Invece lei ha continuato a dare fiducia alle due titolari ed è stato ripagato da uno straripante finale di Francesca Babbi e dalle incredibili parallele di Valentina Bellucci.
“Non soffrivamo in ricezione, eravamo equilibrate ed ero indeciso su chi cambiare. Dietro, Valentina stava facendo un lavoro semplicemente strepitoso e davanti Francesca ci dava qualità. Lo confermo: sono stato indeciso fino alla fine se mettere Martina, non dimenticando che lei non è un cambio, ma una titolare in più. Ho aspettato, ricevendo buone risposte da Francesca anche in seconda linea e da Valentina anche in prima linea con i suoi colpi che fanno impazzire il muro-difesa avversario. Così non c’è stato più bisogno di cambiare”.

Si è vista l’Elisa Mezzasoma che sognavate quando avete scelto di portarla a Pesaro.
“Sì, la bella copia, perché lei deve imparare a gestire anche le palle alte, tirando forte. Mezzasoma ha tutte le qualità per farlo, il suo braccio è micidiale. Con lei stiamo lavorando tanto anche dalla seconda linea. Sono contento che abbia fatto molto bene anche da questa parte di campo. Dobbiamo migliorare l’intesa con Isabella, ma siamo a buon punto…”.

A proposito: 6 punti in cassaforte, in vetta alla classifica, anche se terzi per il quoziente set.
“Abbiamo conquistato 3 punti contro una squadra che non più di 10 giorni fa aveva superato nettamente San Giustino in amichevole. Viste le difficoltà incontrate la scorsa settimana in Umbria, possiamo essere solo soddisfatti. Mi chiedete della lettura del gioco con le centrali? Vi rispondo così: abbiamo un tipo di gioco diverso, a me piace fare scelte coraggiose, talvolta rischiando brutte figure. Se rimaniamo senza muro, la colpa è mia, perché chiedo alle ragazze di provare qualcosa di diverso. Talvolta riesce, altre no, ma se osservate bene sono più i muri a due che a le difese senza muro. A me piace lavorare così”.

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