Confcommercio: “Destagionalizzare l’attività di bagnino, l’ingordigia di una categoria condivisa dai politici”

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28 ottobre 2014

Confcommercio

 

Ci siamo. Dai tempi immemori eravamo già convinti che saremmo arrivati a questo punto. I bagnini stanno chiedendo l’impossibile per far diventare possibile ciò che non può essere.

Dopo aver ricevuto le licenze pseudo ristorative tempo fa, dopo aver richiesto di aumentare l’orario di apertura delle loro attività accessorie (bar gastronomici), dopo aver richiesto di poter trasformare le serate di accoglienza, dopo aver chiesto di procrastinare la chiusura delle stesse, dopo aver chiesto di tutto e di più, oggi siamo arrivati alla richiesta scioccante di destagionalizzare l’attività di bagnino.

Amerigo Varotti, direttore Confcommercio Pesaro e Urbino

Amerigo Varotti, direttore Confcommercio Pesaro e Urbino e vicepresidente Camera di commercio

E’ irritante vedere come l’ingordigia di una categoria possa arrivare a non rispettare più nulla e nessuno e cosa che ancor più ci scandalizza è notare come alcuni politici pensino di accompagnare e condividere questa richiesta illogica e irrispettosa.

Illogica perché l’attività ristorativa tutto l’anno non sarebbe più legata all’attività prevalente che è quella di bagnino (non crediamo che nessun stabilimento balneare potrebbe garantire ombrelloni o il bagnino di salvataggio a dicembre…) ma sarebbe un’attività in più che verrebbe “regalata” a chi già ne ha una decisamente lucrativa.

Irrispettosa perché si andrebbe ad aumentare un settore ristorativo già abbondantemente saturo e tutto ciò creerebbe danni a chi oggi fa già fatica a mantenere in piedi la propria attività per effetti di una crisi troppo pesante.

Crediamo che le continue richieste da parte degli operatori balneari debbano avere una fine.

I bagnini sanno che fanno parte di un sistema turistico condiviso da varie categorie di operatori e che ognuna di esse garantisce un servizio qualitativo e che tutte insieme fanno parte del cosiddetto SISTEMA.

Queste richieste che vanno oltre la logica non possono essere accettate.

Ci sembra strano sentir dire che si necessita di garantire un servizio ulteriore ai propri bagnanti quando l’attività balneare è chiusa e ancora di più quando il bar o ristorante non è gestito neanche dagli stessi bagnini durante l’estate.

Qui si tratta solo di concorrenza sleale e di mancanza di rispetto nei confronti di chi da anni gestisce la propria attività ristorativa con serietà e professionalità, nella quale ha destinato la propria vita e ha investito capitali ingenti.

A queste cose dovrebbero pensarci anche quei politici che credono ad una destagionalizzazione come motore turistico di una città, senza pensare che invece la stessa porterebbe ad una despecializzazione e quindi ad una perdita di tutto il sistema turistico nel suo insieme.

Fermiamoci prima che sia troppo tardi….

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