Festival nazionale d’arte drammatica, appuntamento con “Il ventaglio” de La Barcaccia

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29 ottobre 2014

PESARO – Venerdì 31 ottobre alle 21 va in scena al Teatro G. Rossini, per il Festival Nazionale d’Arte Drammatica, l’ultimo spettacolo in concorso: “Il ventaglio” di Carlo Goldoni, rappresentato dalla Compagnia “La Barcaccia” di Verona, regia di Roberto Puliero.

E’ una commedia divertente, scritta nel 1763. Inizialmente un semplice canovaccio, fu rappresentata a Parigi quello stesso anno con gli attori della Comédie Italienne. L’esito fu piuttosto sfavorevole; andò certamente meglio nella versione definitiva rappresentata a Venezia nel 1765. Si tratta del più importante lavoro composto a Parigi durante il definitivo soggiorno del drammaturgo, lontano dalla patria, dalla città della laguna, di cui avvertiva gran nostalgia, consapevole che non vi avrebbe più potuto rimettere piede e provare così quelle stimolanti sensazioni, rimaste sempre ben deste nel suo cuore.

Una scena de Il Ventaglio

Una scena de Il Ventaglio

La vicenda, ambientata in un ipotetico paesino, nei pressi di Milano, è animata da ben 13 personaggi, fra cui gli innamorati Evaristo, giovane assai garbato e Candida, una bella giovane provinciale che ha perduto i genitori e vive con la zia Geltrude; ci sono poi un oste (Coronato), una merciaia (Susanna), una contadinella e un calzolaio anch’essi fra loro spasimanti, tutti paesani che si conoscono a dovere e stanno bene insieme.

Vi sono, altresì, due esempi di nobiltà, il barone del Cedro, che vuol farsi amico il tirchio conte di Rocca Marina, il quale gode di una certa importanza nel paese; in realtà, è un opportunista che appoggia ora l’una ora l’altra persona a seconda delle personali convenienze. Affiora la consueta satira goldoniana nei confronti della decadente nobiltà dell’epoca. In sostanza, è il ventaglio che determina tutta la drammaturgia, è quest’oggetto magico che rivela la vera natura dei vari personaggi, i loro reali sentimenti, scatenando furori, scontri e producendo inevitabili crisi. Goldoni pone argutamente in evidenza i difetti degli uomini, in particolare, la malizia che prende il sopravvento sul buon senso, sulla semplice, comune, realtà. I secoli passano, ma certe debolezze umane sopravvivono sempre, quasi connaturate all’esistenza.

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