Vittorio Sgarbi presenta il libro “Maioliche Ducali e riflessioni ceramiche” di Claudio Giardini

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29 ottobre 2014

URBINO – Un superato pregiudizio culturale, peraltro, diffuso solo nell’Italia del Novecento, ha teso a considerare la produzione della maiolica come un’arte minore. A giudicare dall’ampiezza e autorevolezza dei nomi e delle vicende raccontate e descritte nel volume Maioliche Ducali e riflessioni ceramiche di Claudio Giardini, promosso dall’Associazione “P. Sgarzini” di Urbino ed edito dalla casa editrice Il lavoro editoriale di Ancona, si scopre quanto la produzione di questi oggetti d’arte non abbia mai avuto niente da invidiare alla pittura ed alla scultura, e come sia stata per molti versi un genere prestigioso, sontuosamente impiegato come strumento di propaganda politica e decoro nobiliare, e persino volano di sviluppo economico dei Duchi Della Rovere. I tre saggi di cui si compone il volume mostrano infatti come i duchi abbiano utilizzato la maiolica per promuovere l’immagine e la considerazione del Ducato di Urbino commissionando pezzi e servizi utilizzati come doni per le più importanti corti europee, favorendo in questo modo la conoscenza e la considerazione delle numerose botteghe esistenti nello Stato, che poi ne producevano con profitto per il mercato. Accadde così che intorno al Ducato urbinate si sia coagulata per almeno centoventi anni (1512-1631) la presenza dei migliori ceramisti del tempo che, sulla scia della produzione grafica tesa alla promozione dei capolavori d’epoca, produrranno maioliche dalle cromie sfavillanti stese negli impaginati istoriati o nei decori “a grottesche” così partecipanti della cultura rinascimentale da diventare il sogno di re, imperatori, cardinali, connestabili, nobili ecc… .

Maioliche ducali e riflessioni ceramiche di Claudio Giardini

Maioliche ducali e riflessioni ceramiche di Claudio Giardini

Un superato pregiudizio culturale, peraltro, diffuso solo nell’Italia del Novecento, ha teso a considerare la produzione della maiolica come un’arte minore. A giudicare dall’ampiezza e autorevolezza dei nomi e delle vicende raccontate e descritte nel volume Maioliche Ducali e riflessioni ceramiche di Claudio Giardini, promosso dall’Associazione “P. Sgarzini” di Urbino ed edito dalla casa editrice Il lavoro editoriale di Ancona, si scopre quanto la produzione di questi oggetti d’arte non abbia mai avuto niente da invidiare alla pittura ed alla scultura, e come sia stata per molti versi un genere prestigioso, sontuosamente impiegato come strumento di propaganda politica e decoro nobiliare, e persino volano di sviluppo economico dei Duchi Della Rovere. I tre saggi di cui si compone il volume mostrano infatti come i duchi abbiano utilizzato la maiolica per promuovere l’immagine e la considerazione del Ducato di Urbino commissionando pezzi e servizi utilizzati come doni per le più importanti corti europee, favorendo in questo modo la conoscenza e la considerazione delle numerose botteghe esistenti nello Stato, che poi ne producevano con profitto per il mercato. Accadde così che intorno al Ducato urbinate si sia coagulata per almeno centoventi anni (1512-1631) la presenza dei migliori ceramisti del tempo che, sulla scia della produzione grafica tesa alla promozione dei capolavori d’epoca, produrranno maioliche dalle cromie sfavillanti stese negli impaginati istoriati o nei decori “a grottesche” così partecipanti della cultura rinascimentale da diventare il sogno di re, imperatori, cardinali, connestabili, nobili ecc… .

Tre le tematiche affrontate: il servizio in maiolica di Orazio Fontana e della sua bottega per il cardinale Inigo d’Avalos Aragona al tempo in cui era arcivescovo di Torino (1563-1564). Il servizio in maiolica di Orazio Fontana e della sua bottega donato da Guidobaldo II della Rovere al frate agostiniano Andrea Ghetti da Volterra (1560 ca) con un digressione anche sulla storiella di Raffaello boccalajo urbinate. Nel terzo tema viene recuperata la figura dell’antiquario francese Henri Delange che nel 1853 tradurrà per gli appassionati ed i collezionisti francesi l’Istoria delle pitture in majolica fatte in Pesaro e ne’ luoghi circonvicini di Giambattista Passeri, l’abate pesarese che a metà Settecento aveva dato in qualche modo la stura ad una interessante indagine, madre accettata e contestata della storiografia ceramica moderna e contemporanea. Ne coglierà ad esempio lo spirito George Sand nel suo scritto Les majoliques florentines del 1855.

A dialogare sui contenuti di questo libro venerdì 31 ottobre p. v. alle ore 17,00 presso la Sala Convegni “Giardino d’inverno” del Palazzo Ducale di Urbino e sull’importanza della maiolica al tempo dei Duchi Della Rovere sarà Vittorio Sgarbi nella sua veste di critico d’arte ma anche di Assessore alla Cultura, e alla Rivoluzione, del Comune di Urbino. Con lui oltre all’autore, interverranno il Sindaco del Comune di Urbino, Maurizio Gambini e la Soprintendente ai Beni Storico Artistici delle Marche, Maria Rosaria Valazzi.

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