L’ex rettore Pivato saluta dopo 5 anni: “Il momento più brutto? L’applicazione della riforma Gelmini. Ora, tornerò a insegnare”

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31 ottobre 2014

Stefano Pivato

Stefano Pivato

URBINO – Termina l’avventura in rettorato per Stefano Pivato; 5 anni fa veniva eletto come successore di Giovanni Bogliolo alla guida della Carlo Bo.

Pivato, classe 1950, romagnolo doc storico e saggista mi accoglie nel suo studio in via Saffi per una chiacchierata sull’esperienza di Rettore. Senza trarre bilanci.

RETTORE, QUALI I MOMENTI Più BELLI IN QUESTI 5 ANNI DI LAVORO?

Sono stati tanti e diversi, sicuramente sono 3 quelli che più hanno caratterizzato questi 5 anni; l’assunzione dei precari e la ripresa delle assunzioni de docenti e, naturalmente, l’arresto dell’emorragia del calo di iscrizioni.

RISULTATI IMPORTANTI, MA QUALE, SE C’E’ STATO, IL MOMENTO PIU’ DIFFICILE?

In questi anni di lavoro non sono mancati momenti difficili, sicuramente il momento peggiore è stata l’applicazione della riforma Gelmini. Una riforma entrata in vigore per l’Università il 1 gennaio 2010.

ULTIMO GIORNO NEL SUO STUDIO DI VIA SAFFI. DA LUNEDI’ COSA FARA’?

“Tornerò all’insegnamento” risponde con un gran sorriso.

Lo scorso 29 ottobre, Pivato, ha inoltrato a tutto il personale dell’Ateneo urbinate una lettera di ringraziamento e gli auguri al suo successore, Vilberto Stocchi. A conclusione, nella missiva, una frase di Albert Einstein come augurio:

“L’unica crisi pericolosa è la tragedia di non voler lottare per superarla”.

Dopo il simbolico passaggio del Tocco per l’inaugurazione del nuovo ingresso della principale sede della Carlo Bo, l’ultimo saluto e il benvenuto ufficiale a Stocchi avverrà con una cerimonia nell’Aula Magna del Rettorato alle ore 11 di lunedì 3 novembre.

 

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