(Astro)nave in una foresta: Subsonica conquistano Pesaro con un live super tecnologico. Mega selfie della band a luci accese. LE FOTO

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2 novembre 2014

PESARO – È quasi ipnotica la musica di sottofondo che trasforma l’astronave pesarese, all’apertura dei botteghini, in una surreale sala d’aspetto per almeno 5000 spettatori. Un non luogo dove si incrociano più generazioni: dal padre con il figlio, piccolo, sulle spalle ai giovanissimi, passando per i coetanei, gli over 30, dei Subsonica.

Il palco, prima di tutto: inclinato, con gli strumenti quasi sospesi completamente immerso di schermi al led che riserveranno molte sorprese. Sono le 21.30 quando il palco, come un moderno stargate, inizia a trasformarsi in una mini disco con il tetto led blu, rosso, bianco, viola. Eccolo Samuel che, microfono doppio d’ordinanza in mano, balla come un boxer sul ring al fianco di Davide Boosta Dileo. Il battesimo è Una nave nella foresta tour, che salpa con l’omonimo pezzo, seguito poi da “Tra le labbra”, tutto d’un fiato. “Buonasera a tutti e felice di vedervi – saluta Samuel – Dopo due canzoni ecco Lazzaro: così abbiano imparato a camminare”. Il coinvolgimento è totale. Nonostante i problemi alla batteria, coi tecnici sul palco impegnati ad arginare un terremoto ritmico. “Abbiamo fatto un nuovo album ma ogni nave che parte deve ripartire da quello che ha…”. Un boato accoglie Il cielo su Torino.
Disco labirinto è un vortice di luci verdi e azzurre, anche sul pavimento: i subsonica scendono fino ai bordi del palco. Ossessione si impossessa definitivamente dell’Adriatic Arena (solo 25 euro il biglietto, posto unico: scelta molto apprezzata dai presenti): Up patriots to Arms, di Battiato, è una rivisitazione in salsa disco che fa scattare tutti in piedi prima della pausa lunghissima scandita a ritmo di selfie e coda per la birra al bar. Svelato l’arcano: si riparte con il nuovo singolo “Di domenica” e con tutta la band che indossa le magliette tecnologiche che, per i nostalgici degli anni ’80, fa molto “Automan”: proiettano immagini, colori, persone e parole. Sono le gif mandate dal pubblico su google+ per “Di domenica”, una ballad in perfetto stile Subsonica prima de “I cerchi degli alberi” e “Il tuo paradiso” . Il tetto del palco ora è un ventaglio che si reclina, irto, come un istrice e cambia colori come un pavone. Nel buio, con le maglie da “automan” che continuano a sparare immagini, lo spettacolo è unico. “Il primo paradiso è quello naturale”. Tutto allora diventa significazione, anche il pavimento e il tetto del palco che ruota fino a diventare un muro di led che si frappone tra la band, che ospita Michelangelo Pistoletto, e il pubblico. Boosta trova prolunghe ovunque  per le sue tastiere, salta e compie evoluzioni aree degne di un ballerino, e Istrice viene accompagnato dal battito delle mani di tutti. Ritmo Abarth è dedicata all’icona anni 80 delle auto italiane. Samuel corre per il palco: quando parte Liberi tutti la scossa finale, la benzina su un falò già acceso.  Siamo ai bis: “Siete stati molto caldi, avete prodotto… Odore”. Si ride, il feeling è palpabile con l’arena. Da brividi “Tutti i miei sbagli” unplugghed, poi Microchip Emozionale. Saluti? “No, ne facciamo un’altra”. A luci accese, senza trucchi led. Solo loro e il pubblico. E’ la Perfezione. Con saluti e selfie finale spalle al pubblico. Uno show intenso, carico. Mancano all’appello “Colpo di Pistola” e “Radioestensioni”, la canzone con cui si erano presentati  a Pesaro, in una serata d’estate di 17 anni fa alla Baia Flaminia…

LE FOTO DEL CONCERTO PESARESE DEI SUBSONICA:

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