“Rossini ameno”, sonetti in dialetto pesarese

di 

2 novembre 2014

Tratto da “Rossini ameno – sonetti in dialetto pesarese” di Alessandro Procacci.

Sonetto I

T’un campsant dla Liguria, s’è artroved
Verdi e De Amicis e per un moment
i s’è fermed davanti a un monument
d’un musicista poch classifiched,
(In un camposanto della Liguria, si sono ritrovati / Verdi e De Amicis e per un momento / si sono fermati davanti ad un monumento / di un musicista poco classificato (di poco valore),)

Rossini Ameno

Rossini Ameno

e dop d’avè par un cuncen guarded
‘sta tomba che, fra le atre, verament
la s’presenteva anca più imponent,
Verdi el dmanda cò avria significhed.
(e dopo avere per un po’ guardato / questa tomba che, fra le altre, veramente / si presentava anche più imponente, / Verdi chiede cosa avrebbe significato (rappresentato)).

– Maestro, vede, quella donna là
è l’Arte che ha spezzato, nel dolore,
la cetra che in frammenti a terra sta.

E Verdi: Penso a quando cesserà
a Rossini di battere il gran cuore,
in terra cosa mai si spezzerà?

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