Sylvain Guintoli e l’Aprilia campioni del mondo Sbk

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2 novembre 2014

Sylvain Guintoli è il nuovo campione del mondo della Superbike. Un campione che non ti aspetti, misurato e anche padre di quattro figli. Enzo Ferrari diceva che la nascita di un figlio ad un pilota toglie un decimo al giro ma per il transalpino non è stato così.

E’ arrivato in Qatar, ultima gara dell’anno della Sbk, secondo in classifica e per battere Sykes e la sua Kawasaki doveva vincere entrambe le manche. Le ha vinte.

Sylvain Guintoli, immagine tratta dal Web

Sylvain Guintoli, immagine tratta dal Web

Le ha vinte col suo stile pulito mandando a quel paese tutti quelli, e non sono pochi, che da sempre dicevano che era un pilota “modesto”. Era in sella ad una grande Aprilia Rsv4, questo è vero, ma lui l’ha guidata, mentre il suo compagni di scuderia, Melandri, arrancava nelle retrovie.

Ci ha commosso Guintoli: in tanti anni di corse avevamo versato una lacrima solo altre due volte, sotto il podio di Welkom quando Rossi vinse la sua prima gara con la Yamaha e dal divano di casa mentre vedevamo razzolare in pista il casco del Sic a Sepang.

Oggi l’abbiamo fatto di nuovo quando lui, il nuovo campione del mondo, è andato ad accarezzare i suoi figli e a baciare sua moglie con la naturalezza di un ragioniere che torna a casa la sera dopo una tranquilla giornata di lavoro e bacia la famiglia dopo aver parcheggiato l’auto in giardino.

E un’altra lacrima ci è scappata quando abbiamo visto la moglie di Sykes che, per il motivo opposto, piangeva abbracciando il suo piccolino.

Storie di donne e uomini coraggiosi, storie belle, vissute sul filo dell’equilibrio che in moto non sempre è stabile

Ma ci siamo tirati subito su quando Tom (Sykes) è andato ad abbracciare Sylvain: in quell’abbraccio i due avversari hanno scaricato l’adrenalina di una stagione intensa, nella quale Guyntoli ha recuperato, nelle ultime gare, 40 punti di svantaggio su Sykes.

Da solo visto che il suo compagno di scuderia all’Aprilia non potrà nemmeno vantarsi di averlo aiutato.

Bravo Sylvain e dedicare il titolo a tua moglie :<Che mi ha aiutato nei momenti difficili e mi ha dato serenità> dimostra il valore inestimabile della famiglia, anche per chi come te fa un mestiere difficile, quel mestiere che l’indimenticabile Ezio Pirazzini, dalla colonne del Carlino, identificava come “ Cavaliere del rischio”.

Archiviamo la Sbk per un accenno al Cev, Campionato spagnolo velocità, che oggi è sceso in pista a Portimao. Ha vinto Quartararo ma noi vogliamo segnalarvi la gara di Bulega e Luca Marini.

Nicco” Bulega, pilota dell’Accademia di Vale Rossi si è piazzato secondo disputando una gara maiuscola e il sedicenne figlio d’arte debuttante al Cev, con questo risultato si piazza ottavo in classifica generale a due gare dal termine.

Luca Marini, fratello di Vale Rossi, anche oggi dopo le qualifiche dove aveva conquistato una onorevole quinta piazza, è stato bersaglio della sfortuna.

Partito bene alla terza o quarta curva è stato centrato dall’indigeno Sanchis e atterrato.

Luca è risalito sulla moto che nel botto aveva perso una pedana ed ha ripreso la pista.

Transitato ultimo sul traguardo si è preso la soddisfazione di superare tredici avversari e tagliare il traguardo al 18esimo posto con soli 55 secondi di distacco dal vincitore: bravo Luca

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