Pu24 incontra Nino Vaccarella, “preside volante” e leggenda delle corse

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5 novembre 2014

Non capita tutti i giorni di sedersi ad un tavolo per una chiacchierata con una delle leggende dell’automobilismo: Nino Vaccarella. L’occasione è stata durante la Mostra di Auto d’Epoca di Padova, nello stand dell’ASI dove il Campione siciliano è stato protagonista di un incontro con il pubblico, al termine del quale lo abbiamo avvicinato.

Vaccarella classe 1933, palermitano “doc” soprannominato il “Preside Volante”, essendo rettore del Liceo privato di famiglia, è considerato uno dei più forti piloti italiani di sempre, in particolare con le vetture Sport-Prototipo.

Vaccarella in gara

Vaccarella in gara

Nel palmares conta tre vittorie nella “sua” Targa Florio, 1965,’71 e ’75, oltre a due terzi posti nel 1962 e ’70, e aggiungiamo noi che le vittorie alla Targa potevano essere cinque, sfumate per guasti quando era nettamente al comando. Nel 1964 trionfa nella prestigiosa 24 Ore di Le Mans con la Ferrari, una 12 Ore di Sebring e una 1.000 Km del Nurburgring, sempre con la Ferrari sono le più significative imprese di una carriera che conta innumerevoli successi. Vaccarella ha disputato anche quattro G.P. in F.1, con De Tommaso,Lotus e Ferrari, senza ottenere risultati particolari, dovuto molto probabilmente al fatto che è stato sempre un pilota ufficiale “part-time”. Infatti come ci ha raccontato: Ferrari lo chiamò a Maranello dopo la Targa Florio del ’62, dove corse con la Porsche in coppia con il campione del mondo Graham Hill, al quale rifilò oltre quattro minuti al giro, ( che era di 72 km, n.d.r.), il Commendatore assumendolo lo invitò a trasferirsi a Modena, Nino declinò l’invito rispondendo che aveva promesso al padre, poi scomparso e contrario all’attività agonistica del figlio, che pur di fare il pilota avrebbe comunque seguito l’attività del Liceo, poi scherzosamente ci ha detto “che era una giornata fredda e nebbiosa, condizione insopportabile per un siciliano”. Alla domanda su cosa è stata per lui e la Sicilia la Targa Florio, ci ha raccontato due episodi che spiegano tutto: “ 1965 prima vittoria in coppia con Bandini sulla Ferrari P2, all’arrivo vengo “assalito” da una folla oceanica, carabinieri e servizio d’ordine mi proteggono, la scena viene ripresa e trasmessa in tv, Ferrari mi telefona e mi dice- Vaccarella per fortuna che sapevo della vittoria,perché dalle immagini sembrava che l’ avessero arrestato- Poi continua -il comune di Cerda, uno paese interessato dalla corsa, mi invita per festeggiarmi,quando arrivo si sta svolgendo la processione della Madonna, appena sceso dalla macchina tolgono la statua della Vergine e mi “issano” sul trespolo, ecco questa era la “ Targa”-. Una gara che radunava un milione di spettatori!.

Professore sempre sulla Targa c’è un altro episodio riportato dai libri, il famoso “ sorpasso annunciato”,ci racconti come andò esattamente: “1969, la Rai manda un elicottero per le riprese , il cameramen mi chiede un passaggio spettacolare, io gli consiglio il rettilineo di Bonfornello, una striscia di 1 km fra le case che si percorreva a oltre 200km/h, e aggiungo che in quel punto sorpasserò la Chapparal, una “belva” di 7.000 cc. famosa per il suo alettone, pilotata dal campione del mondo Phil Hill, al primo giro seguo la “bianca americana”, arrivato sul rettilineo la passo di potenza con la mia Ferrari, peccato che dopo “pizzico” un marciapiede e sono costretto a fermarmi, ma da uomo d’onore avevo mantenuto la promessa. Aggiungo che Hill a fine corsa mi venne vicino e nel suo italiano imperfetto, imparato ai tempi della Ferrari, mi disse “ quando tu supera provoca a me spostamento d’aria e io sbando, la prossima volta stai più largo”. Queste parole mi ripagarono della delusione per il ritiro.

Professore se la sente di fare un paragone fra le corse di oggi e le “sue” ed anche sui piloti? “ E’ una domanda frequente, alla quale è difficile rispondere ogni epoca ha le sue particolarità, dico solo che quando vengo invitato a manifestazioni e provo auto moderne, trovo estremamente facile arrivare a 300 all’ora, con tutti gli ausili moderni, riguardo ai piloti noi eravamo forse più completi meno “omologati”,ogni domenica correvamo in categorie diverse e su tutti i tipi di circuiti, per contro è positivo quanto si è fatto per la sicurezza, ho perso tanti amici, ed io mi ritengo un privilegiato per essere qui con voi oggi.” La chiacchierata prosegue ci vorrebbe un volume per raccontarla ,cosa alla quale ha pensato Vaccarella,che a Padova ha presentato il suo libro. Chiudiamo con una “civetteria” alla domanda se ama ancora la velocità il Professore ha risposto:” che ha “solo” tre punti sulla patente, non perché è imprudente, ma perché circolano persone che guidano male, distratti da telefonini e quant’altro,credendo di essere prudenti diventano pericolosi, per non correre rischi li sorpasso”. Questo è Nino Vaccarella un personaggio unico, un gran signore affabile e disponibile che in un quarto d’ora ci ha fatto emozionare.

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