Arrigoni (FdI-An): “La solidarietà è altra cosa. C’è differenza tra clandestini e rifugiati”

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7 novembre 2014

Fabio Arrigoni, esponente di Fratelli d'Italia

Fabio Arrigoni, esponente di Fratelli d’Italia

Fabio Arrigoni*

PESARO – Dopo quanto emerso in questi giorni a proposito dell’immigrazione e dell’accoglienza degli immigrati portato alla luce dalla Questura di Pesaro, sono i fatti a darci ragione. I problemi legati all’immigrazione presenti anche nella nostra città, non hanno nulla a che vedere con la solidarietà o lo status di rifugiato politico dietro il quale si rifugiano i clandestini che sempre più numerosi sbarcano nel nostro territorio invadendo letteralmente le nostre città, ma nascono grazie ad un fiorente business che di fatto aumenta materialmente la presenza sul territorio di persone che vivono di espedienti mettendo sempre più in crisi il già precario equilibrio legato alla sicurezza e all’ordine pubblico.

In questi giorni, come dicevamo, è stata portata alla luce una vera e propria organizzazione illegale operativa sul nostro territorio che si occupava dell’inserimento di stranieri nel nostro paese falsificando documentazioni, fornendo falsi impieghi agli immigrati al fine di ottenere i permessi per rimanere liberamente in Italia, ma che poi li abbandona a sé stessi lasciandoli liberi di vivere una vita ai margini senza controllo e senza rispetto delle regole e delle leggi del nostro Paese. Tuttavia questo è solo uno degli aspetti dell’intera situazione che da lungo tempo, ormai, mette a dura prova quel poco che è rimasto delle politiche sociali del nostro Paese. Mentre nel sottobosco dell’illegalità nascono e prolificano queste organizzazioni, non possiamo non parlare dei centri di permanenza temporanei e della loro gestione attraverso cooperative legate alla sinistra italiana che percepiscono consistenti fondi europei per la prima assistenza degli immigrati che molte volte vengono costretti a rimanere “ospiti” in questi centri ben oltre il limite di tempo stabilito dalla legge creando profitto per chi li ospita.

Arrivando per la maggior parte delle volte senza documenti, diventa pressoché impossibile per le forze dell’ordine identificare i soggetti che arrivano nel nostro Paese, e conseguentemente di loro oltre a non conoscerne le generalità non si conoscono le condizioni sanitarie, la potenziale pericolosità e la loro condizione nei confronti della giustizia.

L’aspetto più preoccupante da tenere in considerazione legato a questo fenomeno, oltre alle grandi quantità di denaro che ruotano attorno ad esso, è il fatto che le suddette cooperative che gestiscono i centri d’accoglienza eccetera si occupano, come più volte spiegato, della prima assistenza, e quando il clandestino, il rifugiato, o il profugo che dir si voglia, lascia il centro di lui non resta traccia quindi questo meccanismo assume sotto tutti i punti di vista gli aspetti di un’azienda in grado di creare profitto esentasse per chi la gestisce.

Noi riteniamo che la solidarietà è ben altra cosa: Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale Pesaro ritiene che non si debba più sottostare ad una vera e propria imposizione del genere, e che la solidarietà venga dimostrata prima verso quelle famiglie in difficoltà come tante ce ne sono anche a Pesaro che da sempre rispettano le regole e le leggi; vogliamo che cessi tutto questo in nome di una finta e becera opera di solidarietà. Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale Pesaro ritiene che sia giunta l’ora di smetterla di dare assistenza, asilo e protezioni a elementi di disturbo dell’ordine pubblico, che mettono a repentaglio la sicurezza pubblica rimanendo impuniti nonostante i reati commessi perché rimessi in libertà con troppa solerzia, auspicando che tutti gli elementi non in regola con le leggi italiane vengano espulsi dal nostro territorio.

*Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale Pesaro

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