Volley Pesaro, Matteo Bertini esalta il lavoro di tutte le ragazze, con una nota particolare per Isabella Di Iulio: “Ma brava anche Orvieto”

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9 novembre 2014

Matteo Bertini e il suo vice Gigi Portavia (dalla pagina Facebook di Volley Pesaro)

Matteo Bertini e il suo vice Gigi Portavia (dalla pagina Facebook di Volley Pesaro)

PESARO – La voce di Matteo Bertini, allenatore del Volley Pesaro, primo in classifica nel girone C della serie B1 di pallavolo femminile, ha note di legittima soddisfazione.

“Andiamo a Orvieto per vincere e preservare l’imbattibilità…”, aveva dichiarato alla vigilia. Obiettivo centrato, grazie a un fantastico lavoro difensivo che ha limitato le attaccanti avversarie. La temuta Valentina Biccheri, opposto di valore, è stata fermata a 12/46, che fa 26 per cento. E Jasmine Rossini, per la quale Bertini aveva espresso parole di apprezzamento, ha chiuso con il 22 per cento (9/41). Ha fatto meglio Serena Ubertini, ex compagna di Elisa Mezzasoma a Bastia Umbra, che ha totalizzato il 36% (16/44). A Orvieto si rimpiange l’assenza di Eleonora Fastellini – non utilizzabile – ma la storia e i numeri della partita parlano di una grande prova di squadra del Volley Pesaro.

“Però non è stato semplice mettere sempre in maniera corretta muro e difesa, perché le ragazze di Orvieto hanno tanti colpi d’attacco, non uno solo. E’ risultato veramente difficile riuscire a dare continuità al nostro lavoro difensivo. Abbiamo vinto agevolmente secondo, quarto e quinto set perché in questi parziali è emerso il nostro lavoro. Addirittura, nel quarto set abbiamo contrattaccato con il 63 per cento, una percentuale impressionante, frutto del lavoro di tutta la squadra, di chi tocca a muro e di chi difende, di chi palleggia e di chi attacca…”.

A proposito di numeri: le statistiche raccontano un’evidente superiorità in ogni angolo di campo. Più servizi vincenti (7 a 4), migliore ricezione (76% positiva e 39% contro il 75% e 22%), più muri (11 a 6), migliore percentuale offensiva (41% a 29%) e meno errori in attacco (9 a 15). E avete costretto Giulia Kotlar – ottima centrale – a un 9/30 che fotografa il gran lavoro di chi le ha toccato quasi tutti gli attacchi.
“Era una delle avversarie su cui dovevamo lavorare bene a muro. Quando lei era davanti, abbiamo anche rischiato molto sui laterali, facendo tante scelte sui suoi attacchi, ma la scelta ha pagato. Prima di sabato viaggiava a 11 punti di media in in 3,3 set, l’abbiamo tenuta a 14 in cinque set. Però è una giocatrice interessante, che ci ha messo in difficoltà a muro, dove si è fatta sentire (4 punti). In ogni caso, siamo stati premiati dalle scelte”.

La partita è andata come l’avevate preparata.
“Sì, anche se è vero che qualche volta ci siamo riusciti, altre meno, ma ciò è dipeso soprattutto dalla qualità dell’avversaria. Orvieto ha battuto veramente bene, creandoci qualche difficoltà in ricezione che pure ha sempre avuto valori positivi, costringendoci a un grande lavoro in un fondamentale molto importante”.

Senza le sofferenze nel finale del primo set, quando siete passati dal 20 a 19 a favore al 22-25, potevate tornare a casa con 3 punti in cassaforte. Cosa è successo?
“Ci hanno costretto a colpi diversi in attacco e abbiamo fatto qualche errore di troppo. In quella fase siamo stati poco pazienti. Magari c’è anche un po’ di nostro demerito, ma mi sento di affermare che è stato soprattutto merito della Zambelli, che si è fatta sentire a muro. Abbiamo faticato a uscire da una rotazione che ci ha creato difficoltà, con Rossini al servizio”.

Domenica scorsa, Rieti aveva preparato la partita di Pesaro con tanta difesa sugli attacchi di Elisa Mezzasoma, che a Orvieto è tornata a essere la… Wilma che fa impazzire compagne (in allenamento) e avversarie (in partita).
“Sì, è tornata lei, l’Elisa che conosciamo. Stiamo cambiando qualcosa nella sua tecnica d’attacco, soprattutto nella gestione delle palle alte. A lei piace tanto uscire dal muro, ma deve saper giocare anche con il muro. Dal secondo set in poi, sulla palla alta, ha fatto un lavoro incredibile. Davvero molto brava. Per noi è un punto di riferimento importante, ma anche Babbi ha attaccato bene. Quando hai due attaccanti laterali che giocano così, diventa più facile per tutti, soprattutto per le centrali che sono più smarcate…”. A proposito di Wilma: è il soprannome che le compagne di squadra hanno dato a Elisa Mezzasoma perché ha un braccio che sembra una clava. Wilma è la moglie di Fred Flintstone, protagonista – con gli amici Betty e Barney Rubble – degli Antenati.

Quando si vince una partita così importante, è antipatico fermarsi ai singoli, visto che dietro c’è il lavoro di tutte le ragazze, anche di chi non ha giocato, però mi sembra doveroso spendere due parole su Isabella Di Iulio, che ha chiuso con 7 punti, perché – come anticipato già sabato sera solo da pu24.it – al 2/4 offensivo ha aggiunto 2 battute vincenti e 3 muri. Tanta roba per un’alzatrice.
“Ottima partita in battuta, ma anche in difesa, come sempre. E sta migliorando tanto a muro. Non è un caso che la partita l’abbia chiusa proprio Isabella con un muro vincente. Una soddisfazione in più. Molto brava anche nella distribuzione del gioco, cambiando le situazioni e coinvolgendo tutte le compagne. Abbiamo cinque attaccanti che hanno bisogno di ricevere palloni e per una palleggiatrice non è compito facile uscire dal campo con una bella distribuzione. Le faccio i complimenti perché sta crescendo tanto, ma – lo so io, lo sa lei – può fare di più. Diventerà la palleggiatrice che vogliamo, che vuole soprattutto lei, perché Isabella è molto pignola”. Pignola e – giustamente – ambiziosa.

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